August 04, 2007

Confessioni e camere d'albergo (1)

Ferragosto ok




In dieci anni di concerti ho dormito in molte camere diverse. Dagli ostelli agli hotel con piscina, terrazza e vista sul mare. Dalla stamberga umida del paese sperduto all'hotel di Tokyo. Passando per una casa della gioventù a Berlino e lo Sheraton Hotel di Roma. Una volta, neanche troppo tempo fa, mi sono addormentato sul tetto di un albergo con una coperta di panno sopra di me. E' stato molto romantico e stupidamente adolescenziale. E vi posso girare che la mia schiena m'ha maledetto per qualche giorno.

Nella primavera del 1965 Bob Dylan intraprese un lungo tour in Gran Bretagna. Era il suo primo di sempre. Vi restò più di un mese, dal 26 aprile al 2 giugno, tenendo una dozzina di concerti. Girando due special per la BBC e incontrando giornalisti e musicisti. Il DVD "Dont Look Back" parla sopratutto di questo. Stanze d'albergo e luoghi dove dormire, scrivere ed incontrarsi.

Nel documentario le cose importanti accadono lì, dove Dylan, Joan Baez, Donovan, si ritrovavano. Suonavano a lungo. Concerti privati dove sono ammessi pochi amici, qualche amante, un paio di guru e l'ubriacone di turno. E forse ogni tanto dormono.

Tra tutte le scene del DVD adoro la sfida tra Dylan e il giovanissimo Donovan. In questo video incomincia lo scozzesa che canta un pezzo indipop (terminologia moderna, eh eh). Diciamo belle&sebastiana, malinconica e dolce. Dylan è nervoso. Non sta fermo. E' evidente che rosica. Non vede l'ora che termini quella che alla sue orecchie è una lagna.
Dovete sapere che all'epoca esisteva una sorta di dualismo Dylan-Donovan. Buffo da pensare oggi. Anche perchè poi uno dei due ha fatto questa fine (sbaglio o ricorda un Adelmo Fornacciari ad inzio cariera?). Comunque torniamo a noi. Donovan finisce e Dylan prende la chitarra. Si toglie gli occhiali da sole e imbraccia la chitarra. Guardate come è verstito. Sembra l'assistente di Jean Paul Sartre. Parte con un pezzo brusco accompagnato dalla voce piu nasale e fastidiosa che ha. E la chitarra diventa una grattugia tagliente. Ci mette tutta la sua americanità. Le sue parole diverse. La pronuncia yankee slabbrata e cafona. Il blues aspro che l'ha reso celebre. E Donovan perde. Perde infinitamente. Perchè sono più veri trenta secondi di quel pezzo che tutta la cariera del buon bravo onesto Donovan.




I giardini di mirò negli alberghi ci hanno sempre e solo dormito. O quasi. Ultimamente Mirco dorme con Michele. Jukka con Burro e io alterno o la camera singola (perchè sono un pò pricipessa) o - a turno - Manu, Sollo e Tammu. Ma come fare paragoni. Dylan era di un altra. Lui in albergo scrvieva a macchina mentre Joan Baez canticchiava le sue canzoni.




Una sera rientro in albergo con Chiara in macchina. Appena un po' dopo gli altri. Michele al telefono mi da indicazioni per raggiungere il posto. Ma fatico ad arrivarci. Ho il cellulare scarico e c'è una nebbia fittissima. Anche a distanza di un metro non si distigue un ponte da un casolare.

«Mi vedi?»
«No, cazzo dove siete?» rispondo
«Ma come non mi vedi?»
«E' cosi semplice!!»
«Lo vedi che cazzo di nebbia c'è?» dico.

Mi sto incazzando. La batteria è all'ultimo respito e poi sono cazzi miei.

«Basta cazzate, dai, Michi».
«Dove cazzo siete?» chiedo per l'ultima volta
«Siamo quiiiii!!!»

Non c'è niente da fare. Fortuna ha voltuo che fossi veramente vicino al posto.
Ora lo vedo. Alzo gli occhi. Di fianco all'insegna distiguo due sagome che ballano in controluce. Come fossero ombre cinesi. Meno poeticamente sono Mirko e Michele in mutande. Ma sculettano per poco. Poi spariscono di colpo.
Beh. L'avranno capita. Il gioco è bello quando è corto.

[...]

Il giorno dopo nella hall dell'hotel incontro Michele caracollante. Di primo acchito non metto insieme i fatti. Poi m'è chiaro. Non serve nemmeno che me lo dica.

«Mirko è sempre esagerato, cazzo»
«Saltava sul tavolino come un forsennato e questo s'è sfondato».

Ridiamo.

«Sai che botta...»
«Ma non c'andava!!!»

E finisce sempre cosi.

Labels: alberghi, donovan, dylan, tavolini rotti

posted by Corrado Nuccini at 7:38 PM

3 Comments:

Anonymous GIALLOSAICHISONO said...

tokio hotel?

9:00 AM  
Anonymous spike said...

un saluto da tokyo :)
tra 5 giorni dovro' abbandonare questo fantastico posto.
ahime'

ma il blog lo seguo sempre anche da qui :)

3:35 AM  
Anonymous Anonymous said...

Scusami,
ho trovato il tuo blog su google con la parola chiave dylan-donovan, perchè volevo sapere, e lo chiedo a te, come si intitolava la canzone che nel video di youtube cantava lo scozzese. Non riesco a trovarla!
Scusa per il disturbo,
Maurizio.

1:37 AM  

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