January 31, 2006

Studio is where it hurts ( part II )

Le cavallette, gli egiziani, ehh paam! Tutti morti!


Aggiornamento rapido e sintetico sugli avvenimenti dello studio. Ecco, che dire?Stiamo lavorando su due fronti, album e NATO2 (ovvero secondo singolo che chiude la serie NATO). Quest'ultimo è finito ed è stato masterizzato ierisera. Contiene due remix, uno di Apparat (a fond farewell) e l'altro di Alias (given ground). I pezzi sono entrambi molto-molto belli. Il pezzo di Appart è una bomba, proprio. Del pezzo remixato da Alias esiste anche un videoclip curato da Francesco Fei e magari sarà di sicuro inserito nel dvd "Who is Pandi?" di cui sotto. A proposito, Jukka (link a fianco) sta cercando qualsiasi tipo di materiale che riguarda i giardini di mirò. Se ne avete scrivetegli, o scrivete a me (info@giardinidimiro.com).
I giardini di mirò hanno inserito due pezzi, il primo vede il debutto ufficiale di Jukka alla voce, il pezzo ha un'inedita cassa "in quattro" ed è pronto per il dancefloor. L'altro pezzo cede il microfono a Siaz dei Caveman Speak per un pezzo vicino alle sonorità di quello che sarà il mio disco. Forse. Ma visto che quasi nessuno conosce i due termini di paragone, vi rimando all'ascolto di Nato2 e ai tutti i futuri commenti.

Il disco ufficiale, che dovrebbe esser pronto per settembre/ottobre 2006 procede, passo passo: stiamo definendo gli arrangiamenti dei pezzi già scritti e stiamo lavorando ad una sorta di "preproduzione" di alcuni pezzi che poi saranno il biglietto da visita del disco per tutti i facoltosi impresari musicali che ci vorranno scritturare!! Scherzi a parte, stiamo finendo alcune canzoni, per comprendere come suonano i giardini di mirò del 2006. Preso comunque avremo novità. E con questo ho detto tutto. Novità.

Comuncazione interna: Burro! Sei lento. Burro?? Hey Burro? Sei lento!! Burro...Lento. Lento...Burro. Burro! Sei Lentissimo. Burro. Burro no. Tammu brutto.

Comunicazione esterna: per chi volesse capire cosa significa il sottotitolo di questo post deve cercare vecchi filmati de "Il Caso Scafroglia" di Guzzanti, in particolar modo deve cercare le omelie di Padre Boffo. Nel caso non lo conosciate, vi si aprirà un nuovo mondo. Burro ha qualche filmato, chiedete a lui. Però sarà sicuramente lento a rispondervi

posted by Corrado Nuccini at 2:22 AM 9 comments

January 28, 2006

Studio is where it hurts

Who is Pandi?


Fa molto freddo e mentre c'è in atto una competizione tra la temperatura del mondo esterno e quella delle abitazioni i Giardini di Mirò tornano in studio, spostandosi da Rubiera a Bologna. Ora siamo all'Alpha Earthbase, qui da Francesco, aka Burro.
Stiamo cercando di concludere alcune cose lasciate in sospeso durante la session natalizia e speriamo bene di finire al più preso una mezza dozzina di canzoni che poi costituiranno la colonna dorsale del possimo disco. L'altra notzia rilevante è che Jukka ha lasciato a casa lo skate, perchè lo studio di Burro offre già un sacco di attrazioni: connessione internet wireless, diverse stanze (una di queste con macchinetta del caffe e vinbrulè). Insomma qui ci si connette in rete, si guardano i prezzi degli stumenti on line su ebay, si leggono i blog che parlano dei nuovi mac-intel e si scambiano opinioni con il producer dei Cyne (label CCO. collaborerenno con noi al disco nuovo) attraverso i-chat. Eh, maledetto. Lui che se ne sta bel-bello al caldo si 20° a Miami. E qui i culi si ghiacciano. Che ingiustizia planetaria. Poi si parla di pessimismo cosmico, my dear Othello.
Io e Pillow ci siamo presi un paio di biglietti arei per Brussel. Il prossimo 24 febbraio andiamo al release party di Zuccini Drive e nell'occasione dovrei debuttare con alcuni pezzi del mio disco solista. Mi porto Pillow, che al massimo se la situazione degenera, può suonarmi un pezzo di Satie con i tasti del cellulare e placare i malumori degli esigentissimi ascoltatori belgi, abiutuati a ben altre performace (mi stavo chiedendo se gugliemo tell fosse belga, no? vero? o si??).
Nel frattempo stiamo raccogliendo materiale per il prossimo DVD con video, racconti e storie dei giardini di mirò. Dal nostro archivio centrale sono uiscite le foto del tour Germania 2002. Cose da non credere. Faccie da un remoto recondito freudiano. Facce da altre vite, altre cose proprio. In più il ritorno di alcuni protagonisti di alcune leggende da dopocena dei giardini di mirò che prendono nuovamente un volto, tipo la mitica "whassupinghe", la smandrappata e la cameriera del locale di amburgo.
Tenetevi a mente questa domanda: who is Pandi?

