March 28, 2007

Motronizzazione Civile

"se no cos'è in mezzo a questo fiume di automobili..."




Sono passate da poco le tredici e trenta di lunedì ventisei marzo, casello di Modena
Sud. Piove incessantemente. Nello specchietto retrovisore vedo Antony e Robin che spingono l'automobile che non avanza. Gli faccio dei gesti alla Primo Carnera e gli chiedo di essere più energici.
«Please, push the car!».
Solo dopo un po' mi accorgo che ho il freno a mano tirato mentre loro stanno già spingendo come matti. Rilascio il freno e la macchina si muove. Geniale. Ho anche il tempo per stupirmi di come alle volte penso pure di avere un cervello funzionate.
I due spingono mentre usciamo dal casello come solo l'armata Brancaleone avrebbe saputo fare.

Ma partiamo dall'inzio.

Ho appuntamento all'Hotel Principe all’una in punto. Devo prendere gli Isan e portarli all'aeroporto di Parma. Hanno suonato la sera precedente al Motron ed oggi si devono imbarcare da Parma, destinazione Londra Stansted.

Esco da casa a mezzogiorno ed arrivo dopo circa un'ora a Modena. Li trovo già davanti all'hotel con i bagagli ai piedi ed una certa composta impazienza. Saltano in macchina. Scambiamo due chiacchiere formali ma sembra che non abbiano molta voglia di parlare. Antony sembra più estroverso ma s'è seduto dietro, Robin è più timido e guarda la campagna uggiosa.
Dico «Look at the sky! Another typical italian sunny day!»
Loro ridono. Mi accontento.

Non ci vogliono complesse teorie antropologiche per capire che Antony è spaventato dalla mia guida. Guarda nervosamente di qua, poi di là. Mi prega di procedere prudentemente. Io cerco di rassicuralo.
«I never had an accident, I drive responsibly» dico con una certa convinzione.
Ma è come se non si fidasse. Mi guarda sofferente e mi dice. «Try to be careful, man»
«Don’t worry, dude» rido.
«This is what my mother suggest me everyday».
Robin accenna ad un sorriso. Antony no.

In prossimità dell'imbocco di Modena Nord squilla il cellulare. E’ mia madre davvero. Gli provo a spiegare che per oggi ne ho già abbastanza di Antony. La liquido alla svelta. Ma non è tutto. Robin, taciturno fino a quel momento, inizia a parlare. Mi coinvolge in una discussione su come la musica possa cambiare la vita. Insomma pane per i miei denti. Parla velocissimo. Io non ci mollo e cerco di dire la mia. C'è una sfida dialettica. Risultato: imbocco la direzione Bologna. Wrong way.

Guardo l'orario. Siamo in anticipo. Sorrido e dopo qualche chilometro dico.
«I have two news for you guys, one is good, one is not good»
Antony sbianca.
«The good one is that we are in perfect time»
«The bad is that this is the wrong way.»
Silenzio. Gelo. Robin mi guarda serio.
Ora s’incazza, penso. Invece no. Scoppia in una sonora Risata.

Antony percepisce un rumore sopra la ruota destra e si lamenta.
«Have you heard this noise?»
Io inizio a seccarmi e rispondo «it's just the rain. Only the rain»
Diagnosi mai fu più sciagurata. Il rumore aumenta. La macchina
non carbura regolarmente e perde accellerazione. Un odore acre che invade tutto l’abitacolo.
Rallento ma sembra non cambiare nulla.
Antony s’è chiuso in un silenzio glaciale. Grazie al cielo siamo praticamente a Modena Sud. Arrivo fino allo stop. Arrivata a destinazione, la mia automobile si spegne tra le braccia del casello con un ultimo sospiro poetico.

...

E siamo tornati all'inzio di questo post. In assenza di altre brillanti idee e con un furgoncino dietro che vuole passare, suggerisco ai miei compagni d’oltremanica di scendere e spingere. Fuori piove. Non poteva essere diversamente, penso. A fatica accostiamo la macchina sul bordo destro della strada. Un'altra automobile in sosta davanti a noi ci impedisce di mettere la mia al riparo dalla traiettoria della corsia d’uscita del Telepass.
Robin capisce la situazione assurda e ride.
Antony continua a dire. «It's not safe! It’s not safe, Corrado!». In effetti un paio
di macchine ci fanno il pelo circa ai cento all’ora.
Ci tocca scendere e prendere tutta l'acqua che Giove Pluvio ci riserva. Penso razionalmente di avere un grosso problema e due semplici soluzioni. Scappare o telefonare a qualcuno. Il mio senso di responsabilità mi fa prendere il cellulare in mano. Sfoglio la rubrica quando capisco che la situazione è realemente tragicomica: il mio cellulare decide di spegnersi. Batterie scariche.
Guardo gli isan e gli dico «we have a serius problem».
Quando penso che Antony mi possa dare un pugno lo vedo armeggiare che con il suo cellulare. Un Nokia simile al mio. Mi passa la sua batteria.
Gran colpo.

