June 14, 2008

Uccide gli angeli

I tuoi anni, le canzoni. Lavagne nere, gessetti, cazzi disegnati qui e là. I cortili, le urla giù in stada, le passioni, le finestre aperte.



Ricomincia così. Guardo le tue cosce di grano duro e mi rendo conto di quanto sia facile lasciare i pensieri a briglia sciolta. Basterebbe chiamarla gabola, invenzione dello sguardo. Strategia della tensione. So che esplode di nuovo, ancora. Nel bel mezzo delle mie furberie, sempre meno riuscite. Ma a che servono i trucchi, i cilindri, i doppi fondi e tutte le illusioni di cui sono capace, se devono fallire così?

Esplode la bomba di una te più nuda e fa stragi d'ogni purezza e pudore. Cerco di resistere, senza trattenermi. Ricado nella logorrea di quel discorso d'amore, purissimo e controverso, scritto benissimo, riletto alla cazzo, consumato alla porcodio. Cerco quei baci per finta. Gli unici che restano. E trovo i giorni indietro. Gli scivoli, la vertigine e la tua vanità che uccide gli angeli.

Non so più come dirtelo. Ogni cosa che ho vuole te, un po' più nuda, più vera, ma da strizzare. Un po' bambina, sottile, delizia, divina.

Labels: angeli vanitosi, divina, et chaque fois., nomi palindromi

posted by Corrado Nuccini at 5:24 AM

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"LA NOTTE ERA
FINITA E TI SENTIVO ANCORA SAPORE DELLA VITA MERAVIGLIOSO"

(D. Modugno)


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*foto 1 by Ocean King

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