Infrarossi
Uomini, donne.

Ad Alessia gli uomini piacciono, potrei giurarlo. Non è bastato un marito, due figli e tutte quelle cose che si fanno per mettere la testa a posto. Trascorsi alcuni mesi dalla nascita dei bambini ha ripreso a chiamare Marco e come lui chissà quanti altri. Loro due, ad esempio, fissano appuntamenti regolari. Che sia un lunedì o un sabato poco conta. Ogni luogo è un'alcova d’amore. Un buon pretesto. Nel suo studio, in macchina di lei. Sotto casa dei genitori. Nel bagno dell’ufficio dove Alessia lavora part time. Si perché ogni rischio dà un valore aggiunto, un piacere sottile. Un indescrivibile senso di appartenenza alla vita e alle sue pulsazioni più recondite. Niente e nessuno può imbrigliarla una come Alessia. Se non quel tarlo che rode nella testa del marito. Che lo spinge a pedinarla, a fare ricerche. Assoldare un investigatore privato. Cercare risposte ai suoi dubbi e trovarle senza grande sforzo perché la cosa più temuta accade sempre. Dopo pochi giorni ha una foto in mano. Una tra le tante possibili. Quella di Marco.
-Ma ti rendi conto?- mi dice - Finire nella mani di uno che di punto in bianco s’accorge d’aver sposato una donna così?-. -Magari s’era fatto i suoi viaggi su Alessia, madre, moglie e amante perfetta-.
Marco mi racconta per filo e per segno i fatti di quei giorni. -Arriva una sua chiamata-, -non so come ha avuto il mio telefono- fatto sta che dice solamente “Sto arrivando, scappa se riesci!"- . -Tu che avresti fatto?-. -Prendo l’auto e me ne vado per qualche giorno-. In Liguria a casa di un amico. -Lascio passare la bufera-. Per rientrare dopo quasi una settimana sperando che le acque si siano calmate. Nella cassetta delle lettere trova una busta con dentro una sua foto strappata in quattro pezzi. Ed è solo l’inizio di un incubo. Il giorno del compleanno di Marco telefona alla sua ragazza per raccontargli tutta la storia. La scabrosa verità che deve sapere. E come lei tutti quelli che lo conoscono. Basta ipocrisie. Tutti verranno informati -E’ incredibile come sia riuscito ad avere tutti quei numeri di telefono-. -Chissà dove cazzo li trova?-.
E così per mesi ha continuato a telefonare a Marco e a tutti i suoi conoscenti. Una volta lo chiama nel cuore della notte e sussurra “mi sveglio pensando a te e mi riaddormento con la tua faccia sulla fodera del cuscino”-. -Tutti i miei amici preoccupati mi hanno suggerito di prendere una guardia del corpo-. E’ domenica sera. Ascolto Marco parlare, mentre siedo sul sofà di casa sua in montagna, vicino alla stufa in ghisa che scalda la stanza d’un mite tepore. Prosegue il racconto mentre cucina una zuppa di carote, zucca e aceto balsamico. I vapori delle pentole irrorano la parole del racconto. -Ho provato a spiegargli che ero dispiaciuto, non avevo intenzione di fargli del male- -certe cose sai si fanno cosi e basta- - ci rifletti dopo-. Gli ho dovuto chiedere scusa. -Che avresti fatto Corrado?-. -Come faccio a spiegarti?- -Forse avessi visto Alessia...un corpo magrissimo e due tette enormi- e mentre mima le dimensioni del petto racconta alcuni dettagli scabrosi sorridendo dolcemente, quasi imbarazzato. -Non ti dico.. fa l’amore benissimo-.
-T’è mai capitata una così?-.
-Beh, non mi dici come è finita?- chiedo interrompendo quel momento d’imbarazzo. -Ma sai...- -probabilmente le mie parole l’hanno calmato o forse s’è n’è fatto una ragione-. -Pian piano ha smesso di cercarmi-. Ha scoperto altri pezzi del puzzle smettendo d’accanirsi su di me. -Ha issato bandiera bianca, suppongo-. Sei o sette mesi fa se n’è andato di casa. -Ovviamente lei ora ha immediatamente ripreso a cercarmi!- -ma mica sono scemo- -ho preso troppa paura quella volta-. Lo guardo e rido. -Vuoi il formaggio nella zuppa?- Ho un attimo di indecisione.
-Credi che dovrei chiamarla?-
...
La foto di questo post è presa da "The park" di Yoshiyuki. Negli anni '70 il fotografo Kohei Yoshiyuki ha battuto i parchi di Tokyo con una 35mm e, con un sistema ad infrarossi, ha immortalato le cose e le persone che non si vedono ad occhio nudo. Coppie appartate, guardoni e tutte quello che solitamente non si fa alla luce del sole.