posted by Corrado Nuccini at 1:15 AM 3 comments

January 24, 2006

Shadowanimals

"Eppure si muove": Storia di un Giradischi


Come si può notare è stato aggiunto un player musicale con pezzi del collettivo "shadowanimals". Da ora quindi si possono ascoltare alcuni brani dei vari musicisti che compongono la crew. In questa "festante" occasione, prendo a prestito una pratica consolidata al blog del mio fraterno compagno di avventure Jukka Reverberi degli Offlaga Discopax e propongo una chiaccherata con Tom dei Caveman Speak/Zucchini drive/Gunporn nonchè deus ex machina della crew.

So, please tom, can you introduce shadowanimals to us....How can u define this collective?

T:the kings of crunk. the heatseakers. different groups formed around the same people working together in different formations. shadowanimals can be defined like group of good friends with the same vision and goals making records.

And please, tell me something about the specific sound of shadowanimals?

T: very collage-style.. very different any time.. Nomad sounds very folky-rap-primitive guitarsound, Gunporn sounded very dnb-downbeat-electonical-hard-industrial, zZcchini drive is on a sensitive, dancable, hiphop, pop-electronica vibe sometimes and Nuccini sounds like some crazy posthop.. we love pushing ouselves into directions we like a lot....
Cavemen Speak is how it all started and that shit was very primitive guitar and keyboard sound.

The last Zucchini Drive, in my opinion is an amazing release. It contains songs produced by different musicians. Have u selected the producers with a specific plan or how does it happen??

T: we made a weekend in a chalet in the south of Belgium.. there were 10 exercices and the people won the race were able to make us a beat.. they also got a medaille.
No...for real... just looked for the people with a dope refreshing sound and who wanted to work with us.. most people who reacted made a beat eventually and it was a hard but cool way of working

Personal question, why have you asked to giardini di mirò for a hip hop production/collaboration, we are really far from this kind of sound...

T: for me Zucchini Drive aint no hiphop yo, it's music.. and i wanna work with people who also wanna work on making music with a nice sound.. like Nuccini.. that kid got skill...

two albums from shadowanimals catalog?

T: thats for me, personally, Zucchini Drive "being kurtwood" and Cavemen Speak "tell all residents"

yeah, as last question, please can u say a sentence about jaques bruna, well known as bleubird. Can you tell me where have u met him and why is becoming a sort of shadowanimal usual guest..

T:Bleubird is the shit.. he has always loved to come to europe
and he is the nicest guy to work with.. fast and very high quality... everybody check our homeboy out: Endemik.
We meet him at a show in paris with grand buffet and recorded gunporn with him.

Last question, where people can buy shadowanimals records?

T: well.. all infos are on Shadowanimals.

Ringrazio Tom per l'amichevole chiaccherata. Per avere maggiori informazioni si può guardare appunto nel sito appena indicato. Chi volesse più informazioni sul progetto Zucchini Drive può guardare invece il loro sito qui.

