Che fatica essere cool
Audiowalks
Dopo il bombardamento mediatico legato al fenomeno del podcasting, arriva inevitabilmente quella senzazione di rigurgito che accompagna i fenomeni molto chiaccherati e volutamente dopati per creare hype.
Ad esempio ascoltare contenuti "voice" camminando per la strada o sul treno non è così semplice. In base al livello di difficoltà del podcast è molto facile perdere l'attenzione per l'incombere di un elemento esterno (un rumore improvviso o una qualche sollecitazione dal mondo "reale") che ci fa perdere un contenuto fondamentale per la comprensione del testo che stavamo ascoltando.
In sostanza "sentire" libera occhi e mani ma non libera il cervello che deve rimanere concentrato sui contenuti che gli passano per le orecchie. Tanto più che leggendo è molto facile rivedere con gli occhi una frase o un concetto non molto chiaro. Ascoltando, si deve interromprere la trasmissione, tornare indietro per cercare il punto esatto dal quale ripartire, perdendo così più tempo.
Ovviamente ascoltare contenuti audio in viaggio non ha nulla a che fare con le fatiche d'Ercole. Ad esempio l'altro ieri camminavo per Modena mentre ascoltavo un podcast molto interessante che parlava degli sviluppi del VoIP (Audiocast). L'argomento, molto specifico e tecnologico non si presta molto alle passeggiate spensierate, neppure allo shopping natalizio o a riempire lo spuntino di mezzogiorno. Anzi diciamo che si presta poco all'ascolto in viaggio. Richiede molta attenzione, possibilmente silenzio intorno e una buona dose di partecipazione del cervello.
Mi sono trovato a guardare i libri della Feltrinelli ed ascoltare questo podcast senza riuscire a fare ne' bene ne' l'una ne' l'altra attività.
In linea generica si può dire che "l'ascolto", facendo leva esclusivamente sulla percezione dell'udito, richiede una soglia d'attenzione molto, molto alta.
La televisione si guarda e si sente. La radio no. La radio si ascolta e basta.
Tutto questo per dirvi che il podcast di Andrea Girolami e di Fabio De Luca, Conversation Intercom contraddice in parte quello che ho detto.
È un podcast molto leggero ma non stupido. Accattivante ma non qualunquista. Spiritoso ma non banale.
Lo si può ascoltare anche alla Feltrinelli o al bar sotto l'ufficio o vicino all'università.
Facendo shopping. Non mi spingerei a dire che si accompagna bene anche coi momenti di intimità della coppia, perchè quello forse è eccessivo. Però se la coppia è alla ricerca di stimoli nuovi è meglio della pornografia, sopratutto in aria di pornotax.
Dopo il bombardamento mediatico legato al fenomeno del podcasting, arriva inevitabilmente quella senzazione di rigurgito che accompagna i fenomeni molto chiaccherati e volutamente dopati per creare hype.
Ad esempio ascoltare contenuti "voice" camminando per la strada o sul treno non è così semplice. In base al livello di difficoltà del podcast è molto facile perdere l'attenzione per l'incombere di un elemento esterno (un rumore improvviso o una qualche sollecitazione dal mondo "reale") che ci fa perdere un contenuto fondamentale per la comprensione del testo che stavamo ascoltando.
In sostanza "sentire" libera occhi e mani ma non libera il cervello che deve rimanere concentrato sui contenuti che gli passano per le orecchie. Tanto più che leggendo è molto facile rivedere con gli occhi una frase o un concetto non molto chiaro. Ascoltando, si deve interromprere la trasmissione, tornare indietro per cercare il punto esatto dal quale ripartire, perdendo così più tempo.
Ovviamente ascoltare contenuti audio in viaggio non ha nulla a che fare con le fatiche d'Ercole. Ad esempio l'altro ieri camminavo per Modena mentre ascoltavo un podcast molto interessante che parlava degli sviluppi del VoIP (Audiocast). L'argomento, molto specifico e tecnologico non si presta molto alle passeggiate spensierate, neppure allo shopping natalizio o a riempire lo spuntino di mezzogiorno. Anzi diciamo che si presta poco all'ascolto in viaggio. Richiede molta attenzione, possibilmente silenzio intorno e una buona dose di partecipazione del cervello.
Mi sono trovato a guardare i libri della Feltrinelli ed ascoltare questo podcast senza riuscire a fare ne' bene ne' l'una ne' l'altra attività.
In linea generica si può dire che "l'ascolto", facendo leva esclusivamente sulla percezione dell'udito, richiede una soglia d'attenzione molto, molto alta.
La televisione si guarda e si sente. La radio no. La radio si ascolta e basta.
Tutto questo per dirvi che il podcast di Andrea Girolami e di Fabio De Luca, Conversation Intercom contraddice in parte quello che ho detto.
È un podcast molto leggero ma non stupido. Accattivante ma non qualunquista. Spiritoso ma non banale.
Lo si può ascoltare anche alla Feltrinelli o al bar sotto l'ufficio o vicino all'università.
Facendo shopping. Non mi spingerei a dire che si accompagna bene anche coi momenti di intimità della coppia, perchè quello forse è eccessivo. Però se la coppia è alla ricerca di stimoli nuovi è meglio della pornografia, sopratutto in aria di pornotax.
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