October 26, 2006
October 21, 2006
Youtubati
Vedo sempre le cose un po' miracolose

Sono alcuni giorni che navigo dentro youtube (vedi la polariod!!), potentissimo database di filmati, tanti di repertorio, ma anche cose nuove, video musicali, filmati amatoriali. Tutto quello che si guarda è da qualche tempo qui
E così leggere Pasolini non è la stessa cosa che guardarlo parlare. E ascoltare Luigi Tenco non è la stessa cosa che osservarlo partecipare ad una trasmissione televisiva. Ci sono molti dettagli in più. L'Italia degli anni '60, contadina e cattolico-bigotta. Ma decorosamente elegante e dai tratti puliti. I visi sofferti che portano ancora il riflesso della guerra. Ma anche l'italia del cantagiro o della canzone per l'estate. Quella che c'hanno spacciato come prototipo di serenità. Ma era davvero cosi spensierata?
Non ho selezionato però solo cose italiane. C'è anche un po' d'america, quel coltrane che mi dicono non ridesse perchè aveva i denti marci. O un po' di francia con quel jaques breil al limite della fotogenia, sempre a causa di una dentatura strana.
Insomma ci sono filmati che mi hanno colpito ed emozionato. E come dice ghezzi. Buona Visione.
Eccoli:
pier paolo pasolini
Una summa del pensiero di pasolini, con il toccante discorso di Moravia al suo funerale. Per me il suo pensiero è una sorta di vangelo laico. Che illumina.
jaques brel
Laiss'moi devenir, l'ombre de ton ombre, l'ombre de ta main, l'ombre de ton chien
dalida e tenco
Nel 1966 dalida vive una relazione con Tenco, insieme parteciperanno al Festival di Sanremo dello stesso anno con la canzone "Ciao amore ciao". E comunque la storia la conoscono piu' o meno tutti. Questa è la versione francese.
gassman ed il sorpasso
Un film genrazionale sul boom economico. Cinico come non mai.
dylan silenzioso ripreso da andy warrol
Un dylan giovane e bello muto di fronte alla cinepresa.
mina canta paoli
A dire il vero volevo l'originale di paoli. Ma non ho trovato che questo. M'accontento.
coltrane
Guardate che attitudine. Nessun'ammiccamento. Solo l'anima scura e la musica.
sergio endrigo
La platea di san remo. Mi ha colpito. In delirio.
leonard cohen
Il pezzo è clamorosamente bello. Così l'ho inserito anche se anni '70.Ma le facce della gente...
ornella vanoni e tenco
Un duetto per palati raffinati.
sordi nei vitelloni
Malinconia al 100%. Un altro film a suo modo generazionale.

Sono alcuni giorni che navigo dentro youtube (vedi la polariod!!), potentissimo database di filmati, tanti di repertorio, ma anche cose nuove, video musicali, filmati amatoriali. Tutto quello che si guarda è da qualche tempo qui
E così leggere Pasolini non è la stessa cosa che guardarlo parlare. E ascoltare Luigi Tenco non è la stessa cosa che osservarlo partecipare ad una trasmissione televisiva. Ci sono molti dettagli in più. L'Italia degli anni '60, contadina e cattolico-bigotta. Ma decorosamente elegante e dai tratti puliti. I visi sofferti che portano ancora il riflesso della guerra. Ma anche l'italia del cantagiro o della canzone per l'estate. Quella che c'hanno spacciato come prototipo di serenità. Ma era davvero cosi spensierata?
Non ho selezionato però solo cose italiane. C'è anche un po' d'america, quel coltrane che mi dicono non ridesse perchè aveva i denti marci. O un po' di francia con quel jaques breil al limite della fotogenia, sempre a causa di una dentatura strana.
Insomma ci sono filmati che mi hanno colpito ed emozionato. E come dice ghezzi. Buona Visione.
