December 14, 2007

Prima di Natale

Ho visto Nina volare




Quell'amore, indifferente alle debolezze umane e al peccato originale, sembrava non aver alcun nemico naturale. Era sfacciato e sicuro di sé. Capace di dominare il senso di colpa e la paura dell'abbandono. Non era solo una cosa bella ma era ciò che valeva. I baci, le relazioni fragili, le grandi promesse. Era tutto qui e convogliava in lei. L'erotismo sottile, le parole scelte, il sesso per gioco. Per quei giorni che durò fu l'amore di una vita. Quello che toglie direzioni rivelando un senso altro, più profondo e misterioso. La prima volta che facemmo l'amore la spogliai piano lasciandola in attesa. In modo da ascoltarne i rumori. Il battito del cuore. I ruscelli di sangue. Poi la baciai senza trascurare nulla. La parte interna delle mani e le cosce. Sentivo la pelle tiepida scaldarsi. Giunto il momento ricominciavo da capo gustandomi l’impazienza. Quel salto richiedeva una rincorsa lunga. La prima volta le venni sulla mano. Sentii lo sperma scottargli le dita. Rise e quell’espressione rimase impressa sulla retina dei miei occhi.

...

Quell'amore, indifferente alle debolezze umane e al peccato originale per quei giorni che durò fu l'amore di una vita. Poi finì. Fedeli al duro accordo non ci cercammo più. Come i bambini che giocano a non ridere guardandosi negli occhi. Alcuni sono così bravi da rimanere tristi una vita intera. Così noi.

Labels: cartoline natalize., de andrè, nina, ruscelli di sague, tondelli

posted by Corrado Nuccini at 2:56 AM 23 comments

December 11, 2007

A Carpi al Tuwat

La banda della fruit bianca




Enrico Ghezzi siede dietro e dorme. Alessando Baronciani, al mio fianco, è sveglio. Parla di mille cose. Imita la voce di Andrea Pomini. Gli scrobbling di Lastfm e i La Quiete. Nel mentre la Clio di mia sorella sfreccia verso Bologna. E' finito da poco il dj set di Ghezzi, icona dalla voce fuori sincrono e della fruit bianca. Enrico ha messo i dischi al festival Control + C. Io ora sono alla guida e lo accompagno all'hotel.

Baronciani è elettrico. Quando ha visto la mia faccia desolata per questo viaggio imprevisto s'è fiondato.

«Andiamo insieme»
«Così facciamo due chiacchere».

Nella sua testa l'obiettivo è chiaro e si chiama Enrico Ghezzi. L'ingnaro critico cinematografico non sa chi ha davanti. Alessandro, col suo stile finto ingenuo, vuole fargli intuire che non siamo due driver a caso. Me bensì Corrado Nuccini e Alessandro Baronciani. Due che non conosce ma che presto conoscerà.

«Enrico, hai sentito questo?»
«Che ne pensi di quest'altro».
«Ma se questo è vero, quell'altro pure allora perchè.." e via dicendo.

Ma Ghezzi è stanco. Risponde piano, non è ispirato. A una domanda sulla musica riesce solo a dire

«La migliore espressione del rock sono gli anni settanta».

Il critico romano è tutto fuorchè stupido. Capisce di non essere particolarmente brillante e cerca di recuperare coi suoi tempi. Vuole comunque rivendicare la sua superiortià e si gioca un evergreen. Parla del riciclo delle mode e dei costumi. Nella mia testa gli compare una fruit bianca e la voce fuori sincrono.

«Oggi va di moda recuperare tutto».
«Attendo quando andrà di moda il moderno».

Ma l'effetto è mascio. Io e Ale ci guardiamo perplessi.
In tutto questo sottolineo come Baroniciani sia un gran fetente. E' dalla parte di chi parla fino ad un secondo prima che gli scappi la cazzata. Quando la frittata è fatta è già dall'altra sponda a tirare pietre (morali). Così con Ghezzi. Gli da l'illusione di essere dalla sua poi non gli concede nulla.

«Ora ascolto le luci della centrale elettrica» dice Baroncia.

