La vita dove sono (parte III)
Mi inseguono le nuvole. Ci sarà un motivo.

Ecco un passaggio del racconto che ho scritto per "our room". Esposizione curata da studio blanco (www.studioblanco.it) e attiva da oggi fino al quattordici settembre alla Festa Modena (www.modenafestadimodena.it)
Il resto è parte dell'istallazione a cui partecipiamo io e Jukka Reverberi in qualità di fotografo punk.
...
Passeggio con Silke e Sonja per Reggio Emilia. Attraversiamo le piazzette. I portici. Le strade strette. I sottopassaggi. Fino a piazza Prampolini, Poi giù per via Aschieri. Mentre la luce della sera ammorbidisce gli spigoli dei muri. E allenta la canicola. Mi ascoltano gentilmente, parlare nel mio inglese, di Silvio D’Arzo mentre passiamo davanti alla sua abitazione. Le osservo passeggiare davanti a me. Vengono da Berlino. Un altro mondo. Parlano di storie lontanissime dalla vita di qui. E mi trovo -volente o nolente- a giustificare la mia permanenza in questo luogo. Come se dovessi render conto ad un amico il mio amore per una donna poco avvenente.
«Reggio Emilia é una città che va spiegata» dico
«Non basta guardarla, toccarla, esserci»
«Ci vuole qualcuno che te la spieghi, che trovi le parole giuste, altrimenti sfugge..»
«Sembra cortese ma nel cuore non è serena»
«E’ scontrosa e ha un'anima diversa che vive sotto la coltre sensuale e disponibile»
Loro aspettano una mia battuta che non arriva.
«E' impenetrabile, scontrosa, scorbutica, lunatica e mestruata»
«Ed è per questo che vivo qui»
E traduco ogni parola, tanto che mi stupisco di esserci riuscito così chiaramente. Silke mi guarda perplessa. Cerca il mio sguardo per capire se scherzo o sono serio. Poi libera la tensione dentro una risata riparatoria.
...
Nota a margine. Altra storia. Il tour dei giardini di mirò è finito da poco. Michele invia una mail di ringranziamento a tutti noi per ringraziare. Scrive tra le altre cose: "Questo è il mio momento dei ringraziamenti. Pensavo fosse difficile aggiungere altro ad un figo come me. E invece voi lo avete fatto".
(foto di Silke Krieg)

Ecco un passaggio del racconto che ho scritto per "our room". Esposizione curata da studio blanco (www.studioblanco.it) e attiva da oggi fino al quattordici settembre alla Festa Modena (www.modenafestadimodena.it)
Il resto è parte dell'istallazione a cui partecipiamo io e Jukka Reverberi in qualità di fotografo punk.
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Passeggio con Silke e Sonja per Reggio Emilia. Attraversiamo le piazzette. I portici. Le strade strette. I sottopassaggi. Fino a piazza Prampolini, Poi giù per via Aschieri. Mentre la luce della sera ammorbidisce gli spigoli dei muri. E allenta la canicola. Mi ascoltano gentilmente, parlare nel mio inglese, di Silvio D’Arzo mentre passiamo davanti alla sua abitazione. Le osservo passeggiare davanti a me. Vengono da Berlino. Un altro mondo. Parlano di storie lontanissime dalla vita di qui. E mi trovo -volente o nolente- a giustificare la mia permanenza in questo luogo. Come se dovessi render conto ad un amico il mio amore per una donna poco avvenente.
«Reggio Emilia é una città che va spiegata» dico
«Non basta guardarla, toccarla, esserci»
«Ci vuole qualcuno che te la spieghi, che trovi le parole giuste, altrimenti sfugge..»
«Sembra cortese ma nel cuore non è serena»
«E’ scontrosa e ha un'anima diversa che vive sotto la coltre sensuale e disponibile»
Loro aspettano una mia battuta che non arriva.
«E' impenetrabile, scontrosa, scorbutica, lunatica e mestruata»
«Ed è per questo che vivo qui»
E traduco ogni parola, tanto che mi stupisco di esserci riuscito così chiaramente. Silke mi guarda perplessa. Cerca il mio sguardo per capire se scherzo o sono serio. Poi libera la tensione dentro una risata riparatoria.
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Nota a margine. Altra storia. Il tour dei giardini di mirò è finito da poco. Michele invia una mail di ringranziamento a tutti noi per ringraziare. Scrive tra le altre cose: "Questo è il mio momento dei ringraziamenti. Pensavo fosse difficile aggiungere altro ad un figo come me. E invece voi lo avete fatto".
(foto di Silke Krieg)
Labels: In our room, Michele, scarpe di Leonard Cohen, Silvio D'Arzo
3 Comments:
con le scarpe giuste
puoi andare ovunque,
quindi puoi stare anche lì
secondo me siete dei gran culandri
chiedete conferma a natalia aspesi
reggio emilia merda frutto di anni rossi che si stanno inbiancando e nulla sta cambiando. la citta è morta e non va spiegata proprio per un cazzo
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