Eccoli:
pier paolo pasolini
Una summa del pensiero di pasolini, con il toccante discorso di Moravia al suo funerale. Per me il suo pensiero è una sorta di vangelo laico. Che illumina.
jaques brel
Laiss'moi devenir, l'ombre de ton ombre, l'ombre de ta main, l'ombre de ton chien
dalida e tenco
Nel 1966 dalida vive una relazione con Tenco, insieme parteciperanno al Festival di Sanremo dello stesso anno con la canzone "Ciao amore ciao". E comunque la storia la conoscono piu' o meno tutti. Questa è la versione francese.
gassman ed il sorpasso
Un film genrazionale sul boom economico. Cinico come non mai.
dylan silenzioso ripreso da andy warrol
Un dylan giovane e bello muto di fronte alla cinepresa.
mina canta paoli
A dire il vero volevo l'originale di paoli. Ma non ho trovato che questo. M'accontento.
coltrane
Guardate che attitudine. Nessun'ammiccamento. Solo l'anima scura e la musica.
sergio endrigo
La platea di san remo. Mi ha colpito. In delirio.
leonard cohen
Il pezzo è clamorosamente bello. Così l'ho inserito anche se anni '70.Ma le facce della gente...
ornella vanoni e tenco
Un duetto per palati raffinati.
sordi nei vitelloni
Malinconia al 100%. Un altro film a suo modo generazionale.
October 09, 2006
Pesci per chi se la dorme.
3 consigli per l'autunno

Certe volte è come se il blog fosse una cartina tornasole, che ti tiene sotto controllo. Se non lo aggiorni trascuri qualcosa di te. I tuoi interessi, la voglia di comunicare agli altri. E ti trovi di fronte all’ultimo post di due settimane prima ed un lungo spazio di silenzio in mezzo. Il blog è un cronotopo che mette su un'asse cartesiano tempo e spazio. E fa paura pensare che lì c’è un diagramma della tua vita emotiva, affettiva, sentimentale.
E se non scrivi non stai vivendo abbastanza intensamente e qualcosa ti scivola addosso. Forse non leggi abbastanza o non hai stimoli sufficienti per parlare e consigliare qualcosa a tua volta. In quel silenzio c’è un senso di trasparenza subita, sempre colpevole.
O forse sei troppo impegnato e preso per trovare il tempo di pensare e di condividere il frutto di questi pensieri.
Allora è bene fermarsi un istante e scattare una polaroid del momento. Forse non sarà la migliore ma cattura quello che c'è. Un segno, un punto nodale di quel diagramma emotivo.
Corrado pensa che sia bene:
1-Leggere Silvio D'Arzo. Casa d'altri. Montale scrisse a riguardo:
"Casa d'altri" è, in questa direzione, un racconto perfetto. Si svolge in un nudo villaggio del nostro Appennino. Personaggi, un vecchio prete e una vecchia lavandaia, sola al mondo distrutta dagli anni e dalla fatica. Lei vorrebbe uccidersi ma è religiosa e sente che le occorrerebbe una "dispensa eccezionale" dal prete, un'autorizzazione. Gli si confida in modo assai evasivo e non formula che tardi la sua straordinaria richiesta. Il prete si scandalizza e i due non si vedono più. Infine la vecchia muore (a quanto pare di morte naturale) e il prete fa venire da Bobbio le prefiche, le piagnone salariate che devono vegliare la salma.
Avreste scritto voi un racconto su un argomento simile? Io no, voi forse neppure.
Altre informazioni in questo sito dell'isituto d'arzo di Montecchio Emilia, allestito per il cinquantennale della morte dello scrittore.
2-Ascoltare Leonard Cohen. Song of Love and Hate. Il pezzo "Famous Blue Raincoat". La traccia numero sei. Strepitosa. Cohen scrive una lettera all'amante di sua moglie. Sentimenti contenuti e rabbia inesplosa. Forse alla fine anche un bagliore di perdono che sconfina nell’accettazione (presupposto di ogni perdono). Tra le cose Ornella Vanoni ne fece una versione italiana: La famosa volpe azzurra. A casa ho un libro di Mimì con tutti i testi di Cohen selezionati da Leonard stesso, ogni tanto c’è una nota di Clementi. A matita, qualche correzione alla traduzione o qualche promemoria. Dei post it. A voi forse, non dirà nulla. Per me è tanto.