Ghezzi istintivamente ride. Forse pensando fosse una metafora poetica, come se avesse detto "Ascolto la pioggia" o "Il rumore del mare nelle conchiglie". Ale non perde l'occasione e ribadisce

«No è un ragazzo che suona...»
«Ah sì, ne ho sentito parlare» ci prova Ghezzi.
«C'è un suo pezzo in un film di Morone»
«Al festival di Venezia».
«Ma no! Enrico.., Luci della Centrale è uno molto giovane».
«Roba di myspace».

Ghezzi malsopporta questa saccenza e come risposta s'addormenta. Piu pesi di lui. E sottolineo. PIU' PESI DI LUI. Che però da gran combattente non si arrende. Dopo dieci minuti prova a coglierci impreparati.

«Voi che siete esperti di queste cose..»
«Si può scaricare un video da youtube?»

Io ci penso un attimo e dico no. Baronciani per l'ennesima volta parte per la tangente e gli spiega come qualcuno abbia "clonato" un suo video degli Altro postato sul famoso portale utilizzando un programma che permette di scaricare tutti i video di youtube.

«Ce la si può fare» sentenzia.

Ma non fa a tempo a finire che Ghezzi nuovamente dorme o finge di farlo. A questo punto, prima che la situazione degeneri, entro in scena. Provo a parlare di cose a lui famigliari.

«Enrico hai viso il festival del Cinema di Torino?».
«E' stato un successione».

Ghezzi si riprende immediatamente.

«Macchè..»

E parte con una filippica sconnessa contro tutto e tutti che termina cosi.

«Nanni deve trovare posti dove sfogare il suo egocentrismo incontenibile».

Io penso alla sua sonorizzazione di Carpi con quattro dischi che suonano contemporaneamente. Eh sì, l'egocentrismo di Moretti..

Dall'autostrada si vede San Luca. L'ultimo problema della serata riguarda l'Hotel. Non posso portarlo fin sotto l'albergo, in via Indipendenza, perchè è in zona ZTL.

«Portami in stazione poi prendo un taxi» dice.

Ma piove e l'idea non lo convince molto. Allora chiama l'hotel.

«Dicono che puoi arrivare fin sotto al Baglioni»
«Poi mi dai il numero di targa»
«E loro lo comunicano alla polizia»

Sarà. Davanti all'hotel gli allungo un foglio bianco con sopra il numero di targa. Baronciani mi sussurra che è meglio consegnarlo direttamente alla reception che non si sa mai.

Però non posso nemmeno mollare l'auto e corrergli dietro. Quindi ci pensa nuovamente lui. Si alza e si dirige verso il critico. Ghezzi, memore delle precedienti discussioni, alla sua vista, accelera con insospettabile passo felino.

«No, non c'è bisogno che m'accompagni».

E ci saluta dall'altra parte della strada.

«Guidate con prudenza».

Ovviamente il mio numero di targa nella sua testa è già un problema secondario.
Vi saprò dire se mi arriva la multa.

Labels: Baroniciani, Fruit, Ghezzi, Voce fuori sincrono

posted by Corrado Nuccini at 5:36 PM 8 comments

December 01, 2007

Arrivò.

Non commettere atti puri




La peste giunse per la terza volta nel 1624 trasportata da una nave proveniente da Tunisi. E’ la peste manzoniana, quella dei Promessi Sposi. A Palermo, secondo alcune stime, tra il Giugno di quell’anno e il Febbraio 1626 morirono 30.000 persone, su 120.000 abitanti. La peste si trasmetteva sia dalla pulce del topo nero, sia -per contagio- attraverso le vie respiratorie. Si crearono lazzaretti per gli infermi. Altri per i sospetti. Si fecero provviste di carrozze per il trasporto dei malati e dei cadaveri. La peste arrivò davvero e la gente terrorizzata cominciò a fuggire. Tutti pensarono fosse un flagello di Dio e cercarono un segnale di salvezza. Occorreva dare prova di pentimento. Sfilarono in processione le reliquie di Santa Cristina, Santa Ninfa e San Rocco. Ma fu tutto vano. Un giorno un saponaio di via dei Pannieri, che aveva già perduto la moglie, salì sul monte Pellegrino. Colto di sorpresa da un temporale si perse. Gli apparve Santa Rosalia. In dialetto palermitano ordinò di avvertire il vescovo che le ossa ritrovate nella caverna erano proprio le sue. Portate in processione lungo le strade della città, avrebbero placato la peste. Le misero in un sacco tra fiori e candele e le trasportarono per tutta Palermo. I resti della Santa fecero il miracolo. Era il il 15 luglio 1624


