August 31, 2007

La vita dove sono (parte III)

Mi inseguono le nuvole. Ci sarà un motivo.

Leonard Cohen shoes, suicide mountain

Ecco un passaggio del racconto che ho scritto per "our room". Esposizione curata da studio blanco (www.studioblanco.it) e attiva da oggi fino al quattordici settembre alla Festa Modena (www.modenafestadimodena.it)

Il resto è parte dell'istallazione a cui partecipiamo io e Jukka Reverberi in qualità di fotografo punk.

...

Passeggio con Silke e Sonja per Reggio Emilia. Attraversiamo le piazzette. I portici. Le strade strette. I sottopassaggi. Fino a piazza Prampolini, Poi giù per via Aschieri. Mentre la luce della sera ammorbidisce gli spigoli dei muri. E allenta la canicola. Mi ascoltano gentilmente, parlare nel mio inglese, di Silvio D’Arzo mentre passiamo davanti alla sua abitazione. Le osservo passeggiare davanti a me. Vengono da Berlino. Un altro mondo. Parlano di storie lontanissime dalla vita di qui. E mi trovo -volente o nolente- a giustificare la mia permanenza in questo luogo. Come se dovessi render conto ad un amico il mio amore per una donna poco avvenente.

«Reggio Emilia é una città che va spiegata» dico
«Non basta guardarla, toccarla, esserci»
«Ci vuole qualcuno che te la spieghi, che trovi le parole giuste, altrimenti sfugge..»

«Sembra cortese ma nel cuore non è serena»
«E’ scontrosa e ha un'anima diversa che vive sotto la coltre sensuale e disponibile»

Loro aspettano una mia battuta che non arriva.

«E' impenetrabile, scontrosa, scorbutica, lunatica e mestruata»
«Ed è per questo che vivo qui»

E traduco ogni parola, tanto che mi stupisco di esserci riuscito così chiaramente. Silke mi guarda perplessa. Cerca il mio sguardo per capire se scherzo o sono serio. Poi libera la tensione dentro una risata riparatoria.

...

Nota a margine. Altra storia. Il tour dei giardini di mirò è finito da poco. Michele invia una mail di ringranziamento a tutti noi per ringraziare. Scrive tra le altre cose: "Questo è il mio momento dei ringraziamenti. Pensavo fosse difficile aggiungere altro ad un figo come me. E invece voi lo avete fatto".


(foto di Silke Krieg)

Labels: In our room, Michele, scarpe di Leonard Cohen, Silvio D'Arzo

posted by Corrado Nuccini at 6:05 AM 3 comments

August 27, 2007

Passi (1)

Le bel été



Tra Grosseto e Castiglion del Lago. Siedo davanti e leggo a Michele alcuni passi presi dai giornali. Commentiamo le notizie più assurde. Non è difficile capire perchè la posta del cuore di Natalia Aspesi sia un must dei viaggi in furgone.

Leggo la prima lettera. La storia di uomo di Teramo che abbandona la moglie per una badante ucraina molto più giovane di lui. Fatto ciò mette la badande alle sue dipendenze, affidandogli la custodia della madre. Dopo poche settimane di felicità lei lo lascia per mettersi con il vicino di casa. Spezzandogli irrimediabilmente il cuore e lasciando la madre sola a se stessa. Conclude dicendo che l'unica persona che ora gli sta vicino è l'ex moglie. Oggi migliore amica. Quandro perfetto di un contrappasso dantesco chiamato disfatta.

Io e Michele ridiamo a crepapelle. Anche più del dovuto. E' un modo per esorcizzare storie di quel tipo. Non so come ma c'è sempre uno spirito - più o meno velato - di immedesimazione. Per quanto suonino assurde, patetiche e lontane delle realtà c'è qualcosa, una dinamica di base, un dettaglio del racconto, che richiama qualcosa che fa parte delle nostro vissuto. Allora è bene ridere. E ridere forte.

Michele cambia tono

«E Natalia che gli risponde?» chiede.

Leggo la risposta. Una bastonata nei denti al povero antieroe di Teramo, che non solo vede l'amante ucraina nelle mani del vicino di casa, la moglie amica e la madre sola. Ma si prende pure del coglione da Natalia Aspesi. Il "Re Salomone" degli affari di cuore. Nota finale: il tutto sulle pagine di "Venerdi di Repubblica".