3- Smettere di suonare dopo il raggiungimento degli anni massimi per la pensione. Qualche sabato fa sono andato a REC. Rassegna di suoni sperimentali organizzata dalla fondazione i teatri di Reggio Emilia. Suonava Ornette Coleman. Il maestro s'è distinto per il look, per una certa simpatia da ottuagenario e per l'invito di felliniana memoria di trovargli una donna per concludere lo spettacolo. Ciccio Ingrassia approverebbe?

Certe volte è come se il blog fosse una cartina tornasole, che ti tiene sotto controllo. Se non lo aggiorni trascuri qualcosa di te. I tuoi interessi, la voglia di comunicare agli altri. E ti trovi di fronte all’ultimo post di due settimane prima ed un lungo spazio di silenzio in mezzo. Il blog è un cronotopo che mette su un'asse cartesiano tempo e spazio. E fa paura pensare che lì c’è un diagramma della tua vita emotiva, affettiva, sentimentale.
E se non scrivi non stai vivendo abbastanza intensamente e qualcosa ti scivola addosso. Forse non leggi abbastanza o non hai stimoli sufficienti per parlare e consigliare qualcosa a tua volta. In quel silenzio c’è un senso di trasparenza subita, sempre colpevole.
O forse sei troppo impegnato e preso per trovare il tempo di pensare e di condividere il frutto di questi pensieri.
Allora è bene fermarsi un istante e scattare una polaroid del momento. Forse non sarà la migliore ma cattura quello che c'è. Un segno, un punto nodale di quel diagramma emotivo.
Corrado pensa che sia bene:
1-Leggere Silvio D'Arzo. Casa d'altri. Montale scrisse a riguardo:
"Casa d'altri" è, in questa direzione, un racconto perfetto. Si svolge in un nudo villaggio del nostro Appennino. Personaggi, un vecchio prete e una vecchia lavandaia, sola al mondo distrutta dagli anni e dalla fatica. Lei vorrebbe uccidersi ma è religiosa e sente che le occorrerebbe una "dispensa eccezionale" dal prete, un'autorizzazione. Gli si confida in modo assai evasivo e non formula che tardi la sua straordinaria richiesta. Il prete si scandalizza e i due non si vedono più. Infine la vecchia muore (a quanto pare di morte naturale) e il prete fa venire da Bobbio le prefiche, le piagnone salariate che devono vegliare la salma.
Avreste scritto voi un racconto su un argomento simile? Io no, voi forse neppure.
Altre informazioni in questo sito dell'isituto d'arzo di Montecchio Emilia, allestito per il cinquantennale della morte dello scrittore.
2-Ascoltare Leonard Cohen. Song of Love and Hate. Il pezzo "Famous Blue Raincoat". La traccia numero sei. Strepitosa. Cohen scrive una lettera all'amante di sua moglie. Sentimenti contenuti e rabbia inesplosa. Forse alla fine anche un bagliore di perdono che sconfina nell’accettazione (presupposto di ogni perdono). Tra le cose Ornella Vanoni ne fece una versione italiana: La famosa volpe azzurra. A casa ho un libro di Mimì con tutti i testi di Cohen selezionati da Leonard stesso, ogni tanto c’è una nota di Clementi. A matita, qualche correzione alla traduzione o qualche promemoria. Dei post it. A voi forse, non dirà nulla. Per me è tanto.
3- Smettere di suonare dopo il raggiungimento degli anni massimi per la pensione. Qualche sabato fa sono andato a REC. Rassegna di suoni sperimentali organizzata dalla fondazione i teatri di Reggio Emilia. Suonava Ornette Coleman. Il maestro s'è distinto per il look, per una certa simpatia da ottuagenario e per l'invito di felliniana memoria di trovargli una donna per concludere lo spettacolo. Ciccio Ingrassia approverebbe?