Nel frattempo molte cose cambiarono tra me e lei. Furono giorni di pacificazioni, infime tregue, cavalli di troia, trattati bilaterali, trincea, teorie di sopravvivenza. Altra trincea. Si delineava il nostro male ma eravamo convinti che ci fosse una cura.
Finì così. La peste arrivò una quarta volta. Fece piazza pulita di tutto. Io e C. vagammo attraverso un luogo oscuro e violento con una bisaccia colma di malcontagi. Era il primo gennaio del duemila e sette. M’ha detto quello che teneva dentro da tempo. Ogni parola si incastrò precisa colmando i contorni interrotti. Poi se ne andò. Dietro una traccia di quella rivelazione impressa ovunque. E c’è voluto tempo per dare nomi alle macchie e ai contorni. Fino al giorno in cui ho seppellito -tra candele e fiori- il cadavere di quell’amore. Lontano da tutto e da tutti. Era lui l’untore che ci seguiva. Sin dal primo giorno di quel viaggio.

Labels: peste, racconti, viaggi

posted by Corrado Nuccini at 6:31 AM 8 comments





"LA NOTTE ERA
FINITA E TI SENTIVO ANCORA SAPORE DELLA VITA MERAVIGLIOSO"

(D. Modugno)


Brevissime

>Twitter

    follow me on Twitter

    Altre cose dal sito

    >Il succo del discorso

  • Flickr
  • Sassi: citazioni
  • Muxtape
  • >Musica

  • GDM official website
  • Nuccini! official website
  • Pillow official website
  • Punk... not diet! official website
  • Homesleep official website
  • 2ndrec official website
  • Hue
  • Thomanson Sound
  • >M-space

  • m-spazio Nuccini!
  • m-spazio Giardini di Miro'
  • m-spazio Punk not...diet!
  • m-spazio Pillow
  • m-spazio 2nd Rec
  • m-spazio Homesleep
  • m-spazio Zucchini Drive
  • m-spazio Bluebird
  • m-spazio Illuminati
  • m-spazio Pink Sound
  • >Siti che supporto

  • Jukka Reverberi
  • Alessandro Baronciani
  • Andrea Girolami
  • Polaroid
  • Qoob
  • Studio Blanco
  • Matteo Serri
  • Maps
  • >Rituali Privatissimi

  • Le Passanti
  • Le tre Verità
  • Intervista E.Clementi
  • Chelsea Hotel
  • Intervista A.Baronciani
  • L'appuntamento
  • Intervista M.Collini
  • >Nuccini!

  • Biografia
  • Stage plan
  • Foto1*
  • Foto2**
  • >Flickr

    www.flickr.com
    This is a Flickr badge showing public photos from corrado.nuccini. Make your own badge here.

    Ultimi post


    • A proposito di Giacomo Disvetri
    • Stranger Music
    • Fumana (intorno)
    • Fumana (negli occhi)
    • Agosto
    • Bigliettini
    • Cancerino
    • Postcard to Nina (2)
    • Postcard to Nina (1)
    • Spè

    Archives

    • December 2005
    • January 2006
    • February 2006
    • March 2006
    • April 2006
    • May 2006
    • June 2006
    • July 2006
    • August 2006
    • September 2006
    • October 2006
    • November 2006
    • December 2006
    • January 2007
    • February 2007
    • March 2007
    • May 2007
    • June 2007
    • July 2007
    • August 2007
    • September 2007
    • October 2007
    • November 2007
    • December 2007
    • January 2008
    • February 2008
    • April 2008
    • May 2008
    • June 2008
    • July 2008
    • August 2008
    • September 2008
    • October 2008
    • April 2009
    • July 2009

    *foto 1 by Ocean King

    *foto 2 by an anonymous roving
    photographer at a forgotten Polynesian restaurant