<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-19596047</atom:id><lastBuildDate>Thu, 13 Nov 2008 16:32:51 +0000</lastBuildDate><title>corrado nuccini | un blog a parole</title><description></description><link>http://www.corradonuccini.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>128</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-3372516506754259786</guid><pubDate>Thu, 16 Oct 2008 08:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-16T01:57:15.624-07:00</atom:updated><title>Fumana (intorno)</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Secondo brevissimo post mortem&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/nuccini/2917423909/" title="Fumana, ancora by corrado.nuccini, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3102/2917423909_a7bcaf9d1a.jpg" width="400" height="290" alt="Fumana, ancora" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inziano gli apputamente per presentare fumana. Il primo in ordine temporale è sabato 25 ottobre alla libreria LEGOLIBRI / torino (via maria vittoria 31), io e matteo serri prensetiamo fumana con una performance a base di letture, musica e cibo. Vediamo che succede. L'otto novembre al calamita di cavriago (RE) serata "fumana" con la nuova banda di quartiere diretta da emanuele reverberi. Seguono altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimenticavo. Interivista a matteo serri a radio città del capo &lt;a href="http://www.radiomaps.it/?p=221"&gt;QUI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto perfetto. Quasi.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/10/fumana-intorno.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-7427810446501445369</guid><pubDate>Wed, 17 Sep 2008 16:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-17T09:15:54.210-07:00</atom:updated><title>Fumana (negli occhi)</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Primo Post-mortem&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3163/2862408690_046ddf28d8.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3163/2862408690_046ddf28d8.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'aldilà questo blog ha il desiderio e la volontà di annunciarvi che (dopo tanta fatica) è oggi disponible FUMANA. E' presentata sabato 20 settebre al bar Da Carlo, all'interno del festival della filosofia, con l'aperitivo organizzato con la banda diretta da Emanuele Reverberi dei Giardini di Mirò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos'è "Fumana"? Fumana è molte cose. E' Matteo che torna da Zurigo, non dorme la notte e a mezzogiorno, al bar di Cesare dice - Quasi quasi mi bevo una vodka, non mangio da ieri e devo tenermi su.- Fumana è questo e altre cose. E' una pioggerella emotiva, lo spleen dei campi, della pianura padana. Fumana è questo e molte, molte altre cose.  Fumana è l'ossessione di essere imprigionati  volendo essere altro. Fumana è un'atmosfera, una follia. E' un tributo agli spostati, ai folli, agli scemi di paese. E' dei saltimbanchi, di chi fa capriole per cercare un equilibrio. Fumana è  la caligine sulle vie, sui viali, le spianate tre Verrucchia, Gargallo, Roccamalatina, Monteveglio, Mongiorgio. Fumana è Francesco che ride seducendo il diavolo. Fumana è perdersi per ritrovarsi nello stesso posto, cambiati, rimasti uguali, diversi. E' la storia di una frase. "Nessun amore dura se non fugge".  Fumana è questo e molte altre cose. Che t'avvolgono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Fumana è &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=yQZtRzgYNis"&gt;questo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ma anche &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=HgTZi3BCUSA"&gt;questo&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Pure &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=4pLB4JDqUfc"&gt;questo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Da oggi Fumana è una pubblicazione.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.zshare.net/download/189008803f754e5b/"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;QUI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; puoi scaricarla. &lt;br /&gt;O meglio è possibile scaricarne un assaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contiene foto di Matteo Serri e parole di Corrado Nuccini.&lt;br /&gt; Esiste anche in versione cartacea, 150 copie, numeratissime. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(Puoi prenotarla rispondendo alla mail)&lt;/span&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/09/fumana-negli-occhi.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-1377455012266300427</guid><pubDate>Tue, 05 Aug 2008 09:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-05T02:45:44.212-07:00</atom:updated><title>Agosto</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ultimo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3138/2735213706_b45a6f8677.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3138/2735213706_b45a6f8677.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distruggere tutto. Ripartire dalla fine delle cose. È la mia idea ossessiva. Quella notte tra il quattordici e il quindici di Agosto dormo poco e male. Ho la necessità di trovare una via d’uscita. E non tra un mese o un anno. Nemmeno tra due giorni. Ora. Cercare quale, tra i pulsanti, permette di azzerare il ricordo, le preoccupazioni, portando tutto a compimento. Esco di buon mattino. La città è deserta e bruciata come la pellicola di un vecchio film.  Cammino cercando un luogo innevato. Quello è ancora il segno, l’&lt;span style="font-style:italic;"&gt;exit way&lt;/span&gt;. Lo cerco tra le vie, i vicoli, le piazzette, i sottopassaggi di Reggio Emilia. Nascosto dietro i petali di rose bianche, le nuvole di vapore, le macchie di vernice. Cammino alla ricerca di un luogo, dell’età senza dolori. Mi rivedo con mio padre, procedere vicini. Ritrovo un me spezzato ma più forte, al fianco di una casa che crolla. Vedo sfilare i giorni, mesi, anni persi a capirci qualcosa. E tutte le conseguenze di quei pensieri. Penso alla sobria eleganza di mio nonno. Cammino con lui e gli faccio domande assurde. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Come mai se mi dimentico qualcosa che stavo per dire non mi dimentico anche che stavo per dire qualcosa?- &lt;br /&gt;-Perché sei un bambino- risponde.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Davanti a me, il parco di casa mia. È la grande nevicata dell’ottantaquattro. &lt;br /&gt;Anna non c’è. Ma più di ottanta centimetri di neve ricoprono il suolo. Le scuole chiuse. Siamo tutti in casa attorno al tavolo. Nel silenzio qualcuno dice che tanta neve così non s’era mai vista. Il piano padano è una lastra luminosa. Eccoci. L’idea della fine è un'immagine splendente che spazza via i segni, tutti i presagi, le profezie. Nulla più da interpretare, spiegare, ma solo l’immagine che ti avvolge, un boom emotivo. E via. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-E quando smetto di essere un bambino?- &lt;br /&gt;-Quando ti sposi.- &lt;br /&gt;-Al tempo.- &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Estratto da "Neve", &lt;a href="http://www.fumana.it/"&gt;Fumana&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Con questo post, sospendo a tempo indeterminato gli aggiornamenti del blog. Grazie a tutti quelli che hanno perso qualche minuto qui. A presto.&lt;/span&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/08/agosto.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-6196331818184360391</guid><pubDate>Sun, 20 Jul 2008 21:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-21T05:11:07.759-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>parlare sottovoce</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>al primo piano</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>appuntamento</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>dorme l'amor mio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>si o no</category><title>Bigliettini</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Désintoxication sentimentalle&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3110/2689076694_950efc0ac3.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3110/2689076694_950efc0ac3.jpg" border="0" alt="petrolini" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accarezzarti il viso. Mostrarti come i sorrisi mi sfuggono dalle labbra improvvisamente. Stare qui, senza i chilometri, i mesi, le relazioni che avvicinano,  allontanano. Oltre la bellezza che e' il tuo vanto e i pensieri miei, massimalisti, esagerati che snobbano sistemanticamente i dettagli. Basterebbe restassi il tempo di qualche parola soffiata e pretestuosa per tornare poi alle vite scritte sui palmi delle mani, nella fatalita' che non cambia. E tutto quel tempo (che per me assomiglia all'eterno) altro non è che un gioco d'un prestigiatore. Lascia che sia così, non oltre, ti voglio. Già troppe volte ho cercato espedienti per placare la corrente del fiume. Ora so che quello scorrere fa parte del gioco. Di me, te, qui.