La foto è presa dal blog della 2nd Rec. Il gatto in questione è il famigerato Kapitan, incubo delle notti amburghesi dei Giardini di mirò!!!

posted by Corrado Nuccini at 2:21 PM 1 comments

January 19, 2006

Homerecording is the reason

Una rivoluzione rumorosa


Un tempo si registravano i dischi in pochi giorni di session. I musicisti erano veri e propri maghi dello strumento. Addirittura si incidevano vinili direttamente sul supporto stesso. In un'unica sessione. Pronti via. Ecco il disco. L’incisione, per l’appunto.
I tempi sono proprio cambiati. Si è passati attraverso la fase in cui i gruppi trascorrevano anni immersi dentro interminabili registrazioni in studi costosissimi. Si pensi alle produzioni dei Pink Floyd, o perché no ai My Bloody Valentine che hanno contribuito al fallimento della Creation con le costose registrazioni di Loveless.
Sì, oggi i tempi sono proprio cambiati. La notizia è che si possono fare i dischi in casa. E non solo quelli di elettronica ovvero quelli fatti con sequencer, drum machine e qualche synth. Si possono fare anche i dischi rock (eh…vicini permettendo..). Populous, al secondo disco su Morr Music, dice di registrare i dischi nel bagno di casa (addirittura facendo attenzione si può sentire il rumore dello sciacquone!!). È inoltre possibile fare tutte quelle cose che rispondono al nome di “post produzione”, ossia tagliare , copiare ed effettare parti di file audio e poi magari rimontarli in maniera diversa. Tutto nella propria stanza da letto. Prima di dormire, appena svegli, nel primo pomeriggio.

Gli amici dell’Alpha Dept forniscono un servizio di assistenza a chi vuole registrare dischi in casa, fornendo una sorta di consulenza alla registrazione, sia nozionistica (ad esempio come mettere un microfono per registrare bene una chitarra) sia pratica (fornendo un po’ di strumentazione per migliorare la registrazione). Quindi non la camera da letto, non solo diventa uno studio per dilettanti, ma può ospitare anche i “delivery sound boy”.

Le conseguenze di questo scenario sono molteplici. Alcune decisamente esaltanti. Si possono fare interi dischi, parte di essi o anche semplici provini a casa propria con un netto vantaggio di tempo, soldi e stress (avete mai provato ad essere in studio in una giornata di magra ispirazione???).
Altri aspetti sono decisamente inquietanti. Per quanto io sia un convinto sostenitore delle tecnologie applicate alla musica, non posso negare che la facilità del MELA+C (Ctrl+c per par condicio con i folli user Windows) stia creando una generazione di “musicisti nerd” che fanno i numeri col trackpad o col mouse ma che a conti fatti non sanno suonare nulla. Con la conseguenza che i dischi suonano molto piatti e ripetitivi (ovvero senza il supporto del tocco emotivo umano) e spesso gli stessi musicisti casalinghi, messi sul palco sono “a pain in the ass”.
Non perdo molto tempo a dirvi che la ovvia soluzione sta, a mio giudizio, tra i due fuochi ovvero sfruttare al meglio le potenzialità di ogni metodo e tecnica/tecnologia che oggi ci viene offerta.

Parlando della mia esperienza personale posso dire ad esempio quando produco cose da solo faccio tutto in casa. Riprese di strumenti, tastiere, voci. Questo accade prevalentemente per mancanza di fondi sufficienti per permettermi uno studio ma anche per la necessità di lavorare in maniera disorganica per questioni di organizzazione del mio tempo.
Pertanto faccio tutta la post produzione in casa davanti al computer (un tempo un misero i-book G3 oggi un powerbook) poi estrapolo tutte le varie tracce e vado in studio dove apro queste sessioni sul banco di uno studio professionale, passando tutto su nastri analogici (per sentire quel romantico brusio di fondo) e così faccio i mixaggi definitivi.
Infine il mastring è fatto in studio dove si conclude il ciclo. La formula pertanto è: disco registrato in casa e mixato/masterizzato in studio.
Con i Giardini di Mirò ultimamente stiamo lavorando in questo modo: si registrano dei provini in casa, sia per quel che riguarda le chitarre sia i bassi (a volte batterie) poi si va in studio e si aprono le sessioni di lavoro così come sono nate a casa. A questo punto si registra nuovamente parte del lavoro fatto per preservare la qualità dello studio di registrazione professionale . Le vecchie tracce, figlie dell’home recording, diventano le tracce guida a supporto alle nuove “prese”. Da qui in poi, a parte rari casi, il percorso è molto classico. La tecnologia entra solo per quel che riguarda il consolidato utilizzo di software professionale da studio (Pro Tools)ovvero l'editing, di cui sopra. Quindi l’homerecording prende il posto della sala prove e lo studio è sempre il centro di produzione sia sonora che di miraggio.

