Postcard to Nina (2)
I miss sunshine

Amico mio, così non va. Non passa giorno senza che un pensiero accarezzi i contorni del suo viso, levigandone i lineamenti come il pelo dell’acqua arrotonda le geometrie di un lago. “Ancora, ancora“ sento dire dentro me. Credimi, vorrei azzittire quella voce e razionalizzare il desiderio che riempie i silenzi tra noi. Quando non si fa sentire per qualche giorno, ecco, sarebbe quello il momento buono per interrompere tutto prima che quella voce torni a persuadermi.
A che serve interpretare il volo degli uccelli, quantificare le possibilità residue, bollire altri filtri d’amore? Lei non è mia e non riesco nemmeno ad immaginare come potrebbe esserlo. E allora che fare di questi "mots insensés"? Tanto pazzi da meritarsi il disprezzo per l’odiosa retorica, la pretesa di catturare gli stati d’animo, come volessero competere con qualcosa che richiede altri alfabeti, parole nuove, espressioni mai usate.
Povero sciocco che sono, la forza di Nina nasce da ben altre spinte, non si specchia certo in queste parole educate, ordinate, scritte da sinistra a destra. Prende vita una scelta incauta che fa rosso il sangue.
Dimmi, ti è mai capito d’essere d'altri? Ed esserlo oltre ogni convenienza?
Vanno così le cose, amico mio, se mi cerca sono qui, se chiama corro senza buonsenso, se mi bacia la bacio, se piange soffro, se ride godo. Inutile negarlo, sono in balia di una sottomissione, che vorrei chiamar cortese, ma non so se è così. Di certo il pensiero di lei mi pervade a tal punto da spaventare tutto, anche i fantasmi che abitano in me. Sono giorni così.
Altro non saprei dire. Quella voce parla e tutto il resto va come deve.

Amico mio, così non va. Non passa giorno senza che un pensiero accarezzi i contorni del suo viso, levigandone i lineamenti come il pelo dell’acqua arrotonda le geometrie di un lago. “Ancora, ancora“ sento dire dentro me. Credimi, vorrei azzittire quella voce e razionalizzare il desiderio che riempie i silenzi tra noi. Quando non si fa sentire per qualche giorno, ecco, sarebbe quello il momento buono per interrompere tutto prima che quella voce torni a persuadermi.
A che serve interpretare il volo degli uccelli, quantificare le possibilità residue, bollire altri filtri d’amore? Lei non è mia e non riesco nemmeno ad immaginare come potrebbe esserlo. E allora che fare di questi "mots insensés"? Tanto pazzi da meritarsi il disprezzo per l’odiosa retorica, la pretesa di catturare gli stati d’animo, come volessero competere con qualcosa che richiede altri alfabeti, parole nuove, espressioni mai usate.
Povero sciocco che sono, la forza di Nina nasce da ben altre spinte, non si specchia certo in queste parole educate, ordinate, scritte da sinistra a destra. Prende vita una scelta incauta che fa rosso il sangue.
Dimmi, ti è mai capito d’essere d'altri? Ed esserlo oltre ogni convenienza?
Vanno così le cose, amico mio, se mi cerca sono qui, se chiama corro senza buonsenso, se mi bacia la bacio, se piange soffro, se ride godo. Inutile negarlo, sono in balia di una sottomissione, che vorrei chiamar cortese, ma non so se è così. Di certo il pensiero di lei mi pervade a tal punto da spaventare tutto, anche i fantasmi che abitano in me. Sono giorni così.
Altro non saprei dire. Quella voce parla e tutto il resto va come deve.