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/07/accarezzarti-il-viso-nina.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-588530672600640845</guid><pubDate>Mon, 14 Jul 2008 18:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-17T10:03:12.473-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>34</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>nomi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>compleanno</category><title>Cancerino</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Granchi di terra e di mare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3156/2668151165_3be826720e.jpg?v=1216065272"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3156/2668151165_3be826720e.jpg?v=1216065272" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi compio trentaquattro anni. Potrebbero essere trentacinque, quaranta, cento ma sono trentaquattro. E li compio oggi. Come dice Gabriele è proprio una strana espressione questa: "compiere" gli anni. Portarli a compimento, farli, farseli, farcirli, viverli, consumarli, bruciarli, spenderli e così via, che poi uno si chiede  -Chissà se li ho proprio "compiuti"?-. -O mi sono fatto mancare qualcosa?- -Che dovrei fare per "compierli" fino in fondo?-&lt;br /&gt;Belle domande. Comunque sia, è fatta. Sono qui. Basta fare un paio di conti e posso dire di aver distaccato Gesù Cristo di uno, Kurt Cobain di sette e Ian Curtis di dieci. E non è poco. Giusto? Nonostante questo, chissà poi perché, ho sempre il timore che tutti si dimentichino della ricorrenza. Vero che oggi i cellulari e internet aiutano però alla fine in tanti mi hanno smentito. Anzi sono riuscito pure, dopo una lunga opera di seduzione a far cantare mia nonna di ottantatre anni "happy birthaday to you", al telefono. Un pò in inglese un pò in italiano, un pò in dialetto. Alla faccia della globalizzazione. &lt;br /&gt;Oltre a lei tanti altri, in diversi modi mi hanno chiamato.&lt;br /&gt;Tra questi pure la Vodafone, il servizio Birthday Calendar (sarà spam?) e qualcuno su facebook. A dimostrazione che non mi faccio mancare nulla.  Ovviamente molti meno di quelli che scrivono a Berlusconi per l'onomastico del maggiordomo o per l'anniversario della castrazione del gatto di famiglia, però che dire? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie!!, e una fettina virtuale della mia torta a tutti.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/07/cancerino.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-4615102501532334575</guid><pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-27T10:30:13.915-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>sole</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>lettera</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>due</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>nina</category><title>Postcard to Nina (2)</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I miss sunshine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3033/2614201027_3656a8d67e.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3033/2614201027_3656a8d67e.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amico mio, così non va. Non passa giorno senza che un pensiero accarezzi i contorni del suo viso, levigandone i lineamenti come il pelo dell’acqua arrotonda le geometrie di un lago. “Ancora, ancora“ sento dire dentro me. Credimi, vorrei  azzittire quella voce e razionalizzare il desiderio che riempie i silenzi tra noi. Quando non si fa sentire per qualche giorno, ecco, sarebbe quello il momento buono per interrompere tutto prima che quella voce torni a persuadermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  A che serve interpretare il volo degli uccelli, quantificare le possibilità residue, bollire altri filtri d’amore? Lei non è mia e non riesco nemmeno ad immaginare come potrebbe esserlo. E allora che fare di questi "mots insensés"? Tanto pazzi da meritarsi il disprezzo per l’odiosa retorica,  la pretesa di catturare gli stati d’animo, come volessero competere con qualcosa che richiede altri alfabeti, parole nuove, espressioni mai usate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Povero sciocco che sono, la forza di Nina nasce da ben altre spinte, non si specchia certo in queste parole educate, ordinate, scritte da sinistra  a destra. Prende vita una scelta incauta che fa rosso il sangue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimmi, ti è mai capito d’essere d'altri? Ed esserlo oltre ogni convenienza?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vanno così le cose, amico mio, se mi cerca sono qui, se chiama corro senza buonsenso, se mi bacia la bacio, se piange soffro, se ride godo.  Inutile negarlo, sono in balia di una sottomissione, che vorrei chiamar cortese, ma non so se è così. Di certo il pensiero di lei mi pervade a tal punto da spaventare tutto, anche i fantasmi che abitano in me.  Sono giorni così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro non saprei dire. Quella voce parla e tutto il resto va come deve.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/06/postcard-to-nina-2.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-1098979775175100688</guid><pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-27T10:06:48.117-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>uno</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>droge</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>lettera</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>nina</category><title>Postcard to Nina (1)</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I miss drugs&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3097/2614201051_d406c9385b.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3097/2614201051_d406c9385b.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amico. Penso a Nina tutti i giorni e i pensieri scavano dentro un'immagine di lei più precisa ed esatta. Ti giuro, vorrei smettere di blaterare fesserie al telefono. Rinunciare a convincere lei, te che non sono matto. Vorrei correre fuori, giù in strada. Ma non sono un ragazzo e queste cose non posso più farle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Lo so è incredibile fottersi il cervello con ogni tipo di sostanza, strafarsi di  paure. Non è affar mio, lei non lo è più, non lo è mai stata. Lo sanno tutti ma non riesco a rendermene conto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odio questa debolezza e tutte le storie che mi invento per giustificarmi. Che posso farci? Vivo di un idea tenera, infantile. Vorrei tenerla qui fino a domani perché il meglio ha ancora da venire. E in un fiume di sciocchezze nuoto controcorrente.  Non guardarmi con quella faccia. Lo so, è una perdita di tempo. Una dannata perdita di tempo, forze e parole perché non saprò mai dire qualcosa di così bello da azzerare le distanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Ma come posso far finta? Sono perso per lei. Ti è mai capitato di essere coinvolto a tal punto da non riconoscerti più?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardami come sono messo. Se lei mi cerca parto, se telefona corro, se mi bacia impazzisco se la vedo piangere mi sciolgo. Farei di tutto per strapparle una risata. Oh, diciamocelo chiaramente. Sto sotto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse cambia ma al momento va così.  Che altro dire?</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/06/postcard-to-nina-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-3413402945269114793</guid><pubDate>Wed, 18 Jun 2008 19:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-19T03:13:26.261-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bugire</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>finestre</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>cominiciare</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>spè</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>arancione</category><title>Spè</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"Perchè vivere è cominciare, sempre ad ogni istante"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2339/2321285539_dbf52ffe6b.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2339/2321285539_dbf52ffe6b.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amarsi nell’arancione della stanza, la tua, mi riscalda anche quando smetti di ascoltare. Chissà che ti spinge lontano da me? Una lei più tua o la paura di qualcosa che ho, non ho. Quando mi dai le spalle imparo le rigide forme della tua schiena e traccio un volto lungo quella pelle. Finisce che ci guardiamo e parliamo in attesa che il tempo muti il giorno in altre lettere, pensieri, cose che non so dirti. Vagare per il soffitto affatica gli occhi e devo rincorrere la luce dalla finestra, sempre più piccola, sempre più bugiarda. Da lì partono storie di gente in strada. Vorrei raccoglierne il vociare, interpretarlo, inventare storie. Lasicare che qualcosa comininci. Ora.