Ma veniamo al dunque, cosa serve dunque per registrare la propria musica in casa? Diciamo, cosa ovvia, che ci sono vari livelli di attrezzatura. Potenzialmente potrebbe bastare un computer ed un po’ di software (utilizzando i synth e i campioni che vengono venduti insieme al programma, ad esempio Logic)
In questa maniera però è difficile registrare cose ad hoc e quindi la gamma delle possibilità si riduce parecchio.Per poter agilmente registrare un buon disco in casa la lista della spesa prevede: il computer (io parteggio per l’apple ma si può fare anche con quel computer lì, quello che usano in tanti, ma che non ricordo il nome…), una scheda audio (io ho una Audio Quattro, però onestamente è un obsoleta e poco funzionale, la cambierò presto!) un mixer (qui la scelta è veramente ampia e non mi sento di suggerire nulla) dei microfoni (possibilmente a condensatore , per avere una qualità migliore soprattutto su strumenti acustici e voci) ed un sistema per ascoltare quello che si fa (può anche andare bene lo stereo di casa). Con questa strumentazione minima, si posso davvero fare tante cose. Anche perché in supporto ai musicisti “da cameretta” vengono in ausilio parecchi software e plug in che simulano suoni con sconvolgente resa e qualità.
Software ce n’è veramente a pacchi. Sia per quel che riguarda i sequencer (quali ad esempio i già citati Logic e Pro Tools, a Cubase, Soundforge, Audacity che è pure opensource) tra questi io prediligo Live della Ableton. Che non è propriamente un sequencer tradizionale. È molto usato per il live set. Però a me piace anche come strumento compositivo e poi ha parecchi effetti veramente unici, tipo i delay.
Poi ci sono i synth ed i plug in (vi consiglio solamente quelli gratuiti di Destroy FX). In realtà ce ne sono miliardi, molti anche gratis, altri a pagamento. Tra quelli a pagamento Native Instrument fa assolutamente la roba migliore però è molto complessa da usare. Quindi armatevi di tempo e volontà. In alternativa ci sono sempre le vecchie analogiche, sporche e rumorose sale prove. Il plung in è al massimo un delay della boss alimentato a pile. Io non posso che consigliarle.
Però per questo giro non vi annoio su questi dettagli troppo nerd e computeristici.
Ci sarà tempo…ora fa troppo freddo.

Foto in testa presa dal sitoAudiocast, credo...

posted by Corrado Nuccini at 1:00 AM 0 comments

January 16, 2006

Ancora sul copyright

L'angolo della posta...

Trent scrive a commento del post precedente quanto segue:
"Personalmente compro dischi e preferisco acquistarli, ma per problemi economici ed anche di reperibilità spesso scarico album di artisti dalla rete. Ora ti pongo una domanda:"Ho tra le mani il vostro singolo uscito per la earsugar,appena scartato ed ascoltato, volevo riversarlo in digitale e così diffonderlo in rete,ho il tuo/vostro permesso?"
Visto che l'argomento è super hot, pubblico la risposta in un nuovo post, in modo che possa essere facilmente visibile a tutti.


La condivisione è un valore fondamentale di internet. La tutela di questo principio è alla base della diffusione libera ed incondizionata dei contenuti. Questo vale, ad esempio, per la mia possibilità di scrivere su un blog o per la tua di rispondermi e di sollevare dubbi. Io credo che, attraverso un'astrazione di questo principio, si possa arrivare anche a condividere prodotti discografici, (ossia quelli a pagamento). In questo caso, è necessario però aver coscienza di cosa si sta facendo e non abbandonarsi alla pirateria selvaggia che resta, a mio giudizio, una pratica illegale ma sopratutto incivile.
Ottenere beni di consumo, spinti solo dal desiderio di averli gratuitamente, va anche contro il principio di condivisione che non è approffittarsi di qualcosa per i propri interessi.
Il mero possesso di intere discografie è, secondo la mia personalissima opinione, un desiderio enciclopedico, probabilmente figlio di una mentalità piccolo borghese, che cerca di avere tutti i beni a portata di mano per dimostrare a sè stessi e agli altri il proprio status.

