Ritratto #1
Tutti erano fuori di testa sballati, zombie, mostri, tossici, ne ho visti di ogni tipo: protestanti anglosassoni ben curati, sensibili lettori di Spengler arruffati come ricci, accaniti predicatori dell’apocalisse con le mutande sporche, batteristi di Filadelfia che al termine dei ritornelli cercavano di beccare il momento giusto, -e voi?- siete caramelle glassate ricoperte da cartine lucide, verdi, rosse, gialle. Allo stesso modo siete fuori di testa, non vedete le cose muoiono. Read More →
Sillabari, note sul testo di Goffredo Parise
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C’era un periodo che ero sempre lì, scambiavamo due chiacchiere, qualche bevuta, si parlava di gruppi, di calcio, di donne, amici in comune. Apprezzavo la sua ironia pungente, lo sguardo lucido su ciò che accadeva in musica e non solo, stimavo il fatto che le parole gli andavano scucite di bocca ma non cadevano mai …
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Fare dischi non serve a un cazzo.
Raynolds, quello di “post-punk”, settecento pagine, trentacinque euro ISBN, dice che la decade zero ha vissuto pochi scossoni. Si, vero, non abbiamo avuto i grungettari, le camice a scacchi, i rave, non c’è stato qualcosa di identificativo, sovversivo come i movimenti rock sanno fare, non bastano gli emo, le …
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“Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra.”
Ci sono tanti motivi per scrivere. Tra questi io credo nella linearità della scrittura, per cui ogni parola inanellata prende senso per uscire dal caos di sentimenti che non hanno forma. Nello frase, nella sua consequenzialità vedo una terapia, uno specchio intelligente col quale confrontarsi tanto che non …
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