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/06/n.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-1321246745496013727</guid><pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-17T04:56:34.324-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Zion</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tralala</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>band</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>vacosì</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>mount</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>silver</category><title>Tralala Band</title><description>A Silver Mount Zion&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="420" height="257"&gt;&lt;param name="movie" value="http://dailymotion.alice.it/swf/x5rwje&amp;related=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://dailymotion.alice.it/swf/x5rwje&amp;related=0" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="257" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellissimo.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/06/tralala-band.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-6657923188974250065</guid><pubDate>Sat, 14 Jun 2008 12:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-16T05:38:26.686-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>nomi palindromi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>angeli vanitosi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>et chaque fois.</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>divina</category><title>Uccide gli angeli</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I tuoi anni, le canzoni. Lavagne nere, gessetti, cazzi disegnati qui e là. I cortili, le urla giù in stada, le passioni, le finestre aperte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3058/2584007824_c05de5085c.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3058/2584007824_c05de5085c.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricomincia così. Guardo le tue cosce di grano duro e mi rendo conto di quanto sia facile lasciare i pensieri a briglia sciolta. Basterebbe chiamarla gabola, invenzione dello sguardo. Strategia della tensione. So che esplode di nuovo, ancora. Nel bel mezzo delle mie furberie, sempre meno riuscite. Ma a che servono i trucchi, i cilindri, i doppi fondi e tutte le illusioni di cui sono capace, se devono fallire così?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esplode la bomba di una te più nuda e fa stragi d'ogni purezza e pudore. Cerco di resistere, senza trattenermi. Ricado nella logorrea di quel discorso d'amore, purissimo e controverso, scritto benissimo, riletto alla cazzo, consumato alla &lt;span style="font-style:italic;"&gt;porcodio&lt;/span&gt;. Cerco quei baci per finta. Gli unici che restano. E trovo i giorni indietro. Gli scivoli, la vertigine e la tua vanità che uccide gli angeli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so più come dirtelo. Ogni cosa che ho vuole te, un po' più nuda, più vera, ma da strizzare. Un po' bambina, sottile, delizia, divina.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/06/blog-post.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-1844125683966113351</guid><pubDate>Thu, 22 May 2008 17:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-01T09:38:43.378-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>portinaie</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tempo</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>vascelli</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bacicci</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>amore</category><title>Pig</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L'amore al tempo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://farm2.static.flickr.com/1034/1160493862_663d5bdf11.jpg"; width=400&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amore al tempo delle passeggiate, delle bisce, dei cortiletti. L'amore al tempo dell'amore. L'amore al tempo dell'intimo che punge, del fieno, del fango. L'amore al tempo del perdono, delle patacche, del brodo di gallina. L'amore al tempo del tempo. L'amore al tempo dei sottoscala, delle pioggerelle, delle domeniche indolenti. L'amore al tempo dei vascelli. L'amore al tempo dei ghiaccioli, dei bacicci,  del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cazzomenefrega&lt;/span&gt;. L'amore al tempo delle sale d'attesa. Al tempo dei marciapiedi, delle portinaie svestite, delle canzonette. L'amore al tempo degli squaletti. L'amore al tempo della sporcizia, dei pettirossi, del pelo ovunque. L'amore al tempo dei soldatini di legno, dell'uovo "alla cock", dei vestiti buoni.  Al tempo dei traghetti, dei soffioni, delle raganelle. L'amore al tempo della tavola periodica. L'amore al tempo delle zanzare, del budino bianco, dei polpastrelli. L'amore al tempo delle conquiste, del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;bla bla bla&lt;/span&gt;,  dei lucchetti. L'amore al tempo dei fossi, della frescura, delle anguille. L'amore al tempo di Francesca, dei capricci, dei pochi rimasti a crederci, cocciuti.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/05/pig.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-8736616398805803276</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2008 08:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-30T05:06:37.209-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>nomi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Aprile</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Anniversari</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Hotel Roma</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Torino</category><title>Tutti i tuoi nomi.</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;29 Aprile, Torino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3103/2449926209_0975cc0b27.jpg?v=1209431469"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3103/2449926209_0975cc0b27.jpg?v=1209431469" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T'ho cambiato nome parecchie volte. Ne ho qui uno sulla punta della lingua che non riesco a pronunciare.  Per giorni sei stata semplicemente Instinto. Ora non più. Sei  Lontananza, Incomprensione, Assurdità. Ho provato nel mentre a chiamarti Amicizia, senza successo.  Quali altri nomi usare? Un anno fa (ricordi?) abbiamo inventato i primi. Sguardo, Mistero, Malizia. Cambiandone uno al giorno. Irrazionalità,  Vortice, Viaggio. Poi solo nomi di città. Erano i giorni in cui ti chiamavi Accadrà, Stringimi, Succede. Tutto poteva essere. Sarebbe stato bello chiamarti Coraggio, Provaci, Cuore.  E' andata diversamente. Abbiamo chiuso questi nomi dentro un sacchetto cucito a mano, appuntati in qualche taccuino. I sassi della ragione, un piccolo cuore nero che resiste. Era ieri, un anno fa. Ora ho un nome nuovo sulla punta della lingua. Te lo bisbiglio, nella speranza che nessuno l'abbia già pronunciato.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/04/tutti-i-tuoi-nomi.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>11</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-7793861748472575152</guid><pubDate>Fri, 04 Apr 2008 08:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-09T08:20:49.558-07:00</atom:updated><title>Andarci piano con le parole</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Scripta,verba.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm1.static.flickr.com/24/48198902_7b5a692bed.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px;" src="http://farm1.static.flickr.com/24/48198902_7b5a692bed.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' qualche tempo che non scrivo con la frequenza a cui ero abituato. Ci sono vari motivi dietro questa scelta. In primo luogo ho scritto altrove e non mi sono rimaste da dire cose a sufficienza per riempire questi e altri spazi (in calce riporto alcune note circa la prossima pubblicazione dove ho riunito alcuni racconti)&lt;br /&gt;Il vero motivo che m'ha spinto ad una pausa di riflessione credo sia un altro. E' legato, in un certo qual modo, al peso delle parole, della scrittura.&lt;br /&gt;Scrivere per me è una pratica sartoriale. Serve a ricucire, rammendare, mettere insieme brandelli che nel loro essere atomi dalle valenze aperte tendono all'instabilità, alla libera aggregazione. Spesso nella linearità della scrittura, da sinistra a destra, trovo una forma di razionalità che serve a riparare ciò che sembra leso. Scrivo per sentirmi meglio. Egoisticamente, forse.&lt;br /&gt;Premesso che la società dell'altruismo è finita da un po' non è però mio obiettivo infastidire persone che a cui  tengo. Questo non significa che non scriverò più. Significa che per ora ci vado piano.