Sopratutto se questo possesso non è accompagnato da un reale ascolto di ciò che viene scaricato. Anche perchè è giusto chiedersi quanti dischi si possano "realmente" e "mentalmente" ascoltare in un giorno, in un mese o in un anno?

Non vorrei però sembrarti contrario al filesharing.
In realtà ha molteplici aspetti interessanti e positivi. Tanto che non sono nemmeno tra quelli che dice che se scarichi e ti piace quello che senti è categoricamente necessario l'acquisto. No. Dico solo che è vitale mantenere la consapevolezza che l'acquisto di un disco rappresenta ancora un piacere assoluto, che non deve per nessun motivo scomparire in cambio di un sacco di inutili Giga di musica mal ascoltata, che diventa solo materiale d'archivio, perdendo definitivamente poesia e fascino.

In sostanza rispondendoti ti dico, se vuoi condividere i pezzi del 7" su Earsugar fallo pure. Non siamo contrari. Almeno non io, Non credo neanche Jukka. Speriamo al contempo che poi qualcuno possa comprare il disco in modo tale da permettere a noi e ad altri gruppi di fare dischi nuovi così che chi fa filesharing possa avere altro materiale da condividere. Per quel che ci riguarda nello specifico, mi auguro che chi scarica, in primo luogo apprezzi la nostra musica e successivamente venga a vederci dal vivo. Che poi altro non è che un ennesimo e grandioso luogo di condivisione.

posted by Corrado Nuccini at 12:45 PM 6 comments

January 11, 2006

to share

Lo scambio delle idee



Le grosse trasformazioni introdotte dalle ICT hanno indotto un necessario ripensamento della nozione di copyright e di paternità intellettuale. Le nuove tecnologie permettono già da ora, la produzione di contenuti audio, video o testuali a costo zero. Al contempo i canali di comunicazione tecnologici ne facilitano il rapido scambio e la facile diffusione.
Per tanto l'estrema facilità di creazione e diffusione di contenuti e conoscenze richiede un ripensamento circa il significato di diritto d’autore.

“Digitalizzare” una qualsiasi opera d’ingegno in sequenze di numeri binari è una pratica oramai diffusa e consueta: ciò che prima era fissato all’interno di un supporto perde la sua materialità fisica, identificabile con il “contenitore” o “supporto”, facilitandone il libero scambio del “contenuto”.
L’opera d’ingegno perde i suoi riferimenti tradizionali: non sparisce soltanto l’idea di supporto ma cambiano anche i luoghi dove far circolare questi beni. Non sono più esclusivamente librerie, cinema e teatri. Ma attraverso la connessione offerta dal web possono essere personal computer, palmari, cellulari.

Il fenomeno del file sharing ha abbondantemente dimostrato come sia facile, grazie ad un potente network di computer collegati in rete e in virtù di connessioni internet veloci far circolare tutto ciò che prima era impossibile condividere.
Questo fenomeno di portata mondiale ha radicalmente modificato l’opinione pubblica che ora concepisce lo scambio di beni e conoscenze attraverso il web come valore insostituibile. Questa volontà di diffusione si è rafforzata anche in contrapposizione alla percezione diffusa che alcune lobby di potere abbiano monopolizzato il mercato, imponendo tempi, costi e modalità di fruizione.
Il popolo della rete rivendica quindi la possibilità di usufruire di beni e conoscenze senza l’intralcio di strumenti legislativi e burocratici propri di un vecchio modo di concepire la circolazione dei prodotti d’ingegno.

Si comprende facilmente come, in questo contesto, perda di significato il concetto di “proprietà” intellettuale a favore di ciò che è concepito come “patrimonio“ collettivo. La rete valorizza lo scambio delle idee ed il libero circolo del pensiero. Condividere è l'imperativo categorico. In questa logica è ovvio giungere ad un conflitto con la vecchia concezione di copyright basato su un sistema giurisdizionale che pare oggi quanto mai superato.