In un mezzo secondo telefono a Michele. Gli dico “Michi, sono a Modena Sud con la
macchina in panne.» Lui sapeva che dovevo andare a Parma.
Mi fa. «Perchè sei a Modena sud?»
Con imbarazzo dico «te lo spiego con calma poi.»
«Ci vieni a prendere? Loro devono essere a Parma per le tre. Ricordi?»
Resta in silenzio. Poi sento che mi dice
«Ok. Provo a partire, ma non ti garantisco nulla»
«Grazie, sei un amico.»
Faccio il punto della situazione. Spiego che forse arriva Michele. Antony inzia ad avere un incubo. Non arrivare in aereporto. Almeno non in tempo utile per decollare alle tre.

Nel mentre ci attende mezz’ora sotto l’acqua. Cerco di fare intrattenimento, ma vedo che non è aria. Pensiero tutto sommato comprensibile.
Chiamo Luca di Locusta e inziamo a ragionare su delle ipotesi alternative.
Forse c'è un aereo che arriva a Stanset alle otto e mezza, partendo
da Bergamo alle sette. Ci ragioniamo. Ma la vedo sempre più dura.

Nel frattempo passano i minuti io chiamo chiunque, più che altro per
ingannare il tempo e non incrociare la faccia corrucciata di Antony.
Dopo circa venticinque minuti arriva Michele. Ha le maniche arrotolate e la consapevolezza della missione speciale. Praticamente disperata. Sono le due e un quarto. Siamo ad uno sputo da Bologna e l'aereo decolla da Parma alle tre.

Ecco allora che Antony ha il secondo incubo della giornata ossia arrivare in aereoporto in tempo. E' bastato osservare come Michele ha frenato la macchina davanti a loro due per capire che quei tre quarti d'ora sarebbero stati da brivido.
Robin mi saluta con la mano dall'abitacolo in corsa lanciato verso l’impresa impossibile.

Amici, non vi invidio.

Io resto lì a Modena ed attendo l'arrivo dei soccorsi per la mia povera auto malconcia. Salgo in macchina noncurante di tutti i consigli di Antony.

Ogni tanto li chiamo per avere aggiornamenti ma Michele ha il telefono staccato. Il
tempo è poco e non può essere sprecato in chiacchiere. Alle tre e dieci ricevo una
sua telefonata. Dice solamente. «Imbarcarti». ride soddisfatto.

«La prossima volta che vai Parma prova a pasare per Ligonchio.»

Labels: isan, macchina in panne, modena sud

posted by Corrado Nuccini at 2:44 AM

17 Comments:

Blogger Antonio said...

una parola.......
MI TI CO

6:21 AM  
Anonymous dumij said...

mi sa che i due boys hanno portato un po sfiga a forza di preoccuparsi! ^_^

troppo divertente, ho riso davanti al pc come uno scemo (considerando che domani ho un esame non è poco!)

"Certo che siete strani voi.." :)

9:02 AM  
Blogger emily forlini said...

...neanche Marco Donati insieme alla Banda dell'Ascolto Profondo (BAP) avrebbe saputo combinare di meglio...

11:32 AM  
Anonymous Andrea said...

E' una figata questa dis-avventura!

1:56 AM  
Blogger Corrado Nuccini said...

Per antonio: mi ti co.
Sono tre parole. Non una.

;-)

2:17 AM  
Blogger a. said...

ora ho capito in che momento ti ho chiamato per parlare di edizioni musicali

3:40 AM  
Blogger Anais said...

a volte.
la sfiga.
non viene.
mai sola.

4:27 PM  
Anonymous Anonymous said...

Avran pensato che sei davvero sfigato ahahahahaah

4:42 AM  
Blogger Corrado Nuccini said...

Dopo l'accaduto gli mando una mail gentile dove mi scuso e scrivo qualche stupidata per risollevarmi ai loro occhi.

Ho un alleato. Robin, che mi scrive esaltato:
"the drive to the airport was one of the most exciting ones i can remember!"

Poi antony:

"corrado - please, let me know your address and i will return your battery, i have a spare so i can wait for mine"

(Ho omesso nel racconto. Io e antony ci siamo scambiati le batterie dei cellulari.)

Giusto per puntualizzare.

...

Che miti.

c.

7:07 AM  
Anonymous Anonymous said...

Che ridere!!!

Ste

3:24 AM  
Anonymous snobber said...

mitici, peccato che facciano dei live di merda :)

YOOOO

8:49 AM  
Anonymous marco said...

cazz allora non sono solo io sfigatissimo in questo periodo....
cheers

3:45 PM  
Anonymous Anonymous said...

Tutto molto rock' n roll.
Altro che i Tour-Bus!

1:08 PM  
Anonymous Anonymous said...

è sempre un piacere vedere il mondo con i tuoi occhi...

10:54 AM  
Blogger principessa favilla said...

abbiam vissuto una cosa analoga coi disco drive.
il prudente era il guidatore però;
gli innervositi - come sempre- i musicisti.

vai a capire com'è.

1:27 PM  
Anonymous Anonymous said...

ma che fine hai fatto?
non scrivi piu' nulla da tanto!

12:47 PM  
Anonymous BERRO said...

IO RIDO PENSANDO AL VENTURI DA LIGONCHIO CHE LI PORTA IN UN QUARTO D'ORA ALL'AEROPORTO DI PARMA............

6:31 AM  

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FINITA E TI SENTIVO ANCORA SAPORE DELLA VITA MERAVIGLIOSO"

(D. Modugno)


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