Il re lucertola
Non c'è solo Berlusconi
Moretti ha fatto un operazione di marketing brillante.
Per quanto egli stesso neghi l'esistenza di un progetto studiato a tavolino è inevitabile constatare come questa epifania caimanesca sia arrivata imprevista portando con sè una boccata d'aria fresca nel dialogo politico.
Nella pellicola di Moretti si parte da una analisi ex post. Il caimano perde le elezioni ed è condannato dai giudici "persecutori". Che succede ora?
Il finale vede Berlusconi lanciare i suoi strali apocalittici mentre il mondo si rivolta per la condanna al caimano. Qualcosa di terribilimente inquietante.
All'interno di questo scenario il regista amaramente ricorda come Berlusconi a parte tutto (elezioni o giudizio del popolo e dei giudici) è comunque il vincitore perchè in questi trent'anni ha cambiato gli italiani e il loro modus pensandi / vivendi.
Si deve condividere questo progetto? Io non credo. Infatti penso che Berlusconi sarà il mattatore di questi anni solo ed esclusivamente se vincerà le prossime elezioni. Al contrario è molto probabile, che egli sparisca dalla memoria degli italiani in breve tempo. Almeno quale incarnazione di spacciatore di sogni a buon mercato, come imbonitore da televendite o deus ex machina di quel nuovo miracolo italiano che evangelicamente doveva salvare l'Italia.
Nell'immaginario collettivo rimarrà solo l'aspetto caricaturale del personaggio. Le sue gaffe, il suo gusto naif, quell'arroganza becera propria dell'asse culturale lega nord - forza italia, le cene ad Arcore, lo stalliere Mafioso, gli isulti e le corna. Anche perchè, onestamente, non c'è molto altro.
Se Berlusconi esce sconfitto dalle prossime elezioni finirà in quel berstiario di personaggi politici che hanno infuocato la scena, totalizzandola per un periodo ed implodendo con la stessa velocità.
Lo stesso Mussolini, non fosse perchè ha caratterizzato un periodo focale del secolo scorso(ovviamente la seconda guerra mondiale) con l'alleanza alla germania filonazista, ha forse lasciato qualche elemento culturale che vada al di là di alcune manifestazioni nostalgiche dell'olio di ricino? E attenzione, stiamo parlando di una persona che ha fatto il bello e cattivo tempo per vent'anni!
Craxi, lo statista della milano da Bere, che eredità culturale ha lasciato? Di Pietro, il Robespierre della stagione di Mani Pulite, è oggi una squallida macchietta di politico che un giorno si allea al fianco di Ochetto ed un altro prova a difendere le diversità, dall'alto di una prospettiva bigotto-moderata, al fianco di Vladimir Luxuria, nel salotto di Vespa.
Intendiamoci, il Caimano, rimarrà nei libri di storia. Ma non lascerà nulla di più della sua mera presenza negli annali perchè non ha mai seminato che illusioni, brillantini, culi sodi e seni al silicone, telepromozioni e Mastrota (incarnazione del caimano?).
La caimanite ha marcato a fuoco solo quella schiera di iscarioti che venderanno l'anima per 30 denari al prossimo predicatore di facili vittorie.
Eccoci al punto. Non c'è solo Berlusconi. Anzi, tra poco ci si augura proprio che egli esista più, almeno come uomo politico. Pertanto non si può costruire una politica di rilancio esclusivamente sulla sua demonizzazione, perchè una volta sparito dalle scene, rischiamo di trovarci senza quell'ago della bussola che indicava costantemente il male assoluto. Tutti persi. Finche un altro caimano prenderà le scene e tutti noi qui a piangere di nuovo per l'avvento di un nuovo demagogo.
Il problema infatti non è berlusconi è la caimanite. Ovvero quella propensione a farsela mettere nel culo dal primo demagogo, che vuoi attraverso i media oggi, vuoi attraverso le frasi urlate dal balcone di Palazzo Venezia ieri, riesce a soggiogare l'italia evitando la fatica di una maturazione coerente costruita su solide basi sociali e civili.
Siamo una popolazione con una forte componente mediterranea che si entusiasma e si disinnamora alla velocità della luce, come il susseguirsi delle stagioni. L'arrivo della prossima stagione balneare. Poi viene l'autunno.
E fatalmente ci si dimentica. Questa è la caimanite.
E allora non chiediamoci solo perchè eravamo tutti fasciti all'epoca di Mussolini o Berluscones oggi. Pensiamo un pò anche perchè eravamo tutti velisti all'epoca di Luna Rossa ed eravamo tutti sciatori al fianco di Alberto Tomba (che di caimanate ne ha fatte anche lui!!) tutti in sella col Pirata, Evvai! Baggio in nazionale.
In Francia vanno in piazza padri e figli perchè il tessuto sociale è esiste e le ferite fanno male a tutti.