Alla luce di queste e molte altre osservazioni che si possono fare sul concetto di copyright all'epoca del web, mette estrema angoscia la decisione della Cina di oscurare Wikipedia. In compenso il sottoscritto (con il supporto più morale che pratico di Jukka Rev.) sta inserendo alcune voci sulla Piccola Pietroburgo, ovvero Cavriago "terra rossa". Questa è la prima. Racconta alcune cose su Angelo Zanti, a cui è dedicata al piazza di Cavriago. I dati sono più o meno liberamente dedotti dal sito dell'Anpi. Pratica non del tutto ortodossa alla luce appunto del concetto di "paternità intelletuale". Credo però che, visto lo scopo, nessuno possa avere grosse obiezioni.

posted by Corrado Nuccini at 11:56 PM 6 comments

January 10, 2006

Questo blog fa opinione

posted by Corrado Nuccini at 3:02 PM 0 comments

Vergogna!

Such a shame!


Domani passa al senato la proposta di legge che vuole equiparare partigiani e repubblichini. Il disegno di legge proposto da AN non è nemmeno riconducibile alla voce "revisionismo storico". No, è pura immondizia civile e culturale o meglio la solita provocazione di chi cova rancore, lo provava allora, lo ha provato per tutti questi anni di sottomissione alla costituzione democratica antifascista e lo prova oggi alla vigilia dell'approvazione di una legge che dovrebbe riabilitarli, a cosa poi non si sa. E mentre sui i media televisivi impazza il video di Quattrocchi che dice il famoso slogan di AN, in senato si dà una bella pacca sulle spalle ad una manciata di reduci di Salò.
Perchè non chiedere ai vari personaggi che presero parte alla R.S.I, come muore un italiano? Perdonate il sarcasmo ma non è difficile ipotizzare che loro dovrebbero essere piuttosto esperti sull'argomento.
Perchè non chiedere alle Brigate Nere di Alessandro Pavolini o alla X MAS, di Junio Valerio Borghese, o alla “Muti”, formazione poliziesca; alle SS italiane, truppe che emularono e spesso superarono in crudeltà le SS naziste; i volontari della Guardia Nazionale Repubblicana, emanazione della vecchia Milizia, al comando di Renato Ricci, prima, e di Niccolò Nicchiarelli, poi; i paracadutisti della Divisione Nembo, al comando di Mario Rizzati; i RAP, reparti antipartigiani; il COGU, Centro Contro-Guerriglia; il CARS, Centro Addestramento Reparti Speciali; il RAU, Squadre di Arditi, composte da ufficiali e dotate di biciclette; il Centro Volontari della Morte; la guardia personale di Mussolini; gli specialisti in torture ovvero le bande “Koch”, “Carità”, “Bernasconi”, “Bardi e Pollastrini”.
Nel marasma dei problemi che affliggono l'Italia di Berlusconi, c'è che spende energie e forze per riabilitare la memoria di questi personaggi che hanno fatto di tutto per sostenere il regime nazista, gli stemini razziali e il delirante progetto di Hitler.