&lt;br /&gt;Nel mentre vi lascio un po' di musica. Una sorta di &lt;a href="http://corradonuccini.muxtape.com/"&gt;nastro&lt;/a&gt;, come si faceva un tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uscirà presto "Fumana" ovvero è una pubblicazione che contiene due lavori monografici di Matteo Serri e Corrado Nuccini. Matteo, fotografo modenese, presenta il suo lavoro "Ancilla, una sorella". Cinque scatti che ricostruiscono visivamente un percorso tracciato dalle visioni raccolte da una stariona  (guaritrice legata al culto dei santi e delle tradizioni popolari). La staziona di Zocca ha messo insieme testimonianze  di apparizioni divine avvenute nella provincia Modenese. Matteo s’è recato nei posti descritti, ricercando il luogo esatto dell’apparizione. Il suo otturatore, lasciato aperto il più a lungo possibile, ha impresso sulla pellicola quello che il luogo ha rivelato all’obiettivo. Ne sono usciti cinque scatti di grande impatto narrativo. Ogni foto sembra essere l’incipit di una visione, di un racconto, di una ricerca interiore. Chi guarda può decidere fin dove spingersi. Ricercando, immedesimandosi.&lt;br /&gt;Io ho raccolto alcuni racconti  col titolo "Non commettere atti puri". Cinque frammenti brevi che  ricompongono una storia d’insieme. Un racconto confuso tra i volti dei protagonisti che fuggono, si inseguono, si scambiano ruolo, nome, posizione. Un’esperienza che parte dal personale per rendere una visione d’insieme delle relazioni personali caotica, incerta, contraddittoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="267" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=1.167" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"&gt; &lt;param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&amp;amp;photo_secret=1fbb7fbdbd&amp;amp;photo_id=2401237038"&gt;&lt;/param&gt; &lt;param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=1.167"&gt;&lt;/param&gt; &lt;param name="bgcolor" value="#000000"&gt;&lt;/param&gt; &lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=1.167" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&amp;amp;photo_secret=1fbb7fbdbd&amp;amp;photo_id=2401237038" height="267" width="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi aggiorno sugli sviluppi.&lt;/span&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/04/andarci-piano-con-le-parole.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-470166727150257443</guid><pubDate>Sun, 17 Feb 2008 11:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-17T11:29:07.419-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>mariti gelosi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>uomini</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>montagna</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>donne</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>zuppa</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>infrarossi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>marco</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>parco</category><title>Infrarossi</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Uomini, donne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2138/2271317886_8670753a2a.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2138/2271317886_8670753a2a.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad Alessia gli uomini piacciono, potrei giurarlo. Non è bastato un marito, due figli e tutte quelle cose che si fanno per mettere la testa a posto. Trascorsi alcuni mesi dalla nascita dei bambini ha ripreso a chiamare Marco e come lui chissà quanti altri. Loro due, ad esempio, fissano appuntamenti regolari. Che sia un lunedì o un sabato poco conta. Ogni luogo è un'alcova d’amore. Un buon pretesto. Nel suo studio, in macchina di lei. Sotto casa dei genitori. Nel bagno dell’ufficio dove Alessia lavora part time. Si perché ogni rischio dà un valore aggiunto, un piacere sottile. Un indescrivibile senso di appartenenza alla vita e alle sue pulsazioni più recondite. Niente e nessuno può imbrigliarla una come Alessia. Se non quel tarlo che rode nella testa del marito. Che lo spinge a pedinarla, a fare ricerche. Assoldare un investigatore privato. Cercare risposte ai suoi dubbi e trovarle senza grande sforzo perché &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la cosa più temuta accade sempre&lt;/span&gt;. Dopo pochi giorni ha una foto in mano. Una tra le tante possibili. Quella di Marco. &lt;br /&gt;-Ma ti rendi conto?- mi dice - Finire nella mani di uno che di punto in bianco s’accorge d’aver sposato una donna così?-. -Magari s’era fatto i suoi viaggi su Alessia, madre, moglie e amante perfetta-. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco mi racconta per filo e per segno i fatti di quei giorni. -Arriva una sua chiamata-, -non so come ha avuto il mio telefono- fatto sta che dice solamente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Sto arrivando, scappa se riesci!&lt;/span&gt;"- . -Tu che avresti fatto?-. -Prendo l’auto e me ne vado per qualche giorno-. In Liguria a casa di un amico. -Lascio passare la bufera-. Per rientrare dopo quasi una settimana sperando che le acque si siano calmate. Nella cassetta delle lettere trova una busta con dentro una sua foto strappata in quattro pezzi. Ed è solo l’inizio di un incubo. Il giorno del compleanno di Marco telefona alla sua ragazza per raccontargli tutta la storia. La scabrosa verità &lt;span style="font-style:italic;"&gt;che deve sapere&lt;/span&gt;. E come lei tutti quelli che lo conoscono. Basta ipocrisie. Tutti verranno informati -E’ incredibile come sia riuscito ad avere tutti quei numeri di telefono-. -Chissà dove cazzo li trova?-. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così per mesi ha continuato a telefonare a Marco e a tutti i suoi conoscenti. Una volta lo chiama nel cuore della notte e sussurra &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“mi sveglio pensando a te e mi riaddormento con la tua faccia sulla fodera del cuscino”&lt;/span&gt;-. -Tutti i miei amici preoccupati mi hanno suggerito di prendere una guardia del corpo-.  E’ domenica sera. Ascolto Marco parlare, mentre siedo sul sofà di casa sua in montagna, vicino alla stufa in ghisa che scalda la stanza d’un mite tepore. Prosegue il racconto mentre cucina una zuppa di carote, zucca e aceto balsamico. I vapori delle pentole irrorano la parole del racconto. -Ho provato a spiegargli che ero dispiaciuto, non avevo intenzione di fargli del male- -certe cose sai si fanno cosi e basta- - ci rifletti dopo-. Gli ho dovuto chiedere scusa. -Che avresti fatto Corrado?-. -Come faccio a spiegarti?- -Forse avessi visto Alessia...un corpo magrissimo e due tette enormi- e mentre mima le dimensioni del petto racconta alcuni dettagli scabrosi sorridendo dolcemente, quasi imbarazzato. -Non ti dico.. fa l’amore benissimo-. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-T’è mai capitata una così?-.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Beh, non mi dici come è finita?- chiedo interrompendo quel momento d’imbarazzo. -Ma sai...- -probabilmente le mie parole l’hanno calmato o forse s’è n’è fatto una ragione-. -Pian piano ha smesso di cercarmi-. Ha scoperto altri pezzi del puzzle smettendo d’accanirsi su di me. -Ha issato bandiera bianca, suppongo-. Sei o sette mesi fa se n’è andato di casa. -Ovviamente lei ora ha immediatamente ripreso a cercarmi!- -ma mica sono scemo- -ho preso troppa paura quella volta-. Lo guardo e rido. -Vuoi il formaggio nella zuppa?- Ho un attimo di indecisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Credi che dovrei chiamarla?-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La foto di questo post è presa da "The park" di Yoshiyuki. Negli anni '70 il fotografo Kohei Yoshiyuki ha battuto i parchi di Tokyo con una 35mm e, con un sistema ad infrarossi, ha immortalato le cose e le persone che non si vedono ad occhio nudo. Coppie appartate, guardoni e tutte quello che solitamente non si fa alla luce del sole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;a href="http://www.guardian.co.uk/arts/gallery/2007/oct/18/art.photography?picture=331008260"&gt;Qui&lt;/a&gt; Altre foto.&lt;/span&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/02/infrarossi.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-2611277044661672872</guid><pubDate>Thu, 07 Feb 2008 09:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-07T01:55:11.251-08:00</atom:updated><title>Nessun amore dura se non fugge</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Se vi va si fa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/nuccini/2247648835/" title="testo scritto by corrado.nuccini, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2077/2247648835_8ff42b589b_o.jpg" width="300" height="380" alt="testo scritto" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vernissage dell'installazione di &lt;a href="http://www.matteoserri.com"&gt;Matteo Serri&lt;/a&gt; "Ancilla (una sorella)".  