Moretti ha fatto un operazione di marketing brillante. Per quanto egli stesso neghi l'esistenza di un progetto studiato a tavolino è inevitabile constatare come questa epifania caimanesca sia arrivata imprevista portando con sè una boccata d'aria fresca nel dialogo politico.
Nella pellicola di Moretti si parte da una analisi ex post. Il caimano perde le elezioni ed è condannato dai giudici "persecutori". Che succede ora?
Il finale vede Berlusconi lanciare i suoi strali apocalittici mentre il mondo si rivolta per la condanna al caimano. Qualcosa di terribilimente inquietante.
All'interno di questo scenario il regista amaramente ricorda come Berlusconi a parte tutto (elezioni o giudizio del popolo e dei giudici) è comunque il vincitore perchè in questi trent'anni ha cambiato gli italiani e il loro modus pensandi / vivendi.
Si deve condividere questo progetto? Io non credo. Infatti penso che Berlusconi sarà il mattatore di questi anni solo ed esclusivamente se vincerà le prossime elezioni. Al contrario è molto probabile, che egli sparisca dalla memoria degli italiani in breve tempo. Almeno quale incarnazione di spacciatore di sogni a buon mercato, come imbonitore da televendite o deus ex machina di quel nuovo miracolo italiano che evangelicamente doveva salvare l'Italia.
Nell'immaginario collettivo rimarrà solo l'aspetto caricaturale del personaggio. Le sue gaffe, il suo gusto naif, quell'arroganza becera propria dell'asse culturale lega nord - forza italia, le cene ad Arcore, lo stalliere Mafioso, gli isulti e le corna. Anche perchè, onestamente, non c'è molto altro.
Se Berlusconi esce sconfitto dalle prossime elezioni finirà in quel berstiario di personaggi politici che hanno infuocato la scena, totalizzandola per un periodo ed implodendo con la stessa velocità.
Lo stesso Mussolini, non fosse perchè ha caratterizzato un periodo focale del secolo scorso(ovviamente la seconda guerra mondiale) con l'alleanza alla germania filonazista, ha forse lasciato qualche elemento culturale che vada al di là di alcune manifestazioni nostalgiche dell'olio di ricino? E attenzione, stiamo parlando di una persona che ha fatto il bello e cattivo tempo per vent'anni!
Craxi, lo statista della milano da Bere, che eredità culturale ha lasciato? Di Pietro, il Robespierre della stagione di Mani Pulite, è oggi una squallida macchietta di politico che un giorno si allea al fianco di Ochetto ed un altro prova a difendere le diversità, dall'alto di una prospettiva bigotto-moderata, al fianco di Vladimir Luxuria, nel salotto di Vespa.
Intendiamoci, il Caimano, rimarrà nei libri di storia. Ma non lascerà nulla di più della sua mera presenza negli annali perchè non ha mai seminato che illusioni, brillantini, culi sodi e seni al silicone, telepromozioni e Mastrota (incarnazione del caimano?).
La caimanite ha marcato a fuoco solo quella schiera di iscarioti che venderanno l'anima per 30 denari al prossimo predicatore di facili vittorie.
Eccoci al punto. Non c'è solo Berlusconi. Anzi, tra poco ci si augura proprio che egli esista più, almeno come uomo politico. Pertanto non si può costruire una politica di rilancio esclusivamente sulla sua demonizzazione, perchè una volta sparito dalle scene, rischiamo di trovarci senza quell'ago della bussola che indicava costantemente il male assoluto. Tutti persi. Finche un altro caimano prenderà le scene e tutti noi qui a piangere di nuovo per l'avvento di un nuovo demagogo.
Il problema infatti non è berlusconi è la caimanite. Ovvero quella propensione a farsela mettere nel culo dal primo demagogo, che vuoi attraverso i media oggi, vuoi attraverso le frasi urlate dal balcone di Palazzo Venezia ieri, riesce a soggiogare l'italia evitando la fatica di una maturazione coerente costruita su solide basi sociali e civili.
Siamo una popolazione con una forte componente mediterranea che si entusiasma e si disinnamora alla velocità della luce, come il susseguirsi delle stagioni. L'arrivo della prossima stagione balneare. Poi viene l'autunno.
E fatalmente ci si dimentica. Questa è la caimanite.
E allora non chiediamoci solo perchè eravamo tutti fasciti all'epoca di Mussolini o Berluscones oggi. Pensiamo un pò anche perchè eravamo tutti velisti all'epoca di Luna Rossa ed eravamo tutti sciatori al fianco di Alberto Tomba (che di caimanate ne ha fatte anche lui!!) tutti in sella col Pirata, Evvai! Baggio in nazionale.
In Francia vanno in piazza padri e figli perchè il tessuto sociale è esiste e le ferite fanno male a tutti.
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