«Co', non ti capita...»
«Cosa?» chiedo
«No, dico. A te una storia così non capiterà mai»
«Certo che no» rispondo
«Ma se dovesse mai succederti qualcosa di simile, parlane con me»
«Non stare a scrivere ai giornali»
«Che non si sa mai..»


[...]


Proseguo nella lettura. C'è un articolo su Cesare Pavese. Una testimonianza toccante. Lo scrittore arriva improvvisamente da Einaudi e chiede colloquio con un paio di persone. Però non trova nessuno, sono tutti via o in ferie. Allora s'arrabbia e scrive con un gessetto "merda" sulla lavagna di quell'ufficio. Prima di uscire si scusa per la volgarità della parola. Dopo pochi giorni si uccide. Il 27 agosto del '50 a quarantadue anni.
Leggo l'articolo. Michele ascolta.
Il gestore calvo dell'albergo "Roma" di Torino, dove lo scrittore s'è tolto la vita commenta l'accaduto con un perentorio. "Con quella testa di capelli.."

Vedo Michele distratto. Poi d'impovviso interrompe i suoi pensieri.

«Quando arrivamo a casa togli tutti quei santini che hai appoggiato alla ringhiera» dice
«Sarai mica preoccupato?»
«Guarda che io non ho tutti quei capelli».


[...]


Oggi ricorre l'anniversario di quel giorno.
"Ho lavorato. Ho dato poesia agli uomini. Ho condiviso la pena di molti".
Non credo servano altri commenti.

Labels: badanti ucraine, Cesare Pavese, Natalia Aspesi, posta del cuore

posted by Corrado Nuccini at 2:21 PM 7 comments

August 04, 2007

Confessioni e camere d'albergo (1)

Ferragosto ok




In dieci anni di concerti ho dormito in molte camere diverse. Dagli ostelli agli hotel con piscina, terrazza e vista sul mare. Dalla stamberga umida del paese sperduto all'hotel di Tokyo. Passando per una casa della gioventù a Berlino e lo Sheraton Hotel di Roma. Una volta, neanche troppo tempo fa, mi sono addormentato sul tetto di un albergo con una coperta di panno sopra di me. E' stato molto romantico e stupidamente adolescenziale. E vi posso girare che la mia schiena m'ha maledetto per qualche giorno.

Nella primavera del 1965 Bob Dylan intraprese un lungo tour in Gran Bretagna. Era il suo primo di sempre. Vi restò più di un mese, dal 26 aprile al 2 giugno, tenendo una dozzina di concerti. Girando due special per la BBC e incontrando giornalisti e musicisti. Il DVD "Dont Look Back" parla sopratutto di questo. Stanze d'albergo e luoghi dove dormire, scrivere ed incontrarsi.

Nel documentario le cose importanti accadono lì, dove Dylan, Joan Baez, Donovan, si ritrovavano. Suonavano a lungo. Concerti privati dove sono ammessi pochi amici, qualche amante, un paio di guru e l'ubriacone di turno. E forse ogni tanto dormono.

Tra tutte le scene del DVD adoro la sfida tra Dylan e il giovanissimo Donovan. In questo video incomincia lo scozzesa che canta un pezzo indipop (terminologia moderna, eh eh). Diciamo belle&sebastiana, malinconica e dolce. Dylan è nervoso. Non sta fermo. E' evidente che rosica. Non vede l'ora che termini quella che alla sue orecchie è una lagna.
Dovete sapere che all'epoca esisteva una sorta di dualismo Dylan-Donovan. Buffo da pensare oggi. Anche perchè poi uno dei due ha fatto questa fine (sbaglio o ricorda un Adelmo Fornacciari ad inzio cariera?). Comunque torniamo a noi. Donovan finisce e Dylan prende la chitarra. Si toglie gli occhiali da sole e imbraccia la chitarra. Guardate come è verstito. Sembra l'assistente di Jean Paul Sartre. Parte con un pezzo brusco accompagnato dalla voce piu nasale e fastidiosa che ha. E la chitarra diventa una grattugia tagliente. Ci mette tutta la sua americanità. Le sue parole diverse. La pronuncia yankee slabbrata e cafona. Il blues aspro che l'ha reso celebre. E Donovan perde. Perde infinitamente. Perchè sono più veri trenta secondi di quel pezzo che tutta la cariera del buon bravo onesto Donovan.