con la partecipazione del sottoscritto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;avec Pillow&lt;/span&gt;, Francesco Galavotti, Matteo Bosi e Patrizia Silingardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/nuccini/2247638925/"&gt;Qui&lt;/a&gt; ho inserito qualche informazione in più. In breve.  Foto di Matteo, videoinstallazione di Francesco. Io leggerò qualcosa che ho scritto. &lt;a href="http://www.myspace.com/pillowdotit"&gt;Luca&lt;/a&gt; m'acconpagna al piano/elettronica. Ovvero pianobar da galleria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto originale. Tutto bello.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/02/nessun-amore-dura-se-non-fugge.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-1234413741529990022</guid><pubDate>Thu, 10 Jan 2008 13:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-10T13:16:05.663-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>pizzicotti</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>giorno del giudizio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>qui e qui</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>nonna</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>malva</category><title>Pizzicotti</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Neanche oggi è quel giorno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2231/2177266419_32099a6b7c_o.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2231/2177266419_32099a6b7c_o.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le bianchissime luci del pomeriggio forano le feritoie delle tapparelle abbassate. Solo un vecchio paralume evita il buio. Nella camera dei genitori di Nina l’orologio da tavolo appoggiato sul comodino destro segna le tre meno venti ma è tutto arbitrario.  Potrebbero essere le dieci di sera o le due del mattino. Le ho scritto in un foglio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Se fosse ora il giorno del giudizio, per me va bene”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei accarezzarle gli occhi. Cancellare i silenzi che l’accompagnano da qualche minuto. Simula imbarazzo. Allora sfilo la sua t-shirt color malva. E basta quella parola per rompere il suo innaturale &lt;span style="font-style:italic;"&gt;aplomb&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ma come parli?»&lt;br /&gt;«Neanche nonna usa certi vocaboli»&lt;br /&gt;«Vuoi impressionarmi?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre ride mi compare l’immagine di sua nonna. L'ho vista una volta in foto. Loro due vis-à-vis a contendersi l'obiettivo. Senza proclamare un vincitore. Allo stesso modo ci contendiamo reciproche attenzioni. La t-shirt color ridere a terra. I silenzi color indugi al centro del letto.  Mentre Nina in reggiseno e mutandine inizia a pungolarmi il torace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ti manco qui?» &lt;br /&gt;«E qui?»&lt;br /&gt;«Ti piaccio qui?»&lt;br /&gt;«Dai! Rispondi!»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei ribellarmi a quella pioggia di polpastrelli sul petto. Senza risultato. Mi ritrovo a pronunciare una serie di meccanici “sì” ogni qualvolta l'indice impatta sul corpo. -Mi piaci in tutti i punti-. -E mi manchi dove hai toccato un secondo prima-.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non basta» risponde.&lt;br /&gt;«Ti sei fatto tanta strada per niente?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora ci riprovo e dico -mi manchi dove il dito sta per toccare e mi piaci dove toccherai subito dopo-. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Bravo!»&lt;br /&gt;«Molto meglio» e ride soddisfatta.&lt;br /&gt;«Però non credo a una sola parola che dici»&lt;br /&gt;«Sei un bugiardo nato e lo so benissimo»&lt;br /&gt;«Dammi una prova che m'ami?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-E che dovrei fare? -rispondo.-Più di così!-, -Ho fatto tre ore di macchina e c'era  un traffico insopportabile-. -Non è forse una prova questa?-.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«No, non lo è!»&lt;br /&gt;«Voglio una vera prova d'amore..»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si accascia sul letto. Come per piangere.  Le appoggio la mano sulla testa cercando di capire il motivo di quella reazione. -Ho fatto qualcosa di sbagliato?-.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Lasciami stare!» risponde stizzita&lt;br /&gt;«Tu non sai come si tratta una donna»&lt;br /&gt;«Sei un egoista di merda!»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resto paralizzato. Non so che dire dopo quella reazione. La guardo come un bimbo osserva l’armadio dove il padre tiene i fucili.  Capisce di avermi in pugno. Ride e  cambia d’improvviso umore ricominciando lo stillicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ti manco qui?» &lt;br /&gt;«E qui?»&lt;br /&gt;«Ti piaccio qui?»&lt;br /&gt;«Qui e poi qui»&lt;br /&gt;«E qui?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...</description><link>http://www.corradonuccini.com/2008/01/pizzicotti.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>23</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-1100339091326869800</guid><pubDate>Fri, 14 Dec 2007 10:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-14T05:15:17.529-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tondelli</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>ruscelli di sague</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>cartoline natalize.</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>de andrè</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>nina</category><title>Prima di Natale</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ho visto Nina volare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2132/2109928575_6d2ef796f0.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2132/2109928575_6d2ef796f0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quell'amore, indifferente alle debolezze umane e al peccato originale, sembrava non aver alcun nemico naturale. Era sfacciato e sicuro di sé. Capace di dominare il senso di colpa e la paura dell'abbandono. Non era solo una cosa bella ma era ciò che valeva. I baci, le relazioni fragili, le grandi promesse. Era tutto qui e convogliava in lei. L'erotismo sottile, le parole scelte, il sesso per gioco. Per quei giorni che durò fu l'amore di una vita. Quello che toglie direzioni rivelando un senso altro, più profondo e misterioso. La prima volta che facemmo l'amore la spogliai piano lasciandola in attesa. In modo da ascoltarne i  rumori. Il battito del cuore. I ruscelli di sangue. Poi la baciai senza trascurare nulla. La parte interna delle mani e le cosce. Sentivo la pelle tiepida scaldarsi. Giunto il momento ricominciavo da capo gustandomi l’impazienza. Quel salto richiedeva una rincorsa lunga. La prima volta le venni sulla mano. Sentii lo sperma scottargli le dita. Rise e quell’espressione rimase impressa sulla retina dei miei occhi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quell'amore, indifferente alle debolezze umane e al peccato originale per quei giorni che durò fu l'amore di una vita. Poi finì. Fedeli al duro accordo non ci cercammo più. Come i bambini che giocano a non ridere guardandosi negli occhi. Alcuni sono così bravi da rimanere tristi una vita intera. Così noi.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/12/prima-di-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>23</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-6421152815516133698</guid><pubDate>Wed, 12 Dec 2007 01:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-15T02:02:39.368-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Ghezzi</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Voce fuori sincrono</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Fruit</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Baroniciani</category><title>A Carpi al Tuwat</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La banda della fruit bianca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2353/2105301013_dabf365296.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2353/2105301013_dabf365296.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Ghezzi siede dietro e dorme. &lt;a href="http://baronkarza.splinder.com/"&gt;Alessando Baronciani&lt;/a&gt;, al mio fianco, è sveglio. Parla di mille cose. Imita la voce di Andrea Pomini. Gli scrobbling di Lastfm e i La Quiete. Nel mentre la Clio di mia sorella sfreccia verso Bologna. E' finito da poco il dj set di Ghezzi, icona dalla voce fuori sincrono e della fruit bianca. Enrico ha messo i dischi al festival &lt;a href="http://www.controlcfestival.com"&gt;Control + C&lt;/a&gt;. Io ora sono alla guida e lo accompagno all'hotel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Baronciani è elettrico. Quando ha visto la mia faccia desolata per questo viaggio imprevisto s'è fiondato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Andiamo insieme»&lt;br /&gt;«Così facciamo due chiacchere». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua testa l'obiettivo è chiaro e si chiama Enrico Ghezzi. L'ingnaro critico cinematografico non sa chi ha davanti. Alessandro, col suo stile finto ingenuo, vuole fargli intuire che non siamo due driver a caso. Me bensì Corrado Nuccini e Alessandro Baronciani. Due che non conosce ma che presto conoscerà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Enrico, hai sentito questo?» &lt;br /&gt;«Che ne pensi di quest'altro». &lt;br /&gt;«Ma se questo è vero, quell'altro pure allora perchè.." e via dicendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Ghezzi è stanco. Risponde piano, non è ispirato. A una domanda sulla musica riesce solo a dire &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La migliore espressione del rock sono gli anni settanta». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il critico romano è tutto fuorchè stupido. Capisce di non essere particolarmente brillante e cerca di recuperare coi suoi tempi. Vuole comunque rivendicare la sua superiortià e si gioca un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;evergreen&lt;/span&gt;. Parla del riciclo delle mode e dei costumi. Nella mia testa gli compare una fruit bianca e la voce fuori sincrono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Oggi va di moda recuperare tutto». &lt;br /&gt;«Attendo quando andrà di moda il moderno». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'effetto è mascio. Io e Ale ci guardiamo perplessi.&lt;br /&gt;In tutto questo sottolineo come Baroniciani sia un gran fetente. E' dalla parte di chi parla fino ad un secondo prima che gli scappi la cazzata. Quando la frittata è fatta è già dall'altra sponda a tirare pietre (morali). Così con Ghezzi. Gli da l'illusione di essere dalla sua poi non gli concede nulla.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;«Ora ascolto le luci della centrale elettrica» dice &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Baroncia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ghezzi istintivamente ride. Forse pensando fosse una metafora poetica, come se avesse detto "Ascolto la pioggia" o "Il rumore del mare nelle conchiglie". Ale non perde l'occasione e ribadisce &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«No è un ragazzo che suona...» &lt;br /&gt;«Ah sì, ne ho sentito parlare» ci prova Ghezzi.&lt;br /&gt;«C'è un suo pezzo in un film di Morone» &lt;br /&gt;«Al festival di Venezia».&lt;br /&gt;«Ma no! Enrico.., &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Luci della Centrale&lt;/span&gt; è uno molto giovane». &lt;br /&gt;«Roba di myspace». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ghezzi malsopporta questa saccenza e come risposta s'addormenta. Piu pesi di lui. E sottolineo. PIU' PESI DI LUI. Che però da gran combattente non si arrende. Dopo dieci minuti prova a coglierci impreparati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Voi che siete esperti di queste cose..»&lt;br /&gt;«Si può scaricare un video da youtube?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ci penso un attimo e dico no. Baronciani per l'ennesima volta parte per la tangente e gli spiega come qualcuno abbia "clonato" un suo video degli Altro postato sul famoso portale utilizzando un programma che permette di scaricare tutti i video di youtube.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ce la si può fare» sentenzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non fa a tempo a finire che Ghezzi nuovamente dorme o finge di farlo. A questo punto, prima che la situazione degeneri, entro in scena. Provo a parlare di cose a lui famigliari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Enrico hai viso il festival del Cinema di Torino?».&lt;br /&gt;«E' stato un successione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ghezzi si riprende immediatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Macchè..»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E parte con una filippica sconnessa contro tutto e tutti che termina cosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nanni deve trovare posti dove sfogare il suo egocentrismo incontenibile».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io penso alla sua sonorizzazione di Carpi con quattro dischi che suonano contemporaneamente. Eh sì, l'egocentrismo di Moretti..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'autostrada si vede San Luca. L'ultimo problema della serata riguarda l'Hotel. Non posso portarlo fin sotto l'albergo, in via Indipendenza, perchè è in zona ZTL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Portami in stazione poi prendo un taxi» dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma piove e l'idea non lo convince molto. Allora chiama l'hotel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Dicono che puoi arrivare fin sotto al Baglioni»&lt;br /&gt;«Poi mi dai il numero di targa»&lt;br /&gt;«E loro lo comunicano alla polizia»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà. Davanti all'hotel gli allungo un foglio bianco con sopra il numero di targa. Baronciani mi sussurra che è meglio consegnarlo direttamente alla reception che non si sa mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però non posso nemmeno mollare l'auto e corrergli dietro. Quindi ci pensa nuovamente lui. Si alza e si dirige verso il critico. Ghezzi, memore delle precedienti discussioni, alla sua vista, accelera con insospettabile passo felino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«No, non c'è bisogno che m'accompagni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ci saluta dall'altra parte della strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Guidate con prudenza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente il mio numero di targa nella sua testa è già un problema secondario.&lt;br /&gt;Vi saprò dire se mi arriva la multa.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/12/carpi-al-tuwat.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-1511495307276680304</guid><pubDate>Sat, 01 Dec 2007 14:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-25T04:54:06.234-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>racconti</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>peste</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>viaggi</category><title>Arrivò.</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non commettere atti puri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2126/1577758677_6acb1b9c61.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2126/1577758677_6acb1b9c61.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La peste giunse per la terza volta nel 1624 trasportata da una nave proveniente da Tunisi. E’ la peste manzoniana, quella dei Promessi Sposi. A Palermo, secondo alcune stime, tra il Giugno di quell’anno e il Febbraio 1626 morirono 30.000 persone, su 120.000 abitanti. La peste si trasmetteva sia dalla pulce del topo nero, sia -per contagio- attraverso le vie respiratorie. Si crearono lazzaretti per gli infermi. Altri per i sospetti. Si fecero provviste di carrozze per il trasporto dei malati e dei cadaveri. La peste arrivò davvero e la gente terrorizzata cominciò a fuggire. Tutti pensarono fosse un flagello di Dio e cercarono un segnale di salvezza. Occorreva dare prova di pentimento. Sfilarono in processione le reliquie di Santa Cristina, Santa Ninfa e San Rocco. Ma fu tutto vano. Un giorno un saponaio di via dei Pannieri, che aveva già perduto la moglie, salì sul monte Pellegrino. Colto di sorpresa da un temporale si perse. Gli apparve Santa Rosalia. In dialetto palermitano ordinò di avvertire il vescovo che le ossa ritrovate nella caverna erano proprio le sue. Portate in processione lungo le strade della città, avrebbero placato la peste. Le misero in un sacco tra fiori e candele e le trasportarono per tutta Palermo. I resti della Santa fecero il miracolo. Era il il 15 luglio 1624&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo molte cose cambiarono tra me e lei. Furono giorni di pacificazioni, infime tregue, cavalli di troia, trattati bilaterali, trincea, teorie di sopravvivenza. Altra trincea. Si delineava il nostro male ma eravamo convinti che ci fosse una cura. &lt;br /&gt;Finì così. La peste arrivò una quarta volta. Fece piazza pulita di tutto. Io e C. vagammo attraverso un luogo oscuro e violento con una bisaccia colma di malcontagi. Era il primo gennaio del duemila e sette. M’ha detto quello che teneva dentro da tempo. Ogni parola si incastrò precisa colmando i contorni interrotti. Poi se ne andò. Dietro una traccia di quella rivelazione impressa ovunque. E c’è voluto tempo per dare nomi alle macchie e ai contorni. Fino al giorno in cui ho seppellito -tra candele e fiori- il cadavere di quell’amore. Lontano da tutto e da tutti. Era lui l’untore che ci seguiva. Sin dal primo giorno di quel viaggio.</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/12/arriv.