Qui Altre foto.

Ad Alessia gli uomini piacciono, potrei giurarlo. Non è bastato un marito, due figli e tutte quelle cose che si fanno per mettere la testa a posto. Trascorsi alcuni mesi dalla nascita dei bambini ha ripreso a chiamare Marco e come lui chissà quanti altri. Loro due, ad esempio, fissano appuntamenti regolari. Che sia un lunedì o un sabato poco conta. Ogni luogo è un'alcova d’amore. Un buon pretesto. Nel suo studio, in macchina di lei. Sotto casa dei genitori. Nel bagno dell’ufficio dove Alessia lavora part time. Si perché ogni rischio dà un valore aggiunto, un piacere sottile. Un indescrivibile senso di appartenenza alla vita e alle sue pulsazioni più recondite. Niente e nessuno può imbrigliarla una come Alessia. Se non quel tarlo che rode nella testa del marito. Che lo spinge a pedinarla, a fare ricerche. Assoldare un investigatore privato. Cercare risposte ai suoi dubbi e trovarle senza grande sforzo perché la cosa più temuta accade sempre. Dopo pochi giorni ha una foto in mano. Una tra le tante possibili. Quella di Marco.
-Ma ti rendi conto?- mi dice - Finire nella mani di uno che di punto in bianco s’accorge d’aver sposato una donna così?-. -Magari s’era fatto i suoi viaggi su Alessia, madre, moglie e amante perfetta-.
Marco mi racconta per filo e per segno i fatti di quei giorni. -Arriva una sua chiamata-, -non so come ha avuto il mio telefono- fatto sta che dice solamente “Sto arrivando, scappa se riesci!"- . -Tu che avresti fatto?-. -Prendo l’auto e me ne vado per qualche giorno-. In Liguria a casa di un amico. -Lascio passare la bufera-. Per rientrare dopo quasi una settimana sperando che le acque si siano calmate. Nella cassetta delle lettere trova una busta con dentro una sua foto strappata in quattro pezzi. Ed è solo l’inizio di un incubo. Il giorno del compleanno di Marco telefona alla sua ragazza per raccontargli tutta la storia. La scabrosa verità che deve sapere. E come lei tutti quelli che lo conoscono. Basta ipocrisie. Tutti verranno informati -E’ incredibile come sia riuscito ad avere tutti quei numeri di telefono-. -Chissà dove cazzo li trova?-.
E così per mesi ha continuato a telefonare a Marco e a tutti i suoi conoscenti. Una volta lo chiama nel cuore della notte e sussurra “mi sveglio pensando a te e mi riaddormento con la tua faccia sulla fodera del cuscino”-. -Tutti i miei amici preoccupati mi hanno suggerito di prendere una guardia del corpo-. E’ domenica sera. Ascolto Marco parlare, mentre siedo sul sofà di casa sua in montagna, vicino alla stufa in ghisa che scalda la stanza d’un mite tepore. Prosegue il racconto mentre cucina una zuppa di carote, zucca e aceto balsamico. I vapori delle pentole irrorano la parole del racconto. -Ho provato a spiegargli che ero dispiaciuto, non avevo intenzione di fargli del male- -certe cose sai si fanno cosi e basta- - ci rifletti dopo-. Gli ho dovuto chiedere scusa. -Che avresti fatto Corrado?-. -Come faccio a spiegarti?- -Forse avessi visto Alessia...un corpo magrissimo e due tette enormi- e mentre mima le dimensioni del petto racconta alcuni dettagli scabrosi sorridendo dolcemente, quasi imbarazzato. -Non ti dico.. fa l’amore benissimo-.
-T’è mai capitata una così?-.
-Beh, non mi dici come è finita?- chiedo interrompendo quel momento d’imbarazzo. -Ma sai...- -probabilmente le mie parole l’hanno calmato o forse s’è n’è fatto una ragione-. -Pian piano ha smesso di cercarmi-. Ha scoperto altri pezzi del puzzle smettendo d’accanirsi su di me. -Ha issato bandiera bianca, suppongo-. Sei o sette mesi fa se n’è andato di casa. -Ovviamente lei ora ha immediatamente ripreso a cercarmi!- -ma mica sono scemo- -ho preso troppa paura quella volta-. Lo guardo e rido. -Vuoi il formaggio nella zuppa?- Ho un attimo di indecisione.
-Credi che dovrei chiamarla?-
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La foto di questo post è presa da "The park" di Yoshiyuki. Negli anni '70 il fotografo Kohei Yoshiyuki ha battuto i parchi di Tokyo con una 35mm e, con un sistema ad infrarossi, ha immortalato le cose e le persone che non si vedono ad occhio nudo. Coppie appartate, guardoni e tutte quello che solitamente non si fa alla luce del sole.
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