I giardini di mirò negli alberghi ci hanno sempre e solo dormito. O quasi. Ultimamente Mirco dorme con Michele. Jukka con Burro e io alterno o la camera singola (perchè sono un pò pricipessa) o - a turno - Manu, Sollo e Tammu. Ma come fare paragoni. Dylan era di un altra. Lui in albergo scrvieva a macchina mentre Joan Baez canticchiava le sue canzoni.




Una sera rientro in albergo con Chiara in macchina. Appena un po' dopo gli altri. Michele al telefono mi da indicazioni per raggiungere il posto. Ma fatico ad arrivarci. Ho il cellulare scarico e c'è una nebbia fittissima. Anche a distanza di un metro non si distigue un ponte da un casolare.

«Mi vedi?»
«No, cazzo dove siete?» rispondo
«Ma come non mi vedi?»
«E' cosi semplice!!»
«Lo vedi che cazzo di nebbia c'è?» dico.

Mi sto incazzando. La batteria è all'ultimo respito e poi sono cazzi miei.

«Basta cazzate, dai, Michi».
«Dove cazzo siete?» chiedo per l'ultima volta
«Siamo quiiiii!!!»

Non c'è niente da fare. Fortuna ha voltuo che fossi veramente vicino al posto.
Ora lo vedo. Alzo gli occhi. Di fianco all'insegna distiguo due sagome che ballano in controluce. Come fossero ombre cinesi. Meno poeticamente sono Mirko e Michele in mutande. Ma sculettano per poco. Poi spariscono di colpo.
Beh. L'avranno capita. Il gioco è bello quando è corto.

[...]

Il giorno dopo nella hall dell'hotel incontro Michele caracollante. Di primo acchito non metto insieme i fatti. Poi m'è chiaro. Non serve nemmeno che me lo dica.

«Mirko è sempre esagerato, cazzo»
«Saltava sul tavolino come un forsennato e questo s'è sfondato».

Ridiamo.

«Sai che botta...»
«Ma non c'andava!!!»

E finisce sempre cosi.

Labels: alberghi, donovan, dylan, tavolini rotti

posted by Corrado Nuccini at 7:38 PM 3 comments

August 02, 2007

Lettere agli amici (1)

Sovraesposizioni e trasparenze



Vorrei sbriciolare il tempo in piccoli frammenti. Trattenerne alcuni e disperdere gli altri.

Vorrei fermarmi e scrivere. Per tutto il tempo concessomi. Ma non riesco che non c'è n'è mai abbastanza.

«Vedi? Le idee muoiono in testa».
«E sì che ne avrei di cose da dire, che credi?»

Perchè ho viaggiato. Ho nomi appuntanti. E luce negli occhi. Ma non solo. Persone, piazze, feste patronali, cortili. E molto altro ancora.

Avrei da raccontare storie buffe, tuffi in piscina, i coltelli di Roggiano Gravina. Tanti visi, sguardi, grandi ritorni, luoghi in movimento, alberghi, Michele che ride, le sale d'aspetto, quello che parla sempre del suo gruppo. Tutto in costante divenire.

Forse basterebbe parlare di te che m'ascolti assorta. Mentre leggo e scrivo d'un mondo che s'aggroviglia in traiettorie complicate che non sono quelle del tuo corpo.

E di come sia facile trovare sul tuo viso (a tratti assorto o colto da un improvviso sussulto) tutte le parole che avrei da dire. Anche qualcuna in più.

Per poi associare un colore alle tue labbra che dal rosso acceso virano verso l'altrove.

Portando con sè tutti i sussulti di un cuore dubbioso.

[...]

Buone vacanze, amici miei. Domenica parto per Praga. Michele m'ha consigliato un bordello dove per trenta euro si può fare tutto.
E prima che potessi chiedere cosa intendesse per tutto mi fa

«Però, bada bene, se firmi poi ti mettono su internet!»
«Che credi? Che ci siano i saldi fatti apposta per te?».

Labels: agosto, bordelli di praga, viaggi

posted by Corrado Nuccini at 10:39 AM 7 comments





"LA NOTTE ERA
FINITA E TI SENTIVO ANCORA SAPORE DELLA VITA MERAVIGLIOSO"

(D. Modugno)


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