April nine! Little Cesar....
Tu quoque Lenin! Microstorie Cavriaghesi.
Troppa grazia, caro primo ministro. Proprio nel giorno in cui “Punk not.. diet!” da alle stampe la maglietta “ilovecavriago” lei cita addirittura questo piccolo paese con meno di diecimila anime quale luogo dove si consumano le nefandezze dei tanto temuti comunisti italiani.
Un busto di Lenin, in una piazza (tra l’altro secondaria, la piazza principale è dedicata ad Angelo Zanti, altroché) fa certamente notizia. Sicuramente fa il gioco di chi vuole vedere nostalgici bolscevichi ovunque. Mentre in realtà la questione del busto di Lenin in piazza è legato ad una questione di storia locale. Molto differente dalla storia del mondo. Piani di lettura diversi, caro primo ministro.
Non è un simbolo universale di adesione al comunismo staliniano. E’ un pezzo di storia locale.
Se vogliamo davvero parlare di Storia, quella importante prendiamo allora ad esempio fatti che tutti conoscono.
Storia romana. Immagino che lei conosca bene Marco Aurelio. Imperatore romano, dinastia degli Antonini, stoico, non bolscevico, né stalinista. Gli storici lo ricordano come imperatore illuminato, umile, dotto. Suo figlio Commodo al contrario si distinse per nefandezza e scellerataggine.
Da wikipedia riporto alcuni esempi di questa sua modalità di gestire lo stato:
Commodo ebbe la passione per i combattimenti di gladiatori al punto da scendere egli stesso nell'arena vestito da gladiatore (a me ricorda qualcosa tipo, il presidente operaio..). A peggiorare le cose le sue prestazioni erano comiche (ma va!!): entrava nell'arena armato di tutto punto a combattere contro disgraziati armati solo con spade di legno. Vestito come l'eroe mitologico greco Ercole.
Commodo pretendeva di aver ucciso 12.000 uomini in combattimenti gladiatorii (in confronto a lei aveva anche poche ambizioni). Per ogni apparizione nell'arena, addebitava alla città di Roma un milione di sesterzi (anche lui a ragionare per milioni….). L'instabilità di Commodo non fu, tuttavia, limitata a questo. Una volta fece massacrare gli abitanti di una città perché uno di loro lo avrebbe guardato con espressione non amichevole (all’epoca non avevano mezze misure, ma conosco qualcuno anche ai giorni nostri che ha pagato dazio per qualche uscita poco felice nei suo confronti). Egli voleva essere adorato come un dio, e trascurava completamente gli affari di stato mentre si dedicava ad un suo harem di circa 300 donne (beh, l’eccezione che conferma la regola) e giovani uomini (l’omosessualità è un atto d’amore troppo colto per lei). Incaricò i suoi amici di amministrare l'Impero e divideva con loro i soldi che questi rubavano (vede, non è primo neppure in questo!).
Nel 190, una parte della città di Roma fu distrutta da un incendio, e Commodo colse l'opportunità di "rifondarla", chiamandola in suo onore Colonia Commodiana (Milano 2?). Anche i mesi del calendario furono rinominati in suo onore.
Io intanto nel mio calendario ho segnato la data nove aprile. Qualcosa accadrà...
Chi vuole la maglietta scriva a jukka.re@gmail.com
Fate presto perchè va a ruba!!!
Un busto di Lenin, in una piazza (tra l’altro secondaria, la piazza principale è dedicata ad Angelo Zanti, altroché) fa certamente notizia. Sicuramente fa il gioco di chi vuole vedere nostalgici bolscevichi ovunque. Mentre in realtà la questione del busto di Lenin in piazza è legato ad una questione di storia locale. Molto differente dalla storia del mondo. Piani di lettura diversi, caro primo ministro.
Non è un simbolo universale di adesione al comunismo staliniano. E’ un pezzo di storia locale.
Se vogliamo davvero parlare di Storia, quella importante prendiamo allora ad esempio fatti che tutti conoscono. Storia romana. Immagino che lei conosca bene Marco Aurelio. Imperatore romano, dinastia degli Antonini, stoico, non bolscevico, né stalinista. Gli storici lo ricordano come imperatore illuminato, umile, dotto. Suo figlio Commodo al contrario si distinse per nefandezza e scellerataggine.
Da wikipedia riporto alcuni esempi di questa sua modalità di gestire lo stato:
Commodo ebbe la passione per i combattimenti di gladiatori al punto da scendere egli stesso nell'arena vestito da gladiatore (a me ricorda qualcosa tipo, il presidente operaio..). A peggiorare le cose le sue prestazioni erano comiche (ma va!!): entrava nell'arena armato di tutto punto a combattere contro disgraziati armati solo con spade di legno. Vestito come l'eroe mitologico greco Ercole.
Commodo pretendeva di aver ucciso 12.000 uomini in combattimenti gladiatorii (in confronto a lei aveva anche poche ambizioni). Per ogni apparizione nell'arena, addebitava alla città di Roma un milione di sesterzi (anche lui a ragionare per milioni….). L'instabilità di Commodo non fu, tuttavia, limitata a questo. Una volta fece massacrare gli abitanti di una città perché uno di loro lo avrebbe guardato con espressione non amichevole (all’epoca non avevano mezze misure, ma conosco qualcuno anche ai giorni nostri che ha pagato dazio per qualche uscita poco felice nei suo confronti). Egli voleva essere adorato come un dio, e trascurava completamente gli affari di stato mentre si dedicava ad un suo harem di circa 300 donne (beh, l’eccezione che conferma la regola) e giovani uomini (l’omosessualità è un atto d’amore troppo colto per lei). Incaricò i suoi amici di amministrare l'Impero e divideva con loro i soldi che questi rubavano (vede, non è primo neppure in questo!).
Nel 190, una parte della città di Roma fu distrutta da un incendio, e Commodo colse l'opportunità di "rifondarla", chiamandola in suo onore Colonia Commodiana (Milano 2?). Anche i mesi del calendario furono rinominati in suo onore.
Io intanto nel mio calendario ho segnato la data nove aprile. Qualcosa accadrà...
Chi vuole la maglietta scriva a jukka.re@gmail.com
Fate presto perchè va a ruba!!!
3 Comments:
dico che il ns premier è una parodia sbiadita di un premier che sembra uscito da un film di charlie chaplin
uscito, nel senso che l'hanno cacciato anche lì?
bravo Corrado, hai detto molto molto bene. Questa campagna elettorale sarà snervante, per fortuna che siamo entrati in par condicio e certe facce non le vedremo più in ogni trasmissione a ogni ora su ogni canale. Magari la pubblicità della carta igienica ci farà venire in mente qualcuno....magari...
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