Non sono il conte duca D’Olivares.
L'origine del mio nome
E’ un periodo in cui tante persone che conosco aspettano bambini. Gente a cui voglio molto bene, altri che stimo molto, altri che non avrei mai detto. Sembra che la cicogna, il cavolo e gli altri strumenti di concepimento siano in piena produzione. Fin qui tutto bene. C’è bisogno di linfa nuova, nuovi sorrisi e neuroni attivi per rinnovare le cose. Giusto?
Nel rituale dello stupore, dei “Ma dai?!!”, delle “Congratulazioni” , del “Di quanti mesi sei?” o “Quando nasce?”. Si passa velocemente alla domanda “Maschio o femmina? Lo sai già?” per poi chiedere sempre “Avete già deciso il nome?”.
Assorto in questo pensiero ho rivisto una coppia di giovani da poco trasferiti in città dall'appennino reggiano, quando ancora era la metà degli anni settanta. Lei poco più che ventenne, lui con qualche anno in più, un posto sicuro e qualche ambizione. Al secolo mio padre e mia madre.
Me li immagino alle prese con gli stessi rituali. Rispondere al fuoco delle domande con dei circostanziali “Non so” , “Ci stiamo pensando”.
Vedo mia madre arrossire e dire “ A me piacerebbe un nome semplice”. Indendiamoci. Come se un Giuseppe Tomasi di Lampedusa fosse troppo per una loro creatura.
Sì. E cosi fu. Venne scelto questo nome. Corrado.
Nome di origine tedesca. Su wikipedia c’è scritto che “Deriva da "kuoni", audace, e "radha" ovvero dal giudizio ardito o dalla voce grossa in assemblea.
Ma c'è dell'altro. Ci furono dei Corradi importanti. Qualche santo. L’imperatore Corrado II il Salico. O qualche figlio, nipote di Federico II di Svevia. Corrado IV o Corradino di Svevia (che fece una fine orribile, decapitato a soli sedici anni a Napoli).
Insomma il nome ha il suo pedigree. Non è "Conte duca d’Olivares" ma nemmeno un nome dato in passato solo a gatti e animali domestici vari, tipo Fufi o Pippo, o da rock star come Elvis, Elton o Ringo, o il riciclo di qualche nome di parenti o bisnonni della montagna. Come Artemisio, Ennio o Zenone.
Veniamo al dunque. Qualche anno fa indagai sull’origine del nome. Partendo direttamente dal responsabile.
"Mamma perchè mi chiamo così?”.
Lei glissò “Storia lunga, Corrado”.
“Eccoci, ci siamo” pensai io e risposi “Dai abbiamo tempo, dimmi un pò”.
“Io e tuo padre (quando inizia così sono sempre cazzi) volevamo chiamarti Nicola” si ferma e finge di meditare “Pensa che bel nome. Non trovi?”.
Io taccio e rifletto, però non mi viene in mente nulla di meglio se non il patrono di Bari e con tutto il rispetto non è proprio uno dei miei eroi di gioventù.
“Non trovi?”.
“Beh, che ne so? Ce ne sono tanti di nomi. Magari qualcosa di meglio c’era.”
“Non ti piace? Pensa che bel nome da avvocato, dottore Nicola Nuccini”.
Ecco. E’ fatta. Mi girano i coglioni.
“Chiariamoci. Già mi fa senso pensare al dottore Corrado Nuccini che mi ricorda Alberto Sordi nel medico della mutua e poi lo sai che fare l’avvocato non mi è mai piaciuto”.
Discutiamo ma vi risparmio questi passaggi. Alla fine sono solo recriminazioni madre figlio su ambizioni, aspettative e quant’altro. Ne avrete sentite molte. Se non altro in quelle trasmissioni di Maria de Filippi. Pensate che mia madre non le guardi??
Taglio corto e torno al punto “Perchè allora mi chiamo Corrado?”.
“Sai, volevamo chiamarti Nicola ma poi una coppia di nostri amici chiamò così loro figlio poco prima di te”.
“Come se dovessero chiamarsi tutti Nicola” pensai.
“Quindi io e tuo padre” continuò “ ci trovammo a dover scegliere un nuovo nome in poco tempo”.
“All’epoca, era verso la fine di Giugno” proseguì” Reggio Emilia era tappezzata dai manifesti di uno spettacolo di quel conduttore. Hai presente?”
“Chi?” risposi
“Massì, quello che è morto.”
“Corrado..” e poi si ferma che non ricorda il cognome.
No cazzo. Brivido.