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-2126930693674523539</guid><pubDate>Sat, 17 Nov 2007 08:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-17T02:03:51.913-08:00</atom:updated><title>Cartomanti, futuro incerto.</title><description>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Agosto 1999&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm2.static.flickr.com/1187/948292155_59abf2579e.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1187/948292155_59abf2579e.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ariete. In questo segno zodiacale -dicevi- stanno i segreti delle tue crisi.&lt;br /&gt;Una costellazione problematica pensai. E ti guardavo tremare di freddo tre giorni prima di ferragosto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La città era vuota e deserta. Un luogo irreale. Per le strade camminavano ombre che non potevano permettersi di essere altrove. Tu portavi pantaloni corti e bevevi spremute di pompelmo per distendere i nervi. Io arredavo i silenzi che lasciavi sparsi ovunque per renderli vivibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non tutto ha un senso compiuto» hai detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la lucida follia di quei giorni ne era viva testimonianza. In piedi sulla vasca da bagno nuda e senza remore ti radevi con una lametta da barba. Il corpo completamente depilato brillava di una luce irreale. Avevi un taglio sopra il polso  e un rivolo di sangue solcava la mano sinistra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tua madre, fuori dal bagno, simulava normalità credendo di giocare una partita con regole precise. Mentre fuori passava neanche troppo ingenua l'ultima estate di quella vita. La prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;Michel Houellebecq dice che "la morte dell'amore è un'agonia dolorosa. Ma un'agonia molto interessante da descrivere". La morte dell'amata probabilmente non ha parole. Per Richard Skelton però ha un suono. &lt;a href="http://www.sustain-release.co.uk/"&gt;Sustain Release&lt;/a&gt; è la label di sua proprietà che produce le composizioni in memoria della moglie morta. Un idea romanticamente macabra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;BR&gt;&lt;br /&gt;&lt;BR&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="300" height="80"&gt;&lt;param name="movie" value="http://media.imeem.com/m/niJnWJhU1d/aus=false/"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://media.imeem.com/m/niJnWJhU1d/aus=false/" type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="80" wmode="transparent"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/11/cartomanti-futuro-incerto.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-3670073162505926919</guid><pubDate>Thu, 25 Oct 2007 19:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-25T13:38:27.565-07:00</atom:updated><title>Qui</title><description>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Due febbraio 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm2.static.flickr.com/1240/1255687147_6317c2f06d.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1240/1255687147_6317c2f06d.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri era il primo del mese. Per chi è pendolare significa rinnovare l'abbonamento. Fare la fila. Dire chi sei, presentare un documento e ritirarsi velocemente dal freddo che fa, lì al bar della stazione di Reggio Emilia, per un caffè al volo col giornale sotto braccio. Poi camminare verso i binari. Il rumore degli stivaletti suona acido sul pavimento. L'inverno in tasca. Mi gela anche ciò che non so dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è un mese che non ti vedo. Non è capitato mai negli ultimi cinque anni. Era il due di gennaio quando ti ho lasciato al bar della stazione di Rubiera. Allora avevamo sorrisi e gli abiti sporchi di capodanno. Giurerei che ci non ci siamo lasciati senza baci, battute, risate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vero che la distanza e la memoria arrotondano i ricordi e resta solo ciò che si vuole trattenere. Forse dietro a quegli scherzi c'era il malessere che da tempo logorava tutto. Le costanti pressioni per far di te una mia proiezione e la reciproca incapacità di proteggersi l’un l’altra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccolo, il nostro isterico rapporto, fatto d'amore e odio. Di piccoli e grandi tradimenti e assoluta devozione. Di bugie e di costante ricerca della verità. Di  sincera stima e mancanza di speranza. Come qualcosa che ingloba gli estremi. E le parole non bastano a descriverlo. Ci vorrebbe un altro alfabeto. Qui. Ora. Subito. Altre lingue,  diversi modi di dire. Gesti teatrali. O forse niente di tutto ciò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso così e cammino con il collo stretto tra le spalle per il centro di Modena. In fila. Come tutta questa informe massa di pendolari, che da Parma, Reggio Emilia, Sassuolo, Scandiano, Piacenza, Fidenza, Carpi, scende in città, con i loro tratti somatici ereditati dai loro avi contadini e oggi riadattati dentro abiti da ufficio. Penso ad un albero enorme che vorrei abbracciare ma che non riesco a cingere del tutto. Stringere quel tronco è come essere ancora alla stazione di Rubiera a guardare il treno che parte, mentre una leggera pioggia mi bagna i capelli. Tu hai la solita faccia delle partenze: un misto tra malinconia della separazione e desiderio di fuggire. Via, lontano, perchè l’unica casa a cui t'ho visto devota, in tutti questi anni, è l'altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi qui, tutti in fila. I colletti delle giacche sollevati come secondi colli a proteggere dall'assideramento del primissimo mattino. E camminare spediti,  perché la vita prosegue e le ferite -buttato fuori il siero- si rimarginano. I sentimenti si affievoliscono per rinascere diversi. Se non migliori, corroborati. E' un processo ecologico e crudele. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre mi avvinghio a questo tronco so che ti cercherò come una cane randagio cerca il cibo d'inverno. Senza ritegno e senza stile. Per trovarti nelle tracce che lasci dentro e fuori di me. Nei corpi di chi ha qualcosa di tuo. Nei letti vuoti, dove la dignità m'abbandona, in un party spettrale dove gli invitati sono fantasmi che t'assomigliano. Uno per ogni tuo stato d’animo. Ti cercherò abbracciato al legno che non voglio mollare, che l'amore è anche così. Una deviante allucinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera è venuta mia madre a trovarmi. Sta assimilando il colpo della mia partenza. Si sforza di chiedermi come va. Nelle pause delle risposte, mi incalza e torna ad essere lei.  La madre, con  la emme gigante. S'arrovella per trovare problemi e a cui non so dare risposte. "Mangia della carne, io ti voglio bene, lo sai?" dice "Lascia stare gli altri. Conta su di me, ma il dottore ti dice di dormire di più?". E’ un fiume in piena:"Forse dovresti inscriverti alla SISS, anche se sei grande per tornare a studiare". Si ferma, ci pensa un po' e mi dice. "Sei bravo a scrivere, perché non ti ci metti e ne fai una professione?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Penso ad una poesia Antonio Delfini.  Dice “La nostra bambina è senza croce / tiene in mano una rosa infiammata di odio e amore”. Ti sarebbe piaciuta. Lo so.&lt;/span&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/10/qui.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-1388501794670936059</guid><pubDate>Tue, 23 Oct 2007 13:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-25T13:49:47.550-07:00</atom:updated><title>Dictations&amp;Tribute</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Leonard Cohen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto raccogliendo alcune cover di Leonard Cohen. Al momento ho chiesto solo ad alcuni amici di partecipare a questo mi personalissimo tributo che probabilmente pubblicherò  sul blog in qualche significativa data dell'anno. &lt;br /&gt;Ma se qualcuno si riconosce nelle performance qui a seguire mi mandi a cuor leggero le proprie composizioni all'indirizzo corrado.nuccini (at) gmail.com &lt;br /&gt;Giudizio insindacabile. Su cohen non si scherza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rE1TJKUJlsI&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rE1TJKUJlsI&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/scc8o-WhDRI&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/scc8o-WhDRI&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/10/dictations.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-2952673117173213366</guid><pubDate>Tue, 16 Oct 2007 12:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-16T06:41:50.395-07:00</atom:updated><title>Rituali Privatissimi</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Des épisodes du chemin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2185/1588307226_5760009407.