Ti piace andar per tombe?
Arrivare a Cànolo non è semplice. Bisogna entrare nell’ordine di idee che si deve chiedere. Ci sono pochissime indicazioni e tutto si confonde.
Si attraversano strade e campi. Quei campi che non sono prati ma piatte distese tutte uguali. Il silenzio è una categoria spazio temporale. In questi luoghi, che parlano da soli tutto è un cronotopo letterario.
Arrivo a Cànolo alle cinque del pomeriggio, dopo le provvidenziali indicazioni di un uomo gentile avvicinato al self service. C'è il sole. Ma non quello cocente del mezzogiorno. E' piuttosto il sole pigro della sera. Quello che porta ai vespri.
Beh. Cànolo: quadretto emiliano perfetto. Quello dell'epopea emiliana. La mitopoiesi reggiana. Il luogo perfetto per cercare il luogo dove riposa Pier Vittorio Tondelli. Mi dirigo pertanto al cimitero del paese, una piccola struttura cruciforme, con tanto verde intorno. All’interno dello stabile ci sono solo tre anziane che confabulano in dialetto stretto. Stanno parlando di persone che non ci sono più. E dei figli di queste persone. Discorsi da “provincia provinciana”. Non è un caso che il cimitero sia pieno di piccole cupole dove riposano intere famiglie locali. Mogli,mariti,figli e figli dei figli.
Non so esattamente dove sia la tomba di Pier Vittorio e chiederlo mi sembra un atto di scortesia. Quasi a voler mostrare nella sua nudità quell’istinto, forse voyeristico, che spinge a cercare quella tomba. Così vago silenziosamente di tomba in tomba leggendo nomi e guardando volti di persone che non conosco.
Dopo un quarto d’ora di ricerca trovo quello che cerco. E' un loculo a mezz'altezza sobrio e senza troppi fiori. Un piccolo francobollo di marmo. Mi aspettavo di trovare alcuni bigliettini lasciati dai fan. Ma non è così. Tutto è all'apparenza fin troppo ordinario.
Mi avvicino e guardo la foto per alcuni minuti. Pier è vestito con dei jeans che oggi sarebbero decisamente “fuori moda” ossia dal cavallo alto. Porta anche una maglietta scura, anche questa piuttosto "uncool". È appoggiato ad un muro dove c'è un graffito. Un piccolo dettaglio che però lascia trapelare tutto il suo indomito anticonformismo. E’ lui. Proprio come è giusto che sia. Anche la specifica che recita "scrittore" è un atto d'amore appassionato per questa professione e mi lascia commosso.
Nel loculo c'è anche una frase in latino, non so se presa dai vangeli o da qualche salmo. Una traduzione spannometrica potrebbe essere: Concedi la pace, signore, a questo tuo devoto. Sì sa, Tondelli specialmente nel periodo finale della sua malattia ha percorso un cammino di ricerca sui sentieri della propria fede, non propriamente cattolica (soprattutto alla luce del bigottismo e della chiusura mentale delle comunità cattoliche di provincia), ma sicuramente ispirata dal messaggio cristiano e dalla redenzione evangelica.
Mi fermo altri cinque minuti pensando a tante persone che riesco a mettere dentro quella mappa mentale di legami che ho costruito anche grazie ai suoi libri e alle sue parole, poi torno alla macchina. Non saprei dire se più felice o triste. Ma non sempre si hanno tutte le risposte. Non sono, ahimè, un database perfetto.
Comunque questo mio resoconto sull'andar per tombe porta, con un netto cambio di registro, allo step successivo ovvero alla segnalazione dell'appuntamento di domenica 4 giugno al Parco per lo sport di Cavriago. All’interno della festa di Rifondazione Comunista dalle 19 si terrà un concerto in cui alcuni gruppi, su tutti Vancouver (Parma) e Gazebo Penguin (Correggio) eseguiranno alcune letture/riletture di Pier Vittorio.
Seguirà un intervista a Vladimir Luxuria, oggi parlamentare di rifondazione comunista ma già fan dello scrittore correggese al punto tale da dedicargli un tributo teatrale dal titolo significativo: “Omaggio a Tondelli”
Tutte le informazioni qui.