“Corrado Ma...Com'era il nome?"
No, fanculo non può essere lui.
“Corrado Mant...”
Dai..merda, tra tutti i possibili nomi.
Mi sarei preso volentieri anche Corrado Cattani ispettore della Piovra o Corrado Ferlaino, almeno lui era amico di Maradona.
“Corrado Mantoni”.
E’ lui. Touchè. Merda.
Resto a bocca aperta. “Mi avete chiamato così per quello lì??” dico sprezzante.
“Non ti piace? Perchè? Era così buono e simpatico. E comuque a parte tutto Corrado è un bel nome”. “A me e tuo padre piace molto. Non trovi?”.
“Certo. Come no? Fortuna che non c’era Macario in giro, mamma” dico rassegnato e chiudo il discorso.
Così mentre concludo di scrivere questo post cerco Corrado Mantoni su wikipedia. Leggo la sua scheda che parte con una citazione.
“E se c'è stato uno scemo del paese, m'ha insegnato, non sapete quanto, a sorridere e non aver pretese”. Resto perplesso.
Poi mi passano davanti quei mezzogiorno di metà anni ottanta dove guardavo la ruota del “Pranzo è servito” girare e duplicare formaggi o frutte.
“ahiahiahiahi singor Carlo un altra frutta!” diceva il Corrado nazionale.
Ed io davanti allo schermo, bambino con i pantaloni altezza ginocchia ancora non sapevo che avrei voluto chiamarmi con un nome più importante di quello che accumuna me a quel simpatico figuro. Un nome di un evangelista spirituale come Giovanni o il nome di un grande scrittore come Pier Paolo.
Invece mi trovo il nome di questo presentatore noto per la sua ironia delicata, per la discrezione e la semplicità. Per il "Pranzo è Servito" e per la "Corrida di Corrado”. I latini, si sa, dicevano nomen omen. Chissà che non ci sia qualcosa al di là del semplice contrappasso dantesco. Che non sia solo un ridimensionamento della mia indole snob. E mi vedo a giocare a carte con Raimondo Vianello, Enzo Tortora e Mike Bongiorno. Con Vianello che bara e Corrado che lo sgama ma per signorilità gli fa solo una battuta a fine partita.
Con quella dannata ironia garbata impossibile da odiare. Impossibile?
E’ un periodo in cui tante persone che conosco aspettano bambini. Gente a cui voglio molto bene, altri che stimo molto, altri che non avrei mai detto. Sembra che la cicogna, il cavolo e gli altri strumenti di concepimento siano in piena produzione. Fin qui tutto bene. C’è bisogno di linfa nuova, nuovi sorrisi e neuroni attivi per rinnovare le cose. Giusto?
Nel rituale dello stupore, dei “Ma dai?!!”, delle “Congratulazioni” , del “Di quanti mesi sei?” o “Quando nasce?”. Si passa velocemente alla domanda “Maschio o femmina? Lo sai già?” per poi chiedere sempre “Avete già deciso il nome?”.
Assorto in questo pensiero ho rivisto una coppia di giovani da poco trasferiti in città dall'appennino reggiano, quando ancora era la metà degli anni settanta. Lei poco più che ventenne, lui con qualche anno in più, un posto sicuro e qualche ambizione. Al secolo mio padre e mia madre.
Me li immagino alle prese con gli stessi rituali. Rispondere al fuoco delle domande con dei circostanziali “Non so” , “Ci stiamo pensando”.
Vedo mia madre arrossire e dire “ A me piacerebbe un nome semplice”. Indendiamoci. Come se un Giuseppe Tomasi di Lampedusa fosse troppo per una loro creatura.
Sì. E cosi fu. Venne scelto questo nome. Corrado.
Nome di origine tedesca. Su wikipedia c’è scritto che “Deriva da "kuoni", audace, e "radha" ovvero dal giudizio ardito o dalla voce grossa in assemblea.
Ma c'è dell'altro. Ci furono dei Corradi importanti. Qualche santo. L’imperatore Corrado II il Salico. O qualche figlio, nipote di Federico II di Svevia. Corrado IV o Corradino di Svevia (che fece una fine orribile, decapitato a soli sedici anni a Napoli).
Insomma il nome ha il suo pedigree. Non è "Conte duca d’Olivares" ma nemmeno un nome dato in passato solo a gatti e animali domestici vari, tipo Fufi o Pippo, o da rock star come Elvis, Elton o Ringo, o il riciclo di qualche nome di parenti o bisnonni della montagna. Come Artemisio, Ennio o Zenone.