posted by Corrado Nuccini at 2:58 AM 1 comments

January 08, 2006

Matters of Love and Death

l'incoscenza dei trent'anni


Mentre le registrazioni del disco dei giardini di mirò sono in stand by (giusto una manciata di giorni), approfitto della pausa per presentare il progetto che mi vede nei panni di produttore di "beats" hip-hop. La scelta può sembrare molto strana ed in effetti lo è. Non sono un fan dell'hip hop, anzi conosco veramente molto poco il rap. Giusto le cose più famose, Wu Tang Clan, Run DMC, Beastie boys, De la Soul. Ma neanche tanto in profondità. In realtà adoro il film Ghost Dog ed è forse quella pellicola che m'ha fatto capire quanto il rap possa avere una sua dimensione maliconia e profondamente dark. Quasi epica. Ma al di là di questi episodici casi di avvicinamento all'hip hop, ribadisco non sono mai stato un fan di questo genere. Nel mio background c'è tanta musica, ma di altro tipo: dal folk rock di provincia americana, al post rock melodico di godspeed e mogwai (vedi giardini di mirò, no?), alla musica struggente ed incalzante degli smiths. Non il rap. Mi sembrava l'immagine di un mondo distante che non mi poteva appartenere.
Che è successo allora?
All'inizio dello scorso anno c'è stato chiesto di produrre, come giardini di mirò, un paio di pezzi per un progetto facente capo alla crew Shadow Animals. Così la premiata ditta Nuccini/Reveberi ha messo in piedi alcuni provini per questo disco, che vedrà luce tra poco col buffo nome Zucchini Drive.
In questo progetto gli emcee sono Siaz dei Caveman Speak e Marcus dei Stac of Stamina e le produzioni sono a cura di diversi produttori tra i quali Markus Acher dei Notwist, Alias, Styrofoam, Populous. Insomma tutti produttori di altissimo livello.
A questo punto è successo che Siaz è rimasto talmente soddisfatto dal nostro lavoro al punto da chiederci altro materiale. La mia avventura in solitaria inzia da qui. Infatti ho iniziato a fare pezzi con lui. In poco tempo ne abbiamo fatti una decina. La cosa era molto divertente. Mi trovavo a giocare con regole differenti. Sentire quel fiume di parole sulle basi musicali suonava veramente strano, specialmente per me abituato in un gruppo dove le parole sono dispensate con il contaggocce.
Una volta terminati i primi dieci pezzi ci siamo giustamente posti il problema di capire cosa si poteva fare con quel materiale. Avremmo potuto pubblicarlo così però in effetti era materiale che ricalcava ciò che stava per uscire a nome Zucchini Drive. Così anche grazie ai consigli dei ragazzi della 2nd Rec abbiamo cercato di dare un taglio un po' più personale al materiale. Per farla breve alla fine il disco dal titolo
"Matters of Love and Death" ha preso pertanto una forma piu coerente rispetto al mio bagaglio musicale. I pezzi sono rap in quanto hanno il classico stile della metrica parlata sul ritmo del pezzo ma non sono propriamente hip hop in quanto le basi musicali sono differenti da ciò che si intende comunemente per ritmica hip hop. Nel disco ci sono ballate acustiche, archi e chitarre secondo lo stile noto a chi conosce i giardini. La novità è nel RAP.
Johannes, sul blog della 2nd rec ha scritto, circa il disco in questione.
"the result is hard to describe, some songs sound like Godspeed You Black Emporer doing hip hop, some tracks are quite funky and rocking with crazy raps, but there are also very beautiful, melancholic ballads on the record".
Ovviamente lui che stampa il disco (uscita prevista per maggio-giugno 06), inzia già a spararle grosse, anche se più o meno il focus è quello.
Nel disco ci sono un sacco di ospiti, dal già citato Siaz (quello dell'immagine insieme a me), Nomad sempre dei Caveman Speak, Bleubird (Endemik record), Jukka Reverberi, Scarfo dei Julie's haircut, Populous (Morr Music), Emanuele Reverberi (già violinista dei gdm), Scott Da Ross (stessa label di Bleubird) ed altri....
Se volete farvi una vostra idea ed ascoltare i pezzi qui trovato una anticipazione. Ogni feedback sarà gradito.
ora più che mai: YO bro!
Ps-l'illustrazione che vedete è a cura di Kimbely De Bock

posted by Corrado Nuccini at 4:17 PM 2 comments

January 06, 2006

Voci dallo studio - parte 3

Hey Major Tom! Take your protein pills and put your helmet on

E cosi è terminata la prima parte delle registrazioni del disco dei Giardini di Mirò.
Circa dieci giorni chiusi stipati nel Bunker, in quel di Rubiera (Re), nonchè regno di Andrea Rovacchi, ex fonico del gruppo e volto noto all'interno del clan dei gdm. La notizia rilevante è che siamo ancora ben lontani dalla fine dei lavori anzi siamo in quella fase dove si prende consapevolezza del lavoro ancora da fare. La notizia positiva è che nonostante tutto abbiamo scritto sei pezzi nuovi. prevalentemente ballate ma anche alcuni pezzi ritmicamente più sostenuti. Diciamo che la formula gdm si mantiene al 100% per poi rincarnarsi in nuove forme. Ripartendo là da dove avevamo smesso. Ovvero da Punk...not diet!. Parallelamente un obiettivo primario sarà quello di riuscire a dare una forma sempre più definita e coerente all'immaginario che la nostra musica descrive. Per riuscire a fare ciò cercheremo di fare un lavoro molto specifico non solo sulla musica, ma anche su tutto quanto accompagna la realizzazione di un disco. E credo sappiate di cosa sto parlando. Insomma questo disco vuole, immodestamente, inglobare il mondo dei giardini di mirò in una maniera sempre più precisa, focalizzata e per quanto possibile coerente. Sfida dura. Ma la codifica del nostro immaginario è ciò che al momento più mi preme. E se preme a me, buon "immaginario" a tutti.
Questo link conduce ad un intervista fatta da Jukka per il blog della 2.nd rec.
C'è scritto molto e quindi non aggiungo altro sullo stato dell'arte. E' stato anche aggiunto un link dove ascoltare qualche spezzone di canzoni dal disco nuovo.
Che si vuole di più?

