August 27, 2007

Passi (1)

Le bel été



Tra Grosseto e Castiglion del Lago. Siedo davanti e leggo a Michele alcuni passi presi dai giornali. Commentiamo le notizie più assurde. Non è difficile capire perchè la posta del cuore di Natalia Aspesi sia un must dei viaggi in furgone.

Leggo la prima lettera. La storia di uomo di Teramo che abbandona la moglie per una badante ucraina molto più giovane di lui. Fatto ciò mette la badande alle sue dipendenze, affidandogli la custodia della madre. Dopo poche settimane di felicità lei lo lascia per mettersi con il vicino di casa. Spezzandogli irrimediabilmente il cuore e lasciando la madre sola a se stessa. Conclude dicendo che l'unica persona che ora gli sta vicino è l'ex moglie. Oggi migliore amica. Quandro perfetto di un contrappasso dantesco chiamato disfatta.

Io e Michele ridiamo a crepapelle. Anche più del dovuto. E' un modo per esorcizzare storie di quel tipo. Non so come ma c'è sempre uno spirito - più o meno velato - di immedesimazione. Per quanto suonino assurde, patetiche e lontane delle realtà c'è qualcosa, una dinamica di base, un dettaglio del racconto, che richiama qualcosa che fa parte delle nostro vissuto. Allora è bene ridere. E ridere forte.

Michele cambia tono

«E Natalia che gli risponde?» chiede.

Leggo la risposta. Una bastonata nei denti al povero antieroe di Teramo, che non solo vede l'amante ucraina nelle mani del vicino di casa, la moglie amica e la madre sola. Ma si prende pure del coglione da Natalia Aspesi. Il "Re Salomone" degli affari di cuore. Nota finale: il tutto sulle pagine di "Venerdi di Repubblica".

«Co', non ti capita...»
«Cosa?» chiedo
«No, dico. A te una storia così non capiterà mai»
«Certo che no» rispondo
«Ma se dovesse mai succederti qualcosa di simile, parlane con me»
«Non stare a scrivere ai giornali»
«Che non si sa mai..»


[...]


Proseguo nella lettura. C'è un articolo su Cesare Pavese. Una testimonianza toccante. Lo scrittore arriva improvvisamente da Einaudi e chiede colloquio con un paio di persone. Però non trova nessuno, sono tutti via o in ferie. Allora s'arrabbia e scrive con un gessetto "merda" sulla lavagna di quell'ufficio. Prima di uscire si scusa per la volgarità della parola. Dopo pochi giorni si uccide. Il 27 agosto del '50 a quarantadue anni.
Leggo l'articolo. Michele ascolta.
Il gestore calvo dell'albergo "Roma" di Torino, dove lo scrittore s'è tolto la vita commenta l'accaduto con un perentorio. "Con quella testa di capelli.."

Vedo Michele distratto. Poi d'impovviso interrompe i suoi pensieri.

«Quando arrivamo a casa togli tutti quei santini che hai appoggiato alla ringhiera» dice
«Sarai mica preoccupato?»
«Guarda che io non ho tutti quei capelli».


[...]


Oggi ricorre l'anniversario di quel giorno.
"Ho lavorato. Ho dato poesia agli uomini. Ho condiviso la pena di molti".
Non credo servano altri commenti.

Labels: badanti ucraine, Cesare Pavese, Natalia Aspesi, posta del cuore

posted by Corrado Nuccini at 2:21 PM

7 Comments:

Anonymous Anonymous said...

l'argomento cardine del tuo post sono i sentimenti...beati coloro che pur soffrendo riescono ancora a provare qualcosa...io mi sento cosi' arida...
Ciao Corrado.

3:07 AM  
Anonymous Anonymous said...

io la badante la prendo per me.
che ho bisogno di essere badato.
io.
: )

R.

1:05 AM  
Blogger Corrado Nuccini said...

Quella badante è super ambita. Deve avere dettagli che nella lettera sono stati omessi. Qualche idea?

:)

c.

3:56 AM  
Anonymous Anonymous said...

non toglierli tutti quei santini dalla ringhiera.
n.

5:46 AM  
Anonymous Anonymous said...

mah!
..magari, delle volte, è solo voglia di qualcosa di buono (capisc'ammè!)..
mica si può tirar avanti una vita a ferrero rocher!
: ))

R.

12:35 PM  
Anonymous spike said...

La prenderei io la badante ma ho troppi vicini di casa purtroppo.
Meglio non rischiare :)

11:56 PM  
Anonymous annarita said...

brivido.

4:06 PM  

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