Veniamo al dunque. Qualche anno fa indagai sull’origine del nome. Partendo direttamente dal responsabile.
"Mamma perchè mi chiamo così?”.
Lei glissò “Storia lunga, Corrado”.
“Eccoci, ci siamo” pensai io e risposi “Dai abbiamo tempo, dimmi un pò”.
“Io e tuo padre (quando inizia così sono sempre cazzi) volevamo chiamarti Nicola” si ferma e finge di meditare “Pensa che bel nome. Non trovi?”.
Io taccio e rifletto, però non mi viene in mente nulla di meglio se non il patrono di Bari e con tutto il rispetto non è proprio uno dei miei eroi di gioventù.
“Non trovi?”.
“Beh, che ne so? Ce ne sono tanti di nomi. Magari qualcosa di meglio c’era.”
“Non ti piace? Pensa che bel nome da avvocato, dottore Nicola Nuccini”.
Ecco. E’ fatta. Mi girano i coglioni.
“Chiariamoci. Già mi fa senso pensare al dottore Corrado Nuccini che mi ricorda Alberto Sordi nel medico della mutua e poi lo sai che fare l’avvocato non mi è mai piaciuto”.
Discutiamo ma vi risparmio questi passaggi. Alla fine sono solo recriminazioni madre figlio su ambizioni, aspettative e quant’altro. Ne avrete sentite molte. Se non altro in quelle trasmissioni di Maria de Filippi. Pensate che mia madre non le guardi??
Taglio corto e torno al punto “Perchè allora mi chiamo Corrado?”.
“Sai, volevamo chiamarti Nicola ma poi una coppia di nostri amici chiamò così loro figlio poco prima di te”.
“Come se dovessero chiamarsi tutti Nicola” pensai.
“Quindi io e tuo padre” continuò “ ci trovammo a dover scegliere un nuovo nome in poco tempo”.
“All’epoca, era verso la fine di Giugno” proseguì” Reggio Emilia era tappezzata dai manifesti di uno spettacolo di quel conduttore. Hai presente?”
“Chi?” risposi
“Massì, quello che è morto.”
“Corrado..” e poi si ferma che non ricorda il cognome.
No cazzo. Brivido.
“Corrado Ma...Com'era il nome?"
No, fanculo non può essere lui.
“Corrado Mant...”
Dai..merda, tra tutti i possibili nomi.
Mi sarei preso volentieri anche Corrado Cattani ispettore della Piovra o Corrado Ferlaino, almeno lui era amico di Maradona.
“Corrado Mantoni”.
E’ lui. Touchè. Merda.
Resto a bocca aperta. “Mi avete chiamato così per quello lì??” dico sprezzante.
“Non ti piace? Perchè? Era così buono e simpatico. E comuque a parte tutto Corrado è un bel nome”. “A me e tuo padre piace molto. Non trovi?”.
“Certo. Come no? Fortuna che non c’era Macario in giro, mamma” dico rassegnato e chiudo il discorso.
Così mentre concludo di scrivere questo post cerco Corrado Mantoni su wikipedia. Leggo la sua scheda che parte con una citazione.
“E se c'è stato uno scemo del paese, m'ha insegnato, non sapete quanto, a sorridere e non aver pretese”. Resto perplesso.
Poi mi passano davanti quei mezzogiorno di metà anni ottanta dove guardavo la ruota del “Pranzo è servito” girare e duplicare formaggi o frutte.
“ahiahiahiahi singor Carlo un altra frutta!” diceva il Corrado nazionale.
Ed io davanti allo schermo, bambino con i pantaloni altezza ginocchia ancora non sapevo che avrei voluto chiamarmi con un nome più importante di quello che accumuna me a quel simpatico figuro. Un nome di un evangelista spirituale come Giovanni o il nome di un grande scrittore come Pier Paolo.
Invece mi trovo il nome di questo presentatore noto per la sua ironia delicata, per la discrezione e la semplicità. Per il "Pranzo è Servito" e per la "Corrida di Corrado”. I latini, si sa, dicevano nomen omen. Chissà che non ci sia qualcosa al di là del semplice contrappasso dantesco. Che non sia solo un ridimensionamento della mia indole snob. E mi vedo a giocare a carte con Raimondo Vianello, Enzo Tortora e Mike Bongiorno. Con Vianello che bara e Corrado che lo sgama ma per signorilità gli fa solo una battuta a fine partita.
Con quella dannata ironia garbata impossibile da odiare. Impossibile?