posted by Corrado Nuccini at 5:00 PM 5 comments

January 02, 2006

Voci dallo studio - parte 2

Tutti i gruppi felici si somigliano...


...tutte le band infelici sono infelici ciascuna a modo suo. E questa foto la dice lunga.
Scherzi a parte stiamo continuado a lavorare sui pezzi nuovi. Jukka fornisce un dettagliato resoconto giornaliero sull'andamento delle registrazioni. Pertanto vi rimando alle sue sagge parole.

posted by Corrado Nuccini at 5:16 PM 0 comments

January 01, 2006

Voci dallo studio - parte 1

Shift - Mela - N

Ho sempre vissuto le registrazioni di un nuovo disco come qualcosa di piu' di una semplice session musicale. Potrebbe sembrare ovvio ma ogni volta che si entra in studio si apre un nuovo capitolo "esistenziale" . Diciamo che dai venticinque anni in poi ho suddiviso i periodi della mia vita in grandi folder che portano i nomi dei dischi di riferimento. Rise and Fall, Soft Touch, Punk...not diet!
I dischi dei giardini di mirò sono i cronotopi della mia esistenza, scandiscono il mio spazio nel tempo.
Ed in ogni cartella ci sono altre sottocartelle con facce, luoghi, stagioni, invenzioni strampalate, sopranommi, cazzate indicibili, retromarcie clamorose. Tutte compresse dentro questi macro insiemi che fanno riferimento ad un disco. Chi ha condiviso qualcosa con me negli ultimi anni, molto probabilmente ha ora il suo spazio lì dentro.
La cartella che porta il nome di Punk...not diet! è quella che contiene più file, è molto pesante, diversi mega di ricordi ed esperienze.
E' un dato di fatto che anche essa abbia fatto il suo corso. Dopo alcuni mesi di riposo necessarioè giunto il momento di "battezzare" (ovviamente in senso figurato e laico) una nuova cartella che al momento non ha un nome ma tante aspettative.

Questa "new folder" al momento ha già alcuni topic ricorrenti. In primo luogo la familiarità. Noi tutti ci conosciamo da tanto tempo sia come musicisti (rabbrividiamo...) sia come persone. Conosciamo i nostri limiti ed i nostri pregi. Anche i luoghi in cui stiamo registrando ci sono estremamente famigliari. Questa session invernale riserva tanti dejavou, come direbbe qualcuno.
Non solo noi, che siamo sempre qui, ma anche lo studio di registrazione, il bar di fianco alla stazione coi vecchi che giocano a carte, la pizza "da sorriso".
In secondo luogo la presenza di Burro. Che c'ha gentilmente intrattenuto, lungo tutti i primi giorni di registrazioni a suon di tamburi e timpani. La dura verità è infatti questa. I dischi nascono da quel roboante rumore di pelli tirate e percosse da bastoni. Tutto il resto viene dopo.
Dopo di lui è stato il turno di Mirko che ha messo qualche basso "here and there" ed infine il tammu ha infarcito le neonate creature di piani elettrici e di synth settati a natale, in quel di Taranto, tra un panettone arabo ed una spremuta di cozze.

In sostanza, per chi vuole arrivare velocemente al dunque posso dire che il nuovo disco dei giardini avrà due grandi caratteristiche fondamentali, sarà innazitutto nuovo ed in secondo luogo pienamente ed estremamente dei giardini di mirò.

A presto e Buon anno a tutti.

posted by Corrado Nuccini at 2:37 PM 1 comments





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FINITA E TI SENTIVO ANCORA SAPORE DELLA VITA MERAVIGLIOSO"

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    *foto 1 by Ocean King

    *foto 2 by an anonymous roving
    photographer at a forgotten Polynesian restaurant