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2185/1588307226_5760009407.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rituali privatissimi è una rubrica che esce su &lt;a href="http://www.vitaminic.it"&gt;vitaminic&lt;/a&gt;, più o meno ogni quindici giorni. E' uno spazio virtuale dove raccontare storie, parlare di persone, descrivere posti e luoghi che m'affascinano, mi ispirano e mi seducono. Nasce dal desiderio di condividere tutto quanto ha un significato, un'influenza sul mio modo d'essere e vedere le cose. Mi accopagnano in questo viaggio le foto di Matteo Serri. Un artista modenese che chiamare fotografo è riduttivo. E' una persona profondamente comunicativa, ma al contempo sottilmente raffinata. Guardate &lt;a href="http://www.matteoserri.com"&gt;qui&lt;/a&gt; alcuni frammenti del suo "mondo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo episodio di Rituali privatissimi è &lt;a href="http://www.vitaminic.it/2007/10/le-passanti/"&gt;online&lt;/a&gt; da oggi. Parla di De Andrè, Brassens e delle "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;belle passanti che non siamo riusciti a trattenere&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il titolo della rubrica è stato in un qualche modo ispirato e suggerito da un pezzo di Alessandro Raina e dei suoi &lt;a href="http://www.homesleepmusic.com/label/artists/amor-fou"&gt;Amor Fou&lt;/a&gt;. E' da poco uscito il loro primo album. Grazie a dio non sono mai stato un critico musicale, però vi consiglio l'ascolto. Ci sono ottime canzoni.&lt;/span&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/10/rituali-privatissimi.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-4567731688539291681</guid><pubDate>Wed, 26 Sep 2007 10:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-09-26T05:57:00.503-07:00</atom:updated><title>Status Seekers (1)</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Essere riconosciuti per strada a Milano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm1.static.flickr.com/182/380438065_3e0c921aef.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm1.static.flickr.com/182/380438065_3e0c921aef.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo a Milano in treno. Io e Michele. Un terribile mal di schiena mi limita i movimenti. Posso fare tutto quello che mediamente fa Big Jim con i suoi tre snodi.  Il dolore è forte tanto che a mattino, appena sceso dal letto, penso di annullare il concerto.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mica posso farmi vedere cosi. Penso.&lt;br /&gt;Però è una gran seccatura. &lt;a href="http://www.myspace.com/bleubird"&gt;Bleubird&lt;/a&gt; arriva da Belino apposta. &lt;a href="http://www.myspace.com/gazebopenguins"&gt;Sollo&lt;/a&gt; è già lì che m'aspetta. Non posso fare tutto questo casino. Scelgo. Mi dirigo in farmacia e compro tutti i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;painkiller&lt;/span&gt; conosciuti. Deciso. Ci provo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfrutto il leggero sollievo dato dai medicinali e mi vesto a puntino. Sarò afflitto da acciacchi senili ma almeno mi vesto bene. Con questa autoconvinzione esco di casa. Milano ci aspetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo il treno delle due e qualcosa. Io porto i bagagli leggeri. Michele porta tutte le cose d'ingombro. Pedaliera della chitarra e valigione con mixer e altre cose per il concerto. Alla stazione centrale prendiamo un taxi ed arriviamo in albergo dove oltre a noi risiedono i giocatori del Parma. Fuori dalla porta uno strano tizio mi guarda e dice qualcosa. Io fingo di non vederlo e proseguo. Il mondo è pieno di strane creature. Con la coda dell'occhio vedo Michele fare alcuni gesti d'approvazione. Tra matti si intendono, penso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saliamo nelle stanze. Chiedo a Michele chi fosse il tizio fuori dall'hotel. Lui mi risponde.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;«Boh! Che ne so?».&lt;br /&gt;«Mi ha chiesto se eri David Silvyan».&lt;br /&gt;«Cosa?»&lt;br /&gt;«Si, Ha detto così. E' David Sylvian?»&lt;br /&gt;«Io gli ho detto di sì»&lt;br /&gt;«Pensa che avevo capito il mago Silvan»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non faccio in tempo a farmi spiegare perchè ha risposto così che siamo già nelle stanze. Dopo una mezz'ora i ragazzi del festival mandano un van a prenderci per "scortarci" fino a Parco Sempione, luogo del concerto.&lt;br /&gt;Nel frattempo trovo Jaques Bruna (in arte Bleubird) nella sua stanza. Si è perso negli svicoli della metro di Milano ed è arrivato da pochi minuti. Mentre racconta la sua disavventura fatta di chilometri a piedi Michele ride come un matto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una ventina di minuti scendiamo. Ecco che ricompare il tipo di prima che mi chiama. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«David Sylvian!!» &lt;br /&gt;«Hey David Sylvian!!» &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccoci. Ci siamo. Tutta colpa di Michele. Ma perchè tutte a me. Ho anche mal di schiena, oggi. Fingo nuovamente di non vederlo e procedo. Il tipo del festival gli dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ma non è David Sylvian, è Nuccini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tipo rimane perpelesso. Teme forse di esser preso per il culo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«E chi è Nuccini?»&lt;br /&gt;«Ma scherzi ? E' uno famoso..» &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Io avrei voluto dirgli. Beh, ti sei dimenticato il punto esclamativo. Certo che non mi riconosce così. Ma non faccio ironia. La situazione è già imbarazzante così).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuccini? Lui ci pensa un po. Alla fine è costretto alla resa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Mi dispiace. Mai sentito»&lt;br /&gt;«Però se vi interessa ho qui un autografo di Pavarotti»&lt;br /&gt;«Originale, giuro!»&lt;br /&gt;«Ho anche Nino Manfdredi ed Alberto Sordi»&lt;br /&gt;«Sono tutti morti»&lt;br /&gt;«Valgono di più».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Milano è una città strana. Anche se sei un poveretto, un disperato, un matto, un cacciatore d'autografi devi mantenere il tuo status quo. Sembra sempre che qualcuno messo peggio di te possa scalzarti e prendere il tuo posto in questa infinitesimale scalata al successo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il concerto scorre via liscio. O quasi. Rivedo alcuni amici. Andrea, Marco, Simona. Ci sono momenti in cui mi sembra quasi un luogo famiglire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo, il cacciatore d'autografi non c'è più. In compenso Michele urla lungo il corridoio. Vuole scovare la stanza di Luca Bucci. Portiere del Parma. E' di Busana. Appennino Reggiano. Uno dei nostri.  :-)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/09/status-seekers-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-19596047.post-3920992823215970357</guid><pubDate>Wed, 12 Sep 2007 13:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-09-13T08:46:33.364-07:00</atom:updated><title>Racconti</title><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Andare a capo con metodo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm1.static.flickr.com/184/472946319_e4eb6ed427.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm1.static.flickr.com/184/472946319_e4eb6ed427.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qualche tempo, per causalità o predestinazione, mi è stato chiesto di scrivere cose. Piccoli racconti. Prefazioni. Testimonianze e quant'altro. Così mi ci sono messo e m'è piaciuto. Tanto che ho scritto più di quello che m'è stato chiesto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe ora convididere questo materiale. Potrei farlo qui. Ma ho pensato che non va bene. Non per tutto. Il monitor è ancora una barriera. Come guardare un paesaggio dal vivo o su cartolina. I racconti, le storie, le favole cercano la carta. Se non altro per recuperare un rapporto intimo tra chi scrive e chi legge. Il foglio è ancora il miglior messaggero. Per cui ho pensato di mettere in vendita -in edizione limitata (10 copie)- alcuni racconti.  Nella busta metto: una copia stampata di un racconto (numerata da 1 a 10), un santino, due caramelle e un origami. Almeno come prima offerta. Poi magati cambio tutto. Costo 5 € (solo paypal). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi è interessato può scrivere qui&lt;br /&gt;corrado.nuccini (@) gmail.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nota di giovedi 13 sett. Le 10 copie sono finite. Grazie a tutti quelli che mi hanno risposto. Vi mando tutto al più presto. &lt;/span&gt;</description><link>http://www.corradonuccini.com/2007/09/racconti.html</link><author>noreply@blogger.com (Corrado Nuccini)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>11</thr:total></item></channel></rss>