12 Comments:
ah ah ah...davvero divertente.
Bè pensa che io invece mi chiamo come mio nonno e mio nonno come suo nonno e mio padre come suo nonno( mio bisnonno) e via dicendo...in fin dei conti poteva andarmi peggio, che ne sò, avrei potuto chiamarmi Oliviero, Evaristo, Rosario etc...
La cosa che davvero fà pensare è che dovrò chiamare mio figlio (se mai ne avrò) come mio padre...qui da queste tradizioni non si scappa, ti giochi il rispetto e il cognome.
A questo punto spero che nasca femmina.
Ma non ditelo a mio padre. :)
pensa che per sei terribili ore fui chiamato sasha salvo poi essere graziato dal buon senso di un pò tutti tranne mio padre ovviamente che ancora quando si torna sul discorso è pronto a recriminare.
forse però sarebbe stato figo?forse pero sull'elenco ci sarei stato solo io e non mezza pagina col mio stesso nome e cognome
comunque sarebbe stato un investimento a lungo termine perche sfangarla col nome sasha fino ai 15 in provincia di re a fine anni 80 sarebbe stato un incubo!!!!!!!!!
tanto mi hanno sempre chiamato polpet i signori polpi il sesso debole e polpettonedimerda i detrattori quindi io mi domando facciamo come in brasile e adottiamo il soprannome in via ufficial/ufficiosa non sei d'accordo!!!
corrado nucciao mappao!!!!
o meglio ancora il mio bel corado oppure "grondao" proprio per non escludere nessuno no. jfkennedici?
e vabbè, almeno c'hai una storia.. Io mi chiamo Umberto giusto per mantenere il cognome del nonno che tra l'altro è vivo e vegeto.. Ritieniti fortunato.. ;)
Non per offendere corrado.....ma è classico. E' un racconto piuttosto classico....c'è chi chiama il figlio Gerry (per via di Gerri Scotti) chi Mike (per via di Buongiorno) è comune tra i ceti più bassi fare riferimento a personaggi del piccolo schermo , e non ti offendere , mi sembra che tu stesso lo hai sempre sottolineato di provenirne.
Devo dire che la tua storiella mi fa sorridere e mi ricorda quando chiesi a mia mamma perchè mi chiamò proprio Ferdinando e non appunto ( Renato Pozzetto , che adoravo e adoro )lei disse che voleva un nome poco comune e che solo certi tipi di famiglie sceglievano i nomi correlati ai GRANDI...del PICCOLO schermo.
Sorrisi e abbozzai.
Succederà che un giorno qualcuno vorrà chiamare il proprio figlio Corrado, come Corrado Nuccini, il chitrrista dei Giardini di Mirò..
dai, corrado era un mito. ironico, elegante, intelligente. dovresti andarne fiero.
Consolati pensando alla tristezza di chi rischia di ritrovarsi nomi tipo "Paris" per poi scoprire che il nome era tanto piaciuto al padre che su internet aveva trovato un certo video... ;)
Mi chiamo anch'io come te, ma non ho una storia per il mio nome: banalmente era il nome del padre di mio padre, anche se non posso escludere che mia madre abbia acconsentito proprio per la familiarita' televisiva con quel nome.
E' sempre un piacere tornare a leggerti ogni tanto.
io mi chiamo Giuseppe Daniele. alias: Pino Daniele.
il motivo di tale scelta lo puoi ben immaginare. io l'ho capito solo quando, finalmente riusciti a parlare col loro grande idolo attraverso una trasmissione radiofonica, gli hanno detto:
- sai, nostro figlio lo abbiamo chiamato come te...
consolati, tu che puoi.
i primi dischi di Pino Daniele erano belli.. e´sicuramente da quelli che nasce il tuo nome..nn hai poi cosi bisogno di consolarti dai!
"Terra mia" è stato comprato solo qualche anno fa, insieme a Sorrisi e Canzoni...ed è l'unico quasi ascoltabile.
invece gli album che li hanno ispirati sono sempre stati quelli mezzo blues, mezzo napoletani, volendo anche mezzo latino-americani.
lo so, sono inconsolabile.
ehi mancato Sasha, siamo in due! :) mia madre si tirò indietro pensando all'accoglienza del paesello... e mi appioppò il classico (nei 70), berlingueriano Enrico. A dieci anni conobbi oltre a Berlinguer un fottìo di bimbi suppergiù coetanei, così nomati proprio "per" il segretario del Partito...
MMA, or mixed martial arts, requires discipline and adherence to a